Alcuni tra i rifugi eco-sostenibili più belli del mondo

Alcuni tra i rifugi eco-sostenibili più belli del mondo

Gli amanti della montagna, delle scalate e del trekking sanno bene quanto siano importanti i rifugi: luoghi in cui riposarsi e e rifocillarsi. Strutture che fungono da ultimo approdo, immersi in paesaggi spesso estremi e isolati. Da diverso tempo alcuni architetti in giro per il mondo hanno lavorato per rendere alcune di queste strutture moderne ed eco-sostenibili.

È proprio in questi luoghi, infatti, che l’architettura verde deve esprimere il meglio: è infatti di vitale importanza che queste strutture si sposino al meglio con il paesaggio, non intaccando l’ecosistema che le circonda. Per questo abbiamo selezionato cinque tra i più bei rifugi eco-sostenibili del mondo.

Bivak pod Skuto

Ci troviamo sul monte Skuta, in Slovenia, dove tra paesaggi mozzafiato e vette aguzze sorge un modernissimo rifugio assemblato in prefabbricato modulare che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello dell’architettura sostenibile. È stato progettato da un think tank di studenti dell’Università di Harvard e i materiali utilizzati per realizzare i modelli—oltre alla forma esterna—sono stati scelti per contrastare le condizioni meteorologiche estreme—2532 metri d’altezza—del monte Skuta. Il Bivak è un luogo confortevole e oltre alle spaziose cuccette si trovano anche una cucina attrezzata e uno spazio comune in cui ripararsi e stare in compagnia.

Questo bivacco eco-sostenibile è il luogo di riferimento per tutti quegli escursionisti che intendono affrontare uno dei trek più famosi delle montagne slovene: l’escursione verso il ghiacciaio del monte Skuta.

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Rifugio del Goûter

Sul Monte Bianco, provenendo dal versante della Via normale francese, si incontra questo celebre e splendido rifugio che negli ultimi anni è stato ristrutturato con le più innovative tecniche della bio architettura. Realizzato interamente in legno e metallo, e in parte sospeso nel vuoto—questo rifugio è costituito all’esterno da pannelli in inox, scelti per la loro capacità di resistere ai forti venti e alle forti escursioni termiche. Sopra i tasselli in metallo sono stati montati i pannelli fotovoltaici che producono il 20% del fabbisogno di energia elettrica e l’80% di quella termica. La struttura, inoltre, è dotata di un sistema che ricicla completamente le acque superflue.

Il trek più famoso che raggiunge questo rifugio è quello della Via normale francese, che sale da Saint Gervais le Nid d’Aigle dove inizia l’escursione e raggiunge i 3835 metri.

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Monte Rosa Hütte

Anch’esso dotato di un efficientissimo sistema di filtraggio delle acque superflue, e di un’imponente copertura di alluminio e pannelli fotovoltaici che lo fanno sembrare un gigantesco spuntone d’argento; il Monte Rosa Hütte è il rifugio più bello dell’omonima montagna.

È soprannominato Cristallo di Roccia, e si trova a 2.883 metri: termine di uno dei trek più piacevoli fra quelli della regione. Per raggiungerlo basta infatti seguire le indicazioni per il Gornergrat, una incantevole passeggiata nei boschi sopra Zermatt, che passa per Riffelalp e Riffelberg.

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Bivacco Gervasutti

Fra i rifugi italiani, invece, uno dei più moderni ed eco-sostenibili è sicuramente il Gervasutti, a Lavachey, in Valle d’Aosta. Progettato dalla casa di architettura LEAPFactory, è composto da quattro ambienti—ingresso, locale per il pranzo, e due posti-notte con 12 letti. È completamente auto-sufficiente dal punto di vista energetico: grazie alle unità fotovoltaiche di ultima generazione e ai sistemi per rifiutare l’acqua di superficie.

Si raggiunge percorrendo il tracciato di trekking che va dalla Val Ferret al canalone del Mont Greuvetta, a quota 2835 metri.

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Kezmarske Hut

Posizionato al confine tra Slovacchia e Polonia, sui monti Tatra, il Kezmarske Hut è uno dei rifugi più singolari del mondo: non soltanto un esempio di architettura sostenibile, ma anche una bellissima struttura, che ricorda un gigantesco cubo in bilico su uno dei suoi angoli. Le facciate del cubo sono suddivise in pannelli quadrati di materiali riflettenti, prevalentemente in alluminio, vetro e materiale fotovoltaico. Gli interni sono suddivisi  in cinque piani: un ampio deposito per le attrezzature, due piani di camerate, una sala mansarda per il relax, un ristorante e una terrazza panoramica.

Si trova al termine di uno dei percorsi di trekking più famosi della Slovacchia, che sale fino alla cime del monti Tatra, e che domina i Carpazi.

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