Il riscaldamento globale sta trasformando la Mongolia in un deserto

Il riscaldamento globale sta trasformando la Mongolia in un deserto

Quando parliamo di riscaldamento globale non parliamo più dei suoi effetti nel futuro. Quello che sta succedendo in Mongolia è drammatico e merita la massima attenzione da parte di tutti.

In soli trent’anni il global warming ha trasformato il 23% del Paese in un deserto. Secondo una ricerca realizzata dal governo mongolo si sono letteralmente prosciugati più di 800 laghi e 2mila fiumi.

Questo disastro ambientale mette inoltre in serio pericolo la sopravvivenza dei pastori del Paese, che costituiscono un terzo della popolazione totale. Tieni presente che la Mongolia ha la più bassa densità di abitanti al mondo, con una popolazione di circa 3 milioni di persone.

La vita nomade dei pastori ha da sempre caratterizzato la storia e le tradizioni del Paese. Rispettosi dell’ambiente e del loro bestiame, nei secoli, i pastori mongoli hanno preferito adattarsi alle esigenze dei loro animali seguendoli durante le migrazioni di stagione piuttosto che modificarne abitudini.

I pastori nomadi si spostano, con le loro case, le yurte, e i loro oggetti più cari, in continuazione, alla ricerca di verdi pascoli e acqua per dissetare i loro animali. Il bestiame è fondamentale per la loro vita; la concentrazione di animali da allevamento della Mongolia è infatti la più alta del mondo: 25 milioni.

Ma ora che la desertificazione mette in pericolo il 70% della Mongolia i nomadi sono costretti a prendere la strada della capitale, dove non soltanto mancano gli spazi per accoglierli, ma il livello di inquinamento è molto elevato.

Già cinque anni fa il governo mongolo si era riunito nel deserto del Gobi per richiamare l’attenzione dei media sugli effetti devastanti dei cambiamenti climatici per il loro Paese.

I ministri per protesta sedevano attorno ad un tavolo posto sulla sabbia infuocata, sotto il sole a picco.

La situazione è oggi molto grave e se non si cerca al più presto un rimedio a questo disastro ancora una volta opera dell’uomo, uno dei paesi più belli, incontaminati e ricchi di vegetazione al mondo diventerà il deserto più grande del pianeta.

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