Salone Internazionale del libro di Torino: la scrittura come un evento privato e il fenomeno Facebook

Salone Internazionale del libro di Torino: la scrittura come un evento privato e il fenomeno Facebook

Durante la seconda giornata della 27a edizione del Salone Internazionale del libro di Torino si è dato spazio alla riflessione tra la scrittura come un evento privato (una missiva, un diario, un memoriale) e il fenomeno dei blog o di Facebook che hanno reso di immediata pubblicazione tutto questo tipo di testi. Scritti una volta privati e oggi considerati “da rendere pubblici”. E’ un cambiamento impensabile, non immaginabile fino a una manciata di anni fa. Ma per rileggere in modo meno stupito questo fenomeno possiamo ipotizzare un diverso modo di leggere il nostro posizionamento lungo l’asse del tempo.

Per tradizione e per consuetudine siamo abituati a vedere la linea del tempo come una freccia che inizia alle nostre spalle e si proietta verso l’orizzonte. Spesso diciamo a un giovane “il futuro è davanti a te“.

Non che questa visione sia sbagliata naturalmente, ma forse c’è un altro modo di raccontare una storia, la storia di ognuno.

Una storia in cui in nostro passato è di fronte a noi, perché è noto, lo abbiamo vissuto e quindi possiamo ricordarlo e consultarlo. Il futuro invece è alle nostre spalle, non perché non ci interessi o perché ci allontaniamo da lui. Ma solo perché, purtroppo o per fortuna, l’imprevisto che ci capiterà tra 5 minuti non è più prevedibile della nostra sorte tra 20 anni. Corriamo tutti veloci verso il futuro, ma corriamo all’indietro.

La stessa cosa vale per la lingua italiana. Una lettera, scritta a mano e spedita per posta custodisce di qualcosa di prezioso: racchiude il presente di colui che scrive e lo regala intatto al lettore che dischiude lo scrigno di carta anche a distanza di alcune settimane. Quel presente mutato per chi ha scritto è ancora l’unico presente possibile per chi legge. Mittente e ricevente si muovono a velocità differenti e ne sono consapevoli. Oggi la tecnologia permette di vivere un presente co-esistente tra i due. Anzi, la responsabilità di restare indietro è del ricevente, che quasi si scusa di non aver aggiornato Facebook o non aver aperto WhatsApp. Velocità di pensiero, di scrittura e di condivisione tendono a sovrapporsi.

Quando scrivevamo in italiano questo ci era impossibile prevederlo. Non ci rimane che meravigliarci di cosa ci attende alle nostre spalle e aspettare le nuove sorprese di questo e-taliano.