Che cos’è la sharing economy?

Che cos’è la sharing economy?

Start-up che permettono di condividere beni e servizi, siti web che creano network di persone, sistemi di condivisione delle spese e dei servizi: è la sharing economy. Ne sentiamo parlare sempre più spesso e anche noi, sui nostri canali Facebook e Twitter, vi abbiamo mostrato diversi esempi di economia collaborativa. Ma cos’è la sharing economy?

Visto l’attualità del discorso, abbiamo deciso di fare un passo indietro e darvi una nostra introduzione su un fenomeno sempre più presente nelle nostre vite.

Sharing economy

Nella vita di tutti i giorni

La sharing economy è un modello basato sulla condivisione di beni, servizi, dati e abilità, attuato in forme anche molto diverse fra loro, il cui fine è sempre generare un valore aggiunto per gli individui e la comunità attraverso la collaborazione.

A parole, lo scopo delle diverse forme di economia collaborativa può apparire quasi utopico: continuare la crescita che ha caratterizzato gli ultimi 60 anni, ma in modo più responsabile e mirando ad offrire servizi con minori costi e più ‘umani’, meno massificati.

Moltissimi esempi dimostrano che questa nuova tendenza non è affatto utopistica: cerchiamo di comprendere come i fattori che ne hanno determinato la nascita siano legati alla nostra vita quotidiana.

Sharing economy

Economia, tecnologia e società

Ragioniamo sul contesto attuale: l’aspetto che per primo ci verrà in mente è quello economico.
Da un parte la crisi, che ha richiamato a gran voce il tema del risparmio, dimenticato negli anni del consumismo più sfrenato. Dall’altra i cambiamenti dei consumi, con l’accesso che ha sostituito il possesso e il servizio che ha acquistato maggior valore del prodotto a cui è legato.
Crisi e nuovi consumi convergono in una rinnovata centralità delle persone, non più (ormai da tempo) ricettori di input esterni (ovvero consumatori) ma produttori di contenuti.

Ecco, le persone: vi ricordate quando i telegiornali hanno scoperto il bookcrossing qualche anno fa? E poco dopo il couchsurfing, il crowdsourcing, il carpooling?
Non si è trattato solamente di una sfida all’ultima trovata (o all’ultima locuzione inglese), ma di un vero e proprio cambiamento sociale, una spinta dal basso: le persone che si organizzano fra loro, a volte anche tagliando fuori le aziende dai processi, la community che riprende la forma della comunità nel senso originale del termine.

In questo processo un ruolo determinante è stato giocato dalle nuove tecnologie, in particolar modo quelle legate al web: quante volte al giorno apriamo Facebook, cerchiamo informazioni su Wikipedia, utilizziamo lo smartphone per ottenere informazioni in tempo reale ovunque ci troviamo?
Nuove tecnologie e nuovi strumenti, come Google, Amazon, e-Bay, i social media, hanno facilitato moltissimi processi come l’acquisto, la vendita e soprattutto la condivisione.

Economia, società e tecnologia: ecco il quadro che sta determinando la crescita della sharing economy secondo Jeremiah Owyang, uno dei più apprezzati teorici del nuovo business model. La sua presentazione analizza il fenomeno in modo puntuale e approfondito, ve la proponiamo di seguito.

Valori e cambiamento

L’economia collaborativa rientra in un tema più generale molto discusso nell’ultimo decennio: la responsabilità. Verso le persone, verso le nuove generazioni, verso l’ambiente: responsabilità per continuare a stare bene (anzi, per stare meglio) attraverso un maggiore rispetto per le risorse del pianeta, umane e ambientali.

Ancora una volta, facile a dirsi, ma nel concreto siamo davvero pronti ad accettare un cambiamento così sostanziale? Saremo in grado di avere uno stile di vita più consapevole, più aperto alla condivisione e più rispettoso? Soprattutto, la sharing economy può diventare il modello di riferimento così come lo è (stato) il consumismo?

Il processo ha mosso i primi passi, noi continueremo a seguirlo nelle sua idee più creative, geniali, life-changing: se volete segnalarci i progetti di sharing economy che ritenete utili e interessanti, commentate di seguito il post!