La storia dell'unico abitante dell'isola di Budelli, in Sardegna

La storia dell'unico abitante dell'isola di Budelli, in Sardegna

“Tutti i nostri sconforti per le cose di cui manchiamo, scaturiscono dalla nostra ingratitudine per quelle che abbiamo“, la citazione è di Daniel Defoe, tratta dal suo capolavoro Robinson Crusoe.

Il naufrago letterario, così come quello reale, con la sua idea che ci si possa perdere per ritrovare se stessi nella solitudine ha sempre destato il nostro interesse. E su quelle isole deserte proiettiamo anche una parte di noi.

Mauro Morandi ha settantotto anni e vive dal 1989 sull’isola di Budelli, in Sardegna. Ci è arrivato un giorno per caso, dopo che il suo catamarano ha avuto un problema al motore alle Bocche di Bonifacio e, alla deriva, ha raggiunto le coste rocciose di quest’isola dell’arcipelago di La Maddalena, all’estremo nord. Uno dei luoghi più belli del Mediterraneo.

Da quel giorno, ha preso il posto del vecchio guardiano (vendendo il suo catamarano) ed è diventato il “custode di un paradiso”. Trascorre le sue giornate a guardare il mare che si infrange sulla costa, seduto sopra un tronco, e ammira quella che definisce la “quintessenza della bellezza”.

Una bellezza selvaggia e a tratti minacciosa che gli ha fatto presto cambiare opinione sulla propria natura: “Crediamo di essere dei giganti in grado di dominare la Terra, ma siamo soltanto moscerini”.

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Per quasi trent’anni Mauro ha vissuto gran parte dei giorni da solo: “Come fossi in una prigione, ma una prigione che ho scelto io”. Sentirsi solo però è difficile, perché intorno a lui è pieno di vita.

D’inverno, nei mesi più duri, trascorre le sue giornate in casa (costruita all’interno di una vecchia vedetta usata durante la Seconda guerra mondiale), con i suoi “cari amici”: i libri.

Le persone che incontra sono i visitatori dell’isola durante i mesi caldi che vengono ad ammirare Budelli e la bellezza della sua “spiaggia rosa”. Un luogo di una bellezza rara dove vige un rigido regime di tutela: soltanto alcune zone possono essere osservate.

Il colore della spiaggia, come abbiamo visto ad altre latitudini, è dovuto ai frammenti microscopici di coralli e conchiglie che sono stati lentamente polverizzati dal movimento delle onde.

budelli, naufrago, sardegna

Quando Mauro incontra i visitatori, nonostante non sia né botanico né biologo (prima di arrivare a Budelli insegnava educazione fisica in una scuola vicino Modena), spiega loro cosa significa proteggere l’ecosistema di quel paradiso: “Spiego perché le piante hanno bisogno di vivere”. L’unico insegnamento che secondo lui è in grado di “salvare il mondo”.

“L’amore è una conseguenza della bellezza e viceversa; quando siamo innamorati di qualcuno lo troviamo bello, non fisicamente, ma perché siamo in armonia con lui, perché diventiamo parte dell’altro. È la stessa cosa che avviene con la Natura”.

La vita di Mauro, però, negli anni, è stata ancora più difficile, colpa dell’uomo e della burocrazia. Su un articolo della Stampa si legge che Mauro “era un bene privato, proprietà di una società immobiliare affogata nei debiti e non prendeva lo stipendio da oltre 20 anni.” L’anno scorso l’isola è entrata a far parte del Parco Nazionale (dopo una lunga lotta con un magnate neozelandese) ma il Parco aveva deciso che non poteva restare perché non c’erano le condizioni di sicurezza.

Nell’agosto di quest’anno però, il comandate della Capitaneria di porto di La Maddalena, Leonardo Deri, in veste di commissario straordinario del Parco, ha deciso di “trovare un accordo che consentirà all’uomo di restare nella sua amata isola, a condizione che venga risanata la casa in cui vive”.

Finalmente la pace. “Spero di morire qui”, ricorda Mauro a tutti gli intervistatori che lo vanno a trovare e gli chiedono quale sarà il suo futuro: “vorrei che le mie ceneri venissero sparse nel vento di Budelli”. Mauro crede che il destino degli uomini sia lo stesso della Terra e che entrambi siano parte di una stessa energia.

“Pensiamo di essere dei super-uomini e delle creature divine, ma in realtà non siamo niente, ci dobbiamo adattare alla Natura”. Uno dei suoi passatempo preferiti è scattare foto all’isola per testimoniare mese dopo mese, stagione dopo stagione, il suo mutamento, la sua evoluzione. Ultimamente ha a disposizione anche un wifi, anche se ci ha tenuto a specificare che non si tratta di un tradimento alla sognata solitudine: “mi serve per far conoscere questo tesoro in tutto il mondo”.

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