L'artista francese Seth ha trasformato in opere d'arte i palazzi anonimi in giro per il mondo

L'artista francese Seth ha trasformato in opere d'arte i palazzi anonimi in giro per il mondo

Per uno street artist la tela di un quadro è un concetto limitato. La grandezza della superficie sulla quale lavora è sempre varia, sempre diversa: questo rende la creazione “senza limiti”. Si può dipingere su un muro, una facciata cieca di una casa, una galleria ecc.

Inoltre, non c’è bisogno di aspettare che un museo di qualche città straniera si interessi al lavoro di un artista per permettergli di spostarsi fuori dai confini nazionali. Uno street artist può realizzare le sue opere ovunque, in ogni città del mondo.

L’artista francese Julien Malland è l’esempio perfetto che ci viene subito in mente quando dobbiamo parlare di ubiquità dell’arte. Conosciuta nel giro come “Seth“, Julien ha sempre girato mezzo mondo per realizzare le sue opere, cercando direttamente nel luogo che visitava la sua ispirazione.

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Come tela bianca, Julien usa le facciate dei palazzi. I colori delle opere di Julien le rendono vive e non più anonime. Tra i suoi soggetti preferiti ci sono i bambini, colti nella loro tenera quotidianità, sognatori e a volte malinconici.

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Seth è riconosciuta nel mondo della street art come “un mostro sacro” ed è attiva dagli anni ’90. Quando si trova a girare per i continenti, le capita spesso di collaborare con artisti locali.

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I suoi viaggi, prima che viaggi di lavoro, sono vere e proprie esperienze da condividere. Per celebrare il suo lavoro, Seth ha realizzato libri fotografici, come ad esempio Extramuros, in cui racconta come sono state create le opere, passando in rassegna i suoi lavori più belli e famosi: in India, in Cina, in Messico, in Indonesia e in Vietnam

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Immagini via Facebook