Come usare al meglio il tuo tempo libero, spiegato da un'esperta

Come usare al meglio il tuo tempo libero, spiegato da un'esperta

“Il tempo è corto e pieno, come un vestito fuori misura”, scrisse Emily Dickinson a un’amica. Sarà anche così, ma quel vestito è anche elastico, secondo Laura Vanderkam, esperta di gestione del tempo, scrittrice e relatrice.

Cosa stiamo dicendo davvero, quando diciamo: “non ho tempo”? In un TED talk breve ma denso, Vanderkam ce lo ricorda. E ci suggerisce una strategia per guadagnare il controllo del nostro tempo libero. Per non sprecarlo. Anzi, per ripensare interamente la questione: come risparmiare tempo?

Quella del “risparmio” di tempo è un’idea sbagliatascadente. Crediamo che limare qui e là il monte ore di varie attività giornaliere, anche le minime, ci fornisca un resto in “pezzetti di tempo”. Da cui, sommandoli, possiamo ricavare tuttalpiù un’oretta al giorno (quando va bene) per la cura di sé, degli interessi personali, delle relazioni sociali, della famiglia. Ma ciò equivale al registrare i programmi tv per poi  guardarli senza pubblicità: quando si potrebbe guardare meno tv.

Non bisogna “risparmiare” tempo, ma impiegarlo in ciò che conta

La scrittrice si è convinta di quanto sia arretrato quel concetto, osservando e studiando per 1001 giorni gli orari di donne indaffarate, spesso di successo: un lavoro impegnativo, talvolta in proprio, con bambini—e genitori—a cui badare quotidianamente. Sostiene:

Non costruiamo la vita che vogliamo risparmiando tempo. Bensì: se costruiamo la vita che vogliamo, il tempo non andrà sprecato.

Per spiegare meglio cosa intende, Vanderkam fornisce anzitutto un apologo. Una volta, una delle donne seguite nel suo progetto ha perso 7 ore in una settimana a causa di uno scaldabagno rotto. Se qualcuno, all’inizio della settimana, le avesse chiesto di destinare 7 ore del suo tempo a una cosa qualsiasi, purché imprevista, si sarebbe certamente irritata: non vedi quanto ho da fare? Ma la cantina allagata e il lavoro dell’idraulico in quel momento sono stati una priorità. È questo il nodo dell’apologo. Le nostre priorità dovrebbero essere come quello scaldabagno.

Il tempo è molto elastico: non possiamo produrne, ma può “allentarsi” per dare alloggio a quel che scegliamo di mettervi dentro.

“Non ho tempo”, ovvero: “non è una priorità”

C’è anche un altro aneddoto: una signora, fra i soggetti studiati, un giorno ha rifiutato di farsi intervistare da Vanderkam, perché “non aveva tempo”. In questo senso: dato che la giornata primaverile era particolarmente bella, la signora ha preferito fare due passi all’aperto. “Devo scegliere io come impiegare ogni minuto che passa. Piuttosto che dire ‘non ho tempo’ per fare questo, quello o quell’altro, dico: non faccio né questo, né quello, né quell’altro, perché non sono una priorità“. La chiave, per Vanderkam, è qui.

Ecco la verità: ‘non ho tempo’ molto spesso, per non dire sempre, significa: non è una priorità.

Quante volte ti è capitato? Te ne accorgi anche nelle piccole incombenze. Non è “mancanza di tempo”: è che non vuoi farlo. Fa bene, secondo Vanderkam, dirlo in questo modo: Poiché ti ricorda che il tempo è scelta. E va riempito con ciò che merita di esser fatto.

Porsi degli obiettivi per dare valore al proprio tempo

Come farlo? Anzitutto imparando a riconoscere le nostre priorità. Nella professione e nella vita personale. Un metodo per iniziare: anziché guardare indietro, facendo un “bilancio”, guarda avanti, facendo un bilancio immaginario e positivo del prossimo anno. Ne otterrai, senza volerlo, una lista, con una decina di obiettivi. Che riguardano la carriera, le relazioni, se stessi. Importante pensare a tutti e tre i campi: dovrebbe esserci un obiettivo in ciascuno di essi. Gli obiettivi non lavorativi potrebbero anche essere non particolarmente ambiziosi, ma che ci fanno star bene: come fare il Cammino di Santiago.

Bisogna poi scomporre gli “obiettivi” in passaggi praticabili (nel caso di un obiettivo sportivo, molto semplicemente: iniziare ad allenarsi). Importante programmare le settimane prima di trovarcisi dentro. Il venerdì pomeriggio, secondo Vanderkam, è un momento ideale per pianificare la settimana successiva.

Una settimana, 168 ore

Pensi di non avere il tempo necessario? Secondo Vanderkam, semplicemente, non è vero. Basta fare due conti. Una settimana: 168 ore. Ipotizzando 40 ore di lavoro, più di 50 sonno (8 ore a notte), avanzano 72 ore libere. Aumentando le ore di lavoro, resta comunque abbastanza tempo libero da gestire con intelligenza. Utilizzabile per fare quel che vuoi, dallo stare con i figli allo studiare per un concorso.

Segui Laura Vanderkam su Facebook e scopri di più sul libro 168 ore: hai più tempo di quanto pensi.

Immagine di copertina di Kaylah Otto