Tiny House: la microcasa costruita con materiali di riciclo

Tiny House: la microcasa costruita con materiali di riciclo

L’architettura verde non sta soltanto trasformando parte dell’edilizia contemporanea—spingendo studi di architetti e aziende a sfruttare nuove risorse e materiali rinnovabili per realizzare le abitazioni—ma sta entrando anche nell’ottica del mercato visto dai clienti. Un esempio concreto è rappresentato dalla moda delle Tiny House: piccole case realizzate con materiali di recupero, e dai costi estremamente contenuti.

Come ad esempio quella realizzata dalla fotografa Alla Ponomareva e dal marito Garrett: una piccolissima casetta realizzata nel boschetto fuori dalla loro casa originaria—a Missoula, nel Montana—che è costata soltanto 700 dollari.

La coppia aveva la necessità di realizzare una dependance per gli ospiti, visto che non c’era abbastanza spazio nella loro casa, ma quando è stato il momento di decidere se appaltare il lavoro a una ditta di costruzioni, Alla ha deciso di ottimizzare tempo e denaro per realizzare una splendida Tiny House.

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Il progetto è stato interamente disegnato dalla Ponomareva: l’abitazione è strutturata nei minimi dettagli per essere confortevole, ecologica, e soprattutto pensata per ottimizzare lo spazio a disposizione. Per portarla a termine Alla e il marito hanno impiegato circa tre settimane, e hanno utilizzato soltanto telai, assi di legno, vetrate e coperture di recupero.

Misura appena 8 metri quadri, e la sua forma è piramidale, ma al suo interno ci sono due letti, un angolo cottura dotato di fornello da campeggio, e una serie di scaffalature per riporre abiti e oggetti.

L’esterno della Tiny House, invece, è pensato per trasformarsi in un piccolo portico: alzando uno dei lati, su cui è installata una vetrata, si crea un piccolo tettuccio-finestra, sotto cui si possono posizionare delle sedie per godersi il fresco dei boschi del Montana. Tutto attorno poi, legate agli alberi, ci sono amache e poltroncine di tela.

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Purtroppo la coppia non è riuscita a fare in modo di unire i sanitari alla loro Tiny House, ma dal lato opposto della vetrata hanno comunque istallato una piccola doccia, per l’estate. D’altra parte, i pannelli solari che sono montati sul tetto dell’abitazione sono sufficienti solo per consentire il riscaldamento e l’apporto elettrico—ricarica degli smartphone—della Tiny House.

“Non possiamo essere più orgogliosi del risultato finale, e speriamo che amici e familiari abbiano la possibilità di guardare le stelle dall’interno della casetta di notte mentre sorseggiano alcune delle birre fatte in casa da Garrett”, ha dichiarato la Ponomareva.

Immagini: Copertina | 1 | 2