Le tre regole di

Le tre regole di "Humans of New York" per fotografare sconosciuti

Nel novembre del 2010, il fotografo Brandon Stanton ha creato una pagina Facebook dove ha iniziato a pubblicare periodicamente il suo mastodontico progetto artistico: Humans of New York. Il suo obiettivo è fotografare 10mila passanti della “Grande Mela” per creare un piccolo, ma esaustivo, catalogo dei tipi umani.

Il progetto, oggi, è seguito da quasi 20milioni di utenti: nel 2013 ha anche pubblicato un libro omonimo. Realizzare dei ritratti fotografici come quelli di Stanton non è semplice come può sembrare, non si punta soltanto un obbiettivo e si scatta, ma per far sì che la fotografia sia perfetta bisogna costruire un rapporto umano tra fotografo e soggetto.

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Durante una conferenza all’università di Dublino, Brandon ha spiegato quali sono le tre regole fondamentali che segue per ogni suo ritratto. Vediamole insieme.

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La prima è “non essere nervoso”. Un passante, magari di corsa o soprappensiero, deve essere “fermato” nel modo giusto. Prima di tutto bisogna essere rilassati, dobbiamo far capire a chi abbiamo di fronte che stiamo lavorando a un progetto e la sua foto non andrà su un album privato.

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Essere nervosi, non guardando negli occhi o con le mani tremanti, potrebbe trasmettere disagio. Le persone a quel punto diventano sospettose.

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Una volta superato il primo step, si passa alla seconda regola: “trovare la confidenza“. Anche qui, piccoli accorgimenti fanno la differenza: mai spuntare alle spalle di qualcuno e usare sempre un tono di voce fermo ma allo stesso tempo accogliente. Attenzione anche al “livello” della conversazione. Se il soggetto sta seduto bisogna sedersi con lui.

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A quel punto comincia la “conoscenza vera e propria” che si porta avanti, passo dopo passo, con le domande giuste. Una mini intervista-chiacchierata è necessaria per sentirsi più vicini. La conoscenza, insieme alla confidenza, si noterà nello scatto. Bisogna prestare attenzione, però, soprattutto a quanta voglia di aprirsi ha la persona che abbiamo davanti. Non esagerare.

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Un buon modo di portare avanti la conversazione è quella di incentrarla sui valori positivi, come l’ottimismo ad esempio: chiedendo magari “se c’è mai stato un momento nella vita in cui hai perso la speranza nell’ottimismo”. In questo modo i soggetti diventano meno sospettosi e più aperti a farsi fotografare in tutta la loro bellezza.

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Immagini via Facebook