Cos'è una urban tree house? Entriamo nell'edificio

Cos'è una urban tree house? Entriamo nell'edificio "foresta" di Torino

Siamo abituati a vedere pochi spazi verdi nelle nostre città, per lo più piccole aiuole, giardini o, per i più fortunati, qualche parco. Dei piccoli polmoni in mezzo al caos di polveri sottili e smog che ogni giorno riversiamo nell’aria diventandone produttori e consumatori, a nostro stesso danno. Per questo e tanti altri motivi, l’idea (divenuta realtà) dell’architetto Luciano Pia, di realizzare un edificio foresta in città, o per dirla all’inglese una urban tree house nel cuore di Torino si è rivelata particolarmente vincente e capace di rimbalzare sui siti di mezzo mondo proprio per la sua spettacolare usabilità.
Si chiama 25 verde il complesso residenziale in Via Gabriele Chiabrera a Torino dove, il concetto di casa sull’albero si capovolge, lasciando spazio, anche nella giungla urbana, al sogno fanciullesco ma con un appeal metropolitano: sono gli alberi a essere sulle case. Le piante sono ben visibili dalla strada, mentre sembrano aver messo radici tra i tralicci dei palazzi, sulle scale, tra i balconi, in ogni angolo il verde sembra rimpossessarsi del suo spazio, con la forza.

casa albero torino

Ma il verde non è solo di facciata, è il caso di dire, perché anche all’interno è presente. Sono in tutto 150 alberi ad alto fusto e 50 le piante che producono ogni ora 150.000 litri di ossigeno al giorno, assorbendo invece di notte 200.000 litri di anidride carbonica, oltre a proteggere dal rumore e assorbire le polveri sottili. Seguendo il naturale ciclo delle stagioni, inoltre, creano un microclima ideale all’interno dell’edificio.

Ma il progetto di bioedilizia di Pia non aveva obiettivi meramente estetici e non era tantomeno solo contemplato come un esercizio di stile architettonico contro l’inquinamento; sono tante, infatti, le soluzioni integrate all’interno del progetto che hanno come obiettivo il raggiungimento di una buona efficienza energetica. Ad esempio: le pareti ventilate, la protezione dall’irraggiamento solare diretto, gli impianti di riscaldamento e raffreddamento che utilizzano l’acqua di falda con il sistema a pompa di calore, il recupero delle acque piovane.

I pareri su questo tipo di costruzioni sembrano essere unanimi, devono essercene di più, sfruttiamo le menti e le risorse italiane per riappropiarci del verde nelle nostre città e soprattutto dare respiro a noi e a loro.