Quant’è importante difendere la nostra privacy dalla tecnologia?

Quant’è importante difendere la nostra privacy dalla tecnologia?

I social network, le app e tutte le tecnologie virtuali dell’era digitale hanno modificato molto la nozione di privacy e hanno spostato i limiti e i confini dell’intimità privata verso un contesto più pubblico e sociale.

Ha davvero senso quindi parlare di privacy quando siamo noi stessi a  esporre e condividere ogni dettaglio della nostra vita sui social e sul web o è oramai un’utopia?

La quantità di informazioni che circola sul web e di cui siamo fruitori – sia in senso passivo che attivo – è talmente grande che molti si chiedono se sia ancora possibile controllarla e proteggerla.

Può apparire infatti come una contraddizione quella di voler sfruttare ogni potenzialità dei servizi digitali e allo stesso tempo aver timore per la propria privacy: utilizzare le app di geolocalizzazione, le app diverse che utilizzano comunque tali servizi, i social network che presuppongono la localizzazione è una nostra scelta e scegliendone l’utilizzo è implicita l’accettazione delle conseguenze: l’accesso dei sistemi informativi alle nostre informazioni e ai nostri dati e la loro possibile divulgazione. Perché chi dovesse trovare inquietante il fatto che i fornitori di servizi informatici posseggono questi nostri dati dovrebbe ricordarsi di essere lui stesso concessionario di tali permessi. Quante volte al giorno capita di fornire la nostra posizione per poter cercare un indirizzo, un ristorante o un taxi?

È possibile limitare il trattamento dei nostri dati personali limitando l’utilizzo delle molteplici modalità semplificate che ci vengono offerte dalla vita digitale: basta pensare alla comodità degli acquisti online ad esempio. Rinunciando a tale comodità si limita  il rischio divulgazione dati.

Secondo uno studio condotto nel 2013 dal Censis il 93% degli italiani teme che la propria privacy possa essere violata a fronte di una violazione effettiva che ha toccato solo il 32% della popolazione.

Violazioni che restano nell’ambito di pubblicità indesiderata (spam), contatti da persone sconosciute e attivazione di servizi non richiesti.