Women.com, il social network al femminile

Women.com, il social network al femminile

Di cosa parlano le donne quando non ci sono uomini nei dintorni? E, soprattutto, come parlano? Come si esprimono senza il timore di essere giudicate o fraintese?

Si è posta queste domande Susan Johnson mentre lavorava in Facebook. Il social network da 1,3 miliardi di utenti è la patria del dialogo online per eccellenza, ma Johnson ha sentito il bisogno di creare un ambiente diverso solo per il pubblico femminile. Si è licenziata da Facebook e ha lanciato Women.com, una community pensata per dare alle donne la possibilità di parlare di tutto senza intrusioni da parte del sesso maschile.

“Women.com è una nuova casa per le donne. Parliamo di lavoro, relazioni, famiglia, prodotti e altro ancora. Prendi ciò che vuoi e lascia il resto”, si legge nella pagina di presentazione che rivela una grafica particolarmente accattivante e curata. Al momento funziona solo su invito, escamotage che permette alla squadra messa in piedi dall’ex Facebook di controllare i primi accessi. La regola, infatti, è ‘no uomini’. In futuro, quando il portale sarà aperto a tutti, sarà proprio il collegamento con il social network blu, Facebook Connect, al momento dell’iscrizione a prevenire incursioni dei maschietti. “Ci hanno già provato e li abbiamo fermati”, avvisa l’agguerrita fondatrice. In questo momento per chiedere un invito bisogna rivolgersi a Twitter.

Come funziona? Il modello non è quello della condivisione di quanto si sta facendo o vivendo, ma del botta e risposta. Un mix tra Yahoo! Answers e Alfemminile con un sistema di votazione dei quesiti che trasforma i più rilevanti in conversazioni vere e proprie. Il tutto all’insegna, come ha sottolineato la fondatrice, della tutela delle interlocutrici. “Le donne dominano Internet, siamo il 58% su Facebook e l’84% su Pinterest, ma le nostre conversazioni offline non corrispondono spesso a quelle online”, ha spiegato. Secondo Johnson non è un problema solo delle donne ma in generale della necessità di mettere dei recinti alla conversazione, quantomeno in alcuni casi, comprese quelle degli uomini. Sarà il tempo a dire se le utenti troveranno utile e stimolate la piattaforma creata. O se continueranno a preferire ambienti misti.