4 modi per iniziare a prendere decisioni migliori

4 modi per iniziare a prendere decisioni migliori

Lo insegna anche l’ultimo premio Nobel per l’Economia, Richard Thaler: prendere le decisioni giuste è un’impresa complessa. L’economia comportamentale ci ha aiutato comprendere come ogni giorno compiamo le nostre scelte, e a identificare numerosi ostacoli alla corretta analisi e valutazione di tutti i pro e i contro che, costantemente, ci troviamo di fronte.

Come spiegato da Hello!Money in un recente articolo, uno dei principali ostacoli è paradossalmente rappresentato dall’abbondanza di informazione, che può creare un vero e proprio sovraccarico e rendere più difficile compiere una scelta. Per questo, tendiamo a prendere decisioni attraverso “scorciatoie mentali” (o, in termine tecnico, “euristiche”)—vale a dire metodi pratici che non garantiscono scelte ottimali o perfette, ma sufficienti a raggiungere i nostri obiettivi in maniera veloce e soddisfacente.

Ovviamente, non è sempre garantito che le nostre scorciatoie siano quelle giuste. Esistono tuttavia esistono modi per “allenarsi” a prendere decisioni migliori, evitando che i nostri pregiudizi cognitivi ci conducano processi decisionali superficiali dalle conseguenze disastrose. In un recente articolo, il neuropsicologo Theo Tsaousides identifica alcuni metodi efficaci per “riprogrammare” i nostri processi cognitivi e arrivare a prendere decisioni migliori. Eccoli:

1. Metti in discussione le tue convinzioni 

In termini decisionali, le tue convinzioni rappresentano dei modelli che ti aiutano a focalizzare le possibilità di scelta, scartando quelle che ti appaiono più lontane da ciò che ti sembra “giusto” o “desiderabile”. In inglese, questo processo mentale è definito belief bias, e il suo rovescio è rappresentato dal fatto che, più sei sicuro della correttezza delle tue convinzioni, meno sarà probabile che cercherai prove a loro sostegno. Secondo Tsaousides, questo è uno dei rischi più grandi che affrontiamo nel prendere le nostre decisioni, perché ci impedisce di pensare in maniera diversa. Per cui poniti sempre questa domanda: quali fatti supportano le mie convinzioni?

2. Cerca i fatti che possono provare che hai torto

Per proteggere le nostre convinzioni, ed evitare il “costo” di doverle riformulare, tenderai a essere molto più attento a quelle informazioni o notizie che le confermano, e a scartare quelle che potrebbero metterle in discussione. Questo confirmation bias tende a farti credere di avere ragione anche quando hai torto. Per questo motivo, spiega Tsaousides, una chiave per iniziare a prendere decisioni migliori è quella di fare lo sforzo di trovare prove che possano confutare le tue prese di posizione: in questo modo, potrai anticipare i potenziali problemi in maniera più efficace, e trovare modi di rafforzare le tue argomentazioni. Domandati dunque: quali sono le prove che potrei trovare per confutare la mia idee?

3. Concentrati sulle probabilità di successo delle tue scelte

Un altro importante rischio che corri quando prendi delle decisioni è quello di cadere nel cosiddetto base risk neglect: un concetto legato all’idea che tenderai a considerare il tuo caso diverso da quello da tutti gli altri, trascurando il fatto che esistono delle probabilità statistiche di ricadere in certe situazioni. Facciamo un esempio pratico: ogni coppia di novelli sposi ritiene impossibile che di lì a qualche anno sceglieranno di divorziare, ma la verità è che il tasso di divorzi in Italia è pari al 29,73%; vale a dire che un matrimonio su tre finirà, e che gli sposi sono ricaduti nell’errore del base risk neglect. Cercare di capire le vere probabilità associate a un evento o una decisione è insomma un altro importante passo per iniziare a ottimizzare le proprie scelte. Da qui la domanda da porti sempre: che cos’altro ho bisogno di sapere?

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4. Impara quando seguire (e quando ignorare) le tue emozioni

È difficile prendere decisioni ignorando le proprie emozioni. Ma un altro dei rischi che si corrono è quella di contare troppo su queste ultime, ignorando tutto il resto. Le emozioni, infatti, inviano segnali molto forti alle parti del cervello coinvolte nel processo decisionale. Questi segnali sono poi codificati in informazioni: come ti fa sentire accettare questa offerta di lavoro? Non sono pochi a basarsi solamente sulle emozioni nelle proprie decisioni. Si parla così di affect bias, un rischio particolarmente grande quando le emozioni positive ti portano a sovrastimare le tue possibilità e a sottovalutare i rischi, a gonfiare i guadagni potenziali e a modificare le tue priorità. Al contrario, le emozioni negative tenderanno a sottostimare le tue possibilità e a esagerare i rischi. Entrambe queste tendenze ti porteranno lontano alla “vera” possibilità di avere successo. Per cui ricorda sempre: è giustificato il modo in cui mi sento?

Immagini | Copertina di Justin Luebke via Unsplash |Foto 1 di Pablo García Saldaña via Unsplash