5 tappe fondamentali per definire la propria indipendenza economica a 30 anni

5 tappe fondamentali per definire la propria indipendenza economica a 30 anni

“Un giorno diventerai grande e non potrai più tornare indietro.” Chiedi ad un under 40 quale scenario economico ha immaginato nel suo immediato post laurea o specializzazione, quando aveva venticinque anni. Ecco, adesso prova a chiedergli di essere sincero: “non aver saputo prima quello che so ora sull’indipendenza,” risponderebbe.

Esistono delle tappe intermedie e fondamentali, degli obiettivi pre-stabiliti lungo il nostro percorso di vita che dovremmo conoscere prima di giungere all’ultima fermata: sono le “milestone”. Pietre miliari, appunto, che segnano il progressivo andamento delle decisioni intraprese, a livello professionale, di vita privata (matrimonio, figli, fuga all’estero?) e degli obiettivi economico-finanziari che ci si è prefissati. Fantascienza? Forse, ma serve una strategia e un accurato programma per tappe prima di arrivare ai quaranta perché oltre, per alcune scelte di lungo termine, non si torna più indietro.

La bontà della traiettoria dipende anche da come si è arrivati al grande momento “money after graduation”: hai contratto debiti per studiare? Eri già fuori dal nido familiare durante l’università? E dipende soprattutto dalla possibilità di correggere il tiro e dalla lucidità con cui concretizzerete gli sforzi nella decade seguente, i trenta. Anche perché il picco del guadagno e della produttività, coincide per gli uomini con i 48 anni ma per le donne con i 39! Ecco quindi una mini “bucket list” delle prime cinque milestone inderogabili:

#OutOfNest

L’indipendenza economica dai propri genitori è il primo passo; per gli italiani non è facile e difficilmente avviene prima dei 26 anni. Non si tratterà di fare gli austeri e rinchiudersi in casa “per non consumare”, ma di tracciare una linea di confine: oltre questa soglia non si spende ma si risparmia per uscire dal nido. Sentiti un po’ un piccolo capitalista, con un gruzzoletto non dichiarato neppure ai genitori, tanto meno agli amici: potrai contarci per i mesi di rodaggio della propria indipendenza economica, soprattutto in attesa di una entrata più stabile.

Se mastichi un po’ di spagnolo (c’è anche la traduzione italiana per l’editore Vallardi), qui troverai degli ottimi spunti da chi, su questo sistema del risparmio “capitalista”, ha scritto un libro a prova di millennial hippy o bohemien: la blogger messicana Sofia Macias e il suo manuale “Pequeño Cerdo Capitalista”.

#DebtFree

 Per le emergenze c’è sempre la famiglia, è chiaro, ma dopo una certa età non ci sono scuse: evita la “pazza gioia” con cui hai speso quando eri all’università e non indebitarti con crediti al consumo e rateizzazioni per acquisti che non siano una casa o qualcosa di veramente fondamentale (no, una macchina non sempre lo è). Il 44% dei giovani italiani si dichiara insoddisfatto della propria retribuzione e la loro prima preoccupazione è il reddito: per partire con qualsiasi progetto, famiglia, casa, vita. Come si fa a non fare debiti allora?

#EscapeTheRed

Si può evitare un conto in banca in rosso programmando le spese sul lungo periodo: non rinviare gli acquisti ma diluirli nell’arco di più mesi. Andare in rosso, anche se per una spesa utile, ti metterà in una duplice scomoda condizione: la necessità di rimettersi in pari sul conto (con eventuale penalità da pagare) e di ripristinare lo status quo, per affrontare le spese correnti. E questo è quello che si chiama condizionamento psicologico: non avere libertà di scelta sui propri soldi significa perdere motivazione nel gestirli.

#Mindthegap

 L’indipendenza economica ti ha regalato credibilità agli occhi degli altri e capacità di poter disporre della propria vita. Per non cadere nel vuoto e nella perdita di motivazione, datti degli obiettivi di risparmio realistici e graduali: budgeting (definite un budget), risparmia anche “nano cifre”, pianifica un investimento.

Per cosa? Per quando avrai un’emergenza e potrai riscattare l’assicurazione sulla vita; quando vorrai smettere con l’affitto e comprare una casa (piano di accumulo); quando ti ritirerai dal lavoro (previdenza integrativa). Per toccare con mano gli obiettivi raggiunti, fai post-it, screenshot, disegni e reminder da attaccare sul frigo: sarà come una bacheca, un account Pinterest molto reale.

#TheFinancialBuddy

 Parlare di soldi è un tabù. Eppure quello che ti serve è proprio un consulente finanziario per parlare dei tuoi soldi: guadagneresti buoni consigli per risparmiare e investire, abbatteresti un muro del pianto fatto di pregiudizi e auto-assoluzioni, smetteresti di misurare la salute finanziaria dei tuoi colleghi attraverso la conta dei loro beni materiali. Perché? Perché gli investimenti sul lungo periodo, quelli che ci impegnano ma ci fanno vivere sereni, molto spesso sono invisibili.

In fondo, per la grande coorte dei trentenni, queste milestone non sono fuori portata: la tendenza allo sharing, una gerarchia dei bisogni improntata alla soddisfazione più che al possesso, l’abilità nel “ponderare” alcune decisioni, la capacità di fare acquisti andando oltre il brand, sono tutti segnali di realismo e autodeterminazione. Insomma ce la puoi fare.

Immagine di Hunters Race via Unsplash

Chiara Organtini