Andrea La Mesa, l’innovatore romano che guida la

Andrea La Mesa, l’innovatore romano che guida la "fase 2" di Airbnb

“Per andare negli Stati Uniti ho vinto una borsa di studio, la “Fulbright“, e sono stato sei mesi nella Silicon Valley, quindi a San Francisco, dove ho incontrato i pionieri di Airbnb. Erano in 30 e lavoravano in un garage. Mi sono innamorato della loro idea, e sono entrato come stagista”. È il 2011 quando un ventinovenne romano, Andrea La Mesa, ha il primo assaggio della compagnia che ha rivoluzionato il modo di viaggiare.

Pochi anni dopo, a fine 2014, Airbnb avrebbe raggiunto un risultato simbolico importantissimo, a testimonianza di questa rivoluzione sotto la bandiera della sharing economy: il numero di stanze disponibili sul sito hanno infatti raggiunto il milione di unità. In soli sei anni dalla sua fondazione (avvenuta nell’agosto 2008) Airbnb ha così potuto superare l’offerta di giganti internazionali come i gruppi come Hilton, Marriot e InterContinental, ciascuna con circa 700 mila stanze in offerta in tutto il mondo.

E se questi ultimi la spuntano ancora sul numero totale di prenotazioni (perché molte stanze offerte su Airbnb non sono disponibili per tutto l’anno), il percorso di crescita esponenziale di Airbnb ha spinto gli analisti della banca d’investimento Barclay’s a prevedere che il superamento sarà presto definitivo: già l’anno scorso Airbnb rappresentava il 17,2% di tutta l’offerta ricettiva di New York, l’11,9% di Parigi e il 10,4% di Londra.

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A San Francisco, Andrea capisce subito che quella è un’occasione da non perdere: “Airbnb sposava le mie passioni e la mia irrequietezza. Fare l’imprenditore e muovermi per il mondo.” La Mesa entra con un apprendistato e, dopo solo un anno, passa a Berlino, dove gestisce il primo ufficio Airbnb nella città. “Quindi la sede italiana dell’azienda a Milano. Per due anni addirittura ho dato via la mia casa e ho abitato soltanto in appartamenti di Airbnb. È stato fantastico, ho conosciuto gli host di ogni parte del mondo”, ha spiegato a Repubblica.

Dopo un anno di apprendistato, e due anni tra Berlino e Milano in giro per l’Europa, nel 2014 è già il momento di tornare al quartier generale di San Francisco. Una carriera fulminante che fa di Andrea uno degli italiani più apprezzati nel settore, tanto da trovarsi alla testa della nuova sfida di Airbnb per rivoluzionare ulteriormente il nostro modo di viaggiare.

Si tratta delle “Airbnb Experiences”, il cuore della nuova offerta della compagnia presentata alla convention di Los Angeles alla fine del 2016. “È la nostra nuova scommessa”, spiega Andrea. “Offrire non solo case, ma in ogni città anche esperienze di vita con le persone del luogo, che nessun turista altrimenti incontrerebbe. Chiunque ha un’idea può offrircela, e noi dopo averla valutata la lanciamo su Airbnb. È già un successo. E per i giovani una grande occasione di lavoro“.

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Con le Airbnb Experiences, gli “host” non sono solamente persone he offrono una casa o una stanza, ma sono “chef, escursionisti, o semplicemente persone locali che conoscono la città e vogliono mostrare qualcosa di più a chi la visita”. A Cape Town, ad esempio, Dawn—fotografa e scrittrice del posto—offre una Experience di tre giorni chiamata “Ocean Advocate“, dedicata all’esplorazione della costa e alla scoperta della fauna che popola l’Oceano Atlantico, che bagna la città. Proprio come se fosse un viaggio organizzato con gli amici.

“Le Esperienze permetteranno insomma di esplorare intere nuove città attraverso attività organizzate da chi ci vive, offrendo un accesso unico ai luoghi e alla comunità della città, attraverso esperienze immersive o anche giornaliere”. Così si legge sulla pagina dedicata di Airbnb.

In questo modo, l’azienda di San Francisco conta di spostarsi anche su settore più vicino a quello delle agenzie turistiche che ai semplici hotel. E c’è un italiano a guidare questa nuova avventura. “Non mi sento di dare lezioni, forse la cosa importante è non fermarsi al proprio corso di laurea, o al proprio orizzonte vicino”, spiega La Mesa. “E sapete perché credo in Airbnb? Perché centinaia di giovani con noi stanno diventando imprenditori di se stessi. Credo davvero che ognuno possa diventare ciò che vuole. Però bisogna aver voglia di mettersi in gioco.”

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