Come aiutare i propri figli ad avere successo nella vita

Come aiutare i propri figli ad avere successo nella vita

Se la chiave del successo sia una faccenda di carattere, legata alla giusta dose di caparbietà e ambizione, o se si tratti piuttosto di un mix di buone abitudini acquisite fin da piccoli è una questione sulla quale da tempo si arrovellano gli studiosi, e non solo.

Chi desidera una ricetta per garantire ai propri pargoli un futuro di successo può provare a seguire i consigli di scienziati e guru della pedagogia, magari tenendo d’occhio le numerose ricerche che individuano dei pattern e dei punti in comune tra gli individui che hanno raggiunto risultati luminosi nei rispettivi settori. Ecco una lista di alcuni dei fattori che la scienza ritiene importanti per il successo dei figli.

Leggere, sempre

 “Se volete un figlio intelligente, leggetegli delle favole. Se volete un figlio molto intelligente, leggetegli molte favole”. La frase è di Albert Einstein, ma il collegamento tra letture e successo è evidenziato da diversi studi. Una ricerca di Giorgio Brunello, Guglielmo Weber e Christoph Weiss, tre economisti dell’Università di Padova, condotta su 6mila individui nati in Europa, ha rilevato che chi è cresciuto circondato dai libri ha raggiunto posizioni economiche migliori di chi da piccolo aveva invece pochi libri in casa.

In generale, la lettura aiuta i risultati scolastici e favorisce l’abitudine al lifelong learning, cioè a continuare a studiare e aggiornarsi tutta la vita. Quindi, se si desidera il meglio per i propri eredi, è bene iniziare a riempire la casa di libri (e leggerne magari anche qualcuno, che non guasta).

La regola delle 10mila ore

 Un punto di vista interessante può essere la lettura di un libro scritto qualche anno fa da Malcolm Gladwell, “Fuoriclasse. Storia naturale del successo”. Nel libro il giornalista del New Yorker esamina alcune figure eccezionali in diversi campi, e alla luce delle singole vicende isola alcuni ingredienti per riuscire nella vita.

Uno di questi è la “regola delle 10mila ore”. Pur senza negare che il talento sia un fattore importante per raggiungere il successo, Gladwell cita studi e storie individuali che evidenziano la rilevanza della tenacia nella ripetizione, ovvero nell’essersi esercitati per 10mila ore. Così il successo dei Beatles sarebbe in parte legato al fatto che agli esordi avessero passato molto tempo ad Amburgo, impegnati in concerti molto lunghi, ripetuti sette giorni su sette, che avevano migliorato le loro capacità tecniche e abbattuto le loro insicurezze.

E in modo analogo a lastricare la strada del successo per Bill Gates sarebbe stata la fortunata circostanza di aver potuto iniziare a imparare a programmare in terza media, e aver passato da quel momento in poi quasi tutto il suo tempo in questo modo. Perfino Mozart, che ha iniziato a comporre a sei anni, secondo l’autore avrebbe in realtà raggiunto la grandezza molto tempo dopo, dopo essersi cioè esercitato a comporre per diversi anni. Il punto, quindi, per chi spera che i propri figli abbiano successo, è aiutarli a comprendere l’importanza dell’esercizio e della tenacia.

Fare i lavori di casa

 Per orientarsi nella selva di consigli per il successo della prole, Rachel Gillett e Drake Baer di Tech Insider hanno pubblicato un articolo che è un compendio di fattori ritenuti rilevanti dagli psicologi per avere successo nella vita.

Inutile dire che molti di questi fattori sono dovuti alle scelte educative dei genitori: per esempio, secondo Julie Lythcott-Haims, ex preside di Stanford e autrice del libro “How to raise an adult” (Come allevare un adulto), convincere i figli a svolgere le faccende domestiche–lavare i piatti, portare fuori la spazzatura, eccetera–li aiuterebbe a rendersi conto che occorre lavorare e impegnarsi per riuscire nella vita.

Aiutare i figli a sviluppare la socialità

 Lo stesso articolo cita una ricerca della Pennsylvania State University e della Duke University pubblicata sull’American Journal of Public Health, che ha tracciato i percorsi di oltre 700 bambini dall’asilo all’età di 25 anni, e ha rilevato una correlazione importante tra le loro capacità sociali da piccoli e il loro successo in età adulta.

I bambini socievoli e abituati a cooperare con i coetanei, essere d’aiuto agli altri e capaci di empatia hanno una maggiore probabilità di laurearsi e ottenere un lavoro a tempo pieno all’età di 25 anni rispetto a quelli con capacità sociali modeste.

figliCrescere i figli in ambienti sereni

 Uno studio dell’Università dell’Illinois sostiene che i bambini cresciuti in famiglie altamente conflittuali–sia unite, sia divorziate–tendono a riuscire meno nella vita rispetto ai figli di persone che vanno d’accordo.

La stessa ricerca rileva che, al contrario, i figli di genitori single in famiglie non conflittuali hanno maggiori chance di successo rispetto ai figli di coppie che litigano, e che anche nelle fasi post divorzio il livello di serenità familiare ha un peso rilevante per il benessere e i risultati dei figli: chi vede il padre frequentemente in un contesto sereno riesce meglio, ma se il contesto è conflittuale le visite paterne hanno un effetto negativo.

Matematica fin da piccoli

 Un’analisi della Northwestern University su 35mila bambini in età prescolare negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito ha realizzato che lo sviluppo di capacità matematiche in tenera età è un enorme vantaggio, sia per il conseguimento di risultati futuri nel campo della matematica, sia per lo sviluppo delle capacità di lettura.

Avere una mamma lavoratrice

 Secondo la Harvard Business School, avere una mamma che lavora fuori di casa è un grande vantaggio per le bambine, che da grandi avranno maggiori probabilità di avere un’istruzione più elevata, ottenere un lavoro con ruoli di comando e stipendi più generosi, circa il 23% in più rispetto alle figlie di mamme casalinghe. I vantaggi si estendono anche ai maschi, che saranno più propensi a prendersi cura dei figli e occuparsi del ménage familiare.

Evitare la trappola del genitore spazzaneve

 I genitori iperprotettivi, che tendono a rimuovere gli ostacoli dalla vita dei propri figli per essere certi che possano avere successo nella vita, probabilmente non stanno facendo loro un grande favore.

Gli esperti sostengono che questo eccesso di cura da parte dei genitori, seppur motivato spesso dalle migliori intenzioni, può minare l’autostima dei figli, rallentare il loro sviluppo e il raggiungimento di tutte quelle capacità che sono necessarie ad affrontare la vita da adulti.

Un bambino che non è abituato a patire una dose fisiologica di insuccessi e frustrazioni sarà meno preparato di fronte alle difficoltà che gli si paleseranno in futuro.

 Una formazione musicale

Lasciando perdere il controverso “effetto Mozart”–una teoria elaborata dai fisici Gordon Shaw e Frances Rauscher nel 1993, secondo cui l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (KV 448) di Wolfgang Amadeus Mozart possa determinare un aumento temporaneo delle capacità cognitive–esistono diversi studi che collegano lo sviluppo dell’intelligenza dei bambini alla loro esposizione alla musica.

Uno studio di alcuni ricercatori di Harvard del 2008 ha rilevato che i bambini che hanno affrontato un periodo di formazione musicale di almeno tre anni hanno risultati superiori a quelli dei loro coetanei, non solo in campi strettamente legati alla musica, come la capacità di riconoscere i fonemi e la coordinazione motoria, ma anche in campi lontani come la ricchezza del vocabolario e il ragionamento non verbale.

Pedagogia fuori dagli schemi

Alcune ricette per il successo provengono dall’osservazione di caratteristiche comuni a diversi personaggi di spicco. Per esempio, un articolo di qualche tempo fa pubblicato da Business Insider ha evidenziato che molti dei più grandi innovatori tecnologici–tra cui i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, il ceo di Amazon Jeff Bezos, e il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales – hanno in comune l’avere frequentato una scuola Montessori.

Tra le caratteristiche delle scuole Montessori sono da annoverare la presenza di classi di età miste, libertà di movimento all’interno della classe e un modello pedagogico basato sulla scoperta, più che sull’insegnamento tramite istruzioni dirette. Promuovere la libertà di pensiero nei bambini li aiuterà a diventare adulti di successo. O almeno si spera.

Immagini via Flickr | Foto 1 photosavvy/Flickr | Foto 2  Sean P. Anderson/Flickr