L’ambulatorio in cui le visite si pagano secondo le proprie possibilità economiche

L’ambulatorio in cui le visite si pagano secondo le proprie possibilità economiche

È nato a Rimini, per iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII, il primo poliambulatorio in cui le visite specialistiche e gli esami diagnostici si pagano secondo le proprie possibilità economiche. Niente ticket, ma il servizio non è gratuito. Si paga con un’offerta libera: chi ha di più è invitato a dare di più, supplendo anche a chi non ha niente e non può pagare. I medici, tutti professionisti con uno studio alle spalle, lavorano nell’ambulatorio come volontari, mettendo a disposizione gratuitamente il proprio tempo.

Il progetto è stato realizzato dai ventuno soci dell’Associazione La Filigrana. “Così si realizza il grande sogno di Don Oreste Benzi [morto a Rimini il 2 novembre 2007], un tassello importante della società del gratuito che lui nella sua vita ha messo in pratica per primo”, ha spiegato la dottoressa Elisabetta Cimatti, psicoterapeuta. “Ognuno dà secondo le proprie possibilità e riceve secondo il suo bisogno”. La filosofia è che i medici tengano per sé una parte delle proprie ricchezze e competenze, mettendo il resto a disposizione della cittadinanza gratuitamente.

Con questa logica nel 2015 a Rimini è già nato un centro psicopedagogico, che ha preso in carico 42 richieste in due anni. E ora i servizi vengono ampliati. Entro la fine dell’anno, terminate le pratiche burocratiche per l’autorizzazione formale dell’Ausl, si potranno cominciare a prenotare visite ed esami. “Si potrà venire anche per un’ecografia, per fare riabilitazione, per visite mediche internistiche e agopuntura. Forniremo aiuto per superare le dipendenze, per la disabilità e per la maternità”, ha continuato Cimatti.

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Il servizio, si legge nella carta di presentazione del poliambulatorio, “è rivolto a minori e adulti, singoli, coppie, nuclei familiari e gruppi sociali del territorio riminese, con priorità a chi vive in stato di marginalità, disagio e povertà. Ha come obiettivo quello di affrontare situazioni di disagio e promuovere benessere personale e sociale”. L’ambulatorio è aperto a tutti. L’accesso può essere mediato da un ente di rete (Comunità Papa Giovanni XXIII, Ausl, Comune, Diocesi, Caritas) o diretto.

Attualmente sono a disposizione del poliambulatorio sei psicoterapeuti e cinque medici, tutti a titolo gratuito. Gli introiti sono utilizzati interamente per le spese di gestione. “Il nostro ambulatorio non vuole assolutamente sostituirsi o sovrapporsi al sistema sanitario nazionale”, ha chiarito Cimatti. “Il medico di base rimane il punto di riferimento, ma a volte le liste di attesa per le visite specialistiche o gli esami sono lunghe e c’è chi non può permettersi di rivolgersi al privato”.

In questo caso chi non può pagare avrà la priorità rispetto a chi può. E al centralino si assisterà a conversazioni di questo tipo: “Buongiorno dottore, vorrei prenotare una visita, quando vengo?”. Risposta plausibile: “Se non può pagare venga domani, altrimenti dovrà aspettare”.

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