Eolo: l’azienda che assume solo lavoratori over 45

Eolo: l’azienda che assume solo lavoratori over 45

“Abbiamo ricevuto quasi 3500 curricula, rischiamo di non riuscire neppure a rispondere a tanta domanda. Ci aspettavamo tante richieste di lavoro, sì, ma non così tante. Abbiamo dovuto dedicare tre persone alla selezione”. Eolo è balzata di recente agli onori della cronaca per aver lanciato un annuncio di lavoro per persone con pochi requisiti: esperienza nella gestione del cliente, buona capacità comunicativa e di ascolto, conoscenza informatica di base e disponibilità a lavorare il sabato e la domenica, ma soprattutto l’età.

L’azienda di telecomunicazioni di Busto Arsizio, nella provincia di Varese, cercava solo ultra45enni. La società, che Hello!Money ha raggiunto al telefono, ci ha assicurato che renderà conto delle assunzioni fatte tra qualche settimana e non è detto che il bando non si riapra.

Ma perché Eolo punta sui lavoratori anziani? “La carta vincente degli over 45 è l’esperienza, perché possono offrire competenze maturate sul campo e mettere a disposizione la propria maturità professionale”, così l’azienda ha giustificato la scelta e il ceo Luca Spada aveva aggiunto: “Poniamo sempre più attenzione alle persone, e vogliamo dare un forte segnale di speranza ai tanti disoccupati senior vittime della recente crisi. Credo personalmente molto in questo progetto e spero sarà di esempio per altre aziende sul territorio”.

Ancora pochi i programmi per i lavoratori meno giovani

In quanti l’hanno seguita? In rete proliferano gli annunci in cui si richiede un’età inferiore ai 40 anni. Pur se ancora poche, crescono le iniziative rivolte a una fascia d’età più matura: una è quella dei Centri per l’Impiego di Torino, che nel 2015 avevano dato precedenza agli over 40 per l’inserimento in 1750 posizioni in un progetto di riqualificazione professionale finanziato dal Fondo sociale europeo.

Oppure pescando tra gli annunci di società di recruiting come Adecco, che rileva come “nel primo trimestre del 2017, abbiamo riscontrato un lieve aumento di ricerche di lavoro per candidati con esperienza consolidata rispetto allo stesso periodo del 2016. A oggi le posizioni aperte sono circa 1.200, divise quasi equamente tra ricerca e selezione per conto di aziende e opportunità a tempo determinato e indeterminato, con Lombardia, Liguria e Trentino che rappresentano oltre il 50% delle ricerche in corso. I profili più gettonati sono contabili, impiegati amministrativi e per la logistica. Ma anche agenti di commercio, programmatori e sviluppatori software”.

Ma il riscontro che ha ricevuto l’iniziativa di Eolo testimonia un fatto, qualora ci fosse stato bisogno di una conferma: che se il tema della disoccupazione giovanile catalizza l’attenzione di governi e opinione pubblica, quello della disoccupazione dei 40-50enni, che dalla crisi sono stati più colpiti, interessa pochi e ne appassiona ancora meno.

Eppure parliamo di persone che spesso hanno una famiglia e pressoché nessuna speranza di trovare una nuova occupazione, dopo aver perso quella che avevano— perché costano troppo, perché sono troppo obsoleti, perché nessuno li assumerebbe come stagisti. I numeri non mentono: secondo l’Istat a marzo la disoccupazione italiana era all’11,7% e l’occupazione è calata per gli ultra cinquantenni. Nel mese e anche nel trimestre, durante il quale gli occupati sono aumentati in tutte le classi di età, fatta eccezione per i 35-49 anni.

Pari opportunità per tutti

Negli ultimi anni coloro che hanno sofferto quello che i britannici chiamano ageism, ovvero la discriminazione dovuta all’età, si sono organizzati. Per esempio con l’Associazione Lavoro over 40 fondata da un gruppo “di persone che hanno vissuto sulla propria pelle la disoccupazione in età matura con difficoltà infinite al reinserimento lavorativo, e che hanno deciso di dare voce a queste difficoltà. Abbiamo unito le forze per analizzare il fenomeno e cercare soluzioni che facilitino nuove progettualità e idee”.

Un network di over 40 disoccupati che secondo l’Associazione sono oltre 1,5 milioni. Anche la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità ha lanciato nel 2013 un programma per over 40 disoccupati, “un percorso di emersione delle proprie competenze che possa permetterle di ripensarsi in relazione al lavoro. La finalità è quella di sviluppare percorsi di educazione al lavoro utili alle persone per potenziare le proprie abilità, arricchire il proprio personale bagaglio di conoscenze al fine di rispondere in modo adeguato alle esigenze del mercato del lavoro attuale”. Le attività più importanti riguardano l’orientamento professionale, i percorsi individuali o collettivi. Da qui a trovare lavoro, poi, la strada è ancora lunga.

Immagine via Unsplash