Code2040 vuole cambiare il modo in cui le compagnie high-tech assumono personale

Code2040 vuole cambiare il modo in cui le compagnie high-tech assumono personale

Hello!Money ha più volte toccato il delicato tema della diversità nei luoghi di lavoro, mettendo in luce come alcune categorie di lavoratori tendano ad avere meno opportunità seppure a parità di competenze.

Abbiamo anche visto come, negli Stati Uniti ma non solo, siano proprio le aziende high-tech ad essere piagate da questo problema, generando il paradosso per cui le aziende più innovative sono in realtà quelle che finiscono per riprodurre le peggiori diseguaglianze sul mondo del lavoro, privando intere categorie di persone dalla possibilità di avere carriere professionali di alto livello (e privandosi, al contempo, di talenti che potrebbero migliorare la performance stessa dell’azienda).

“Molte compagnie pretendono di avere un approccio unico e diversificato su ogni aspetto del proprio business, eccetto per quanto riguarda la diversità e l’inclusione”, ha spiegato Laura Weidman Powers.

L’imprenditrice ha fondato Code2040, una no-profit basata nella Bay Area di San Franscisco, la cui mission è quella, di qui al 2040, di aumentare drasticamente il numero di persone che, pur provenendo da background meno privilegiati, provano e riescono a ottenere un lavoro nelle principali compagnie digitali targate USA.

“Ogni compagnia deve guardare alle proprie pratiche, attitudini e norme e cercare di capire in che modo queste possono impedire o aiutare lo sviluppo di una forza lavoro più inclusiva”, ha continuato Powers.

La cui preoccupazione è concreta: considerati i cambiamenti demografici affrontati oggi dai Paesi economicamente avanzati, “al tasso in cui produciamo oggi persone preparate a lavorare nel settore high-tech, ci saranno abbastanza persone per coprire solo il 30% dei nuovi potenziali posti di lavoro”.

Ecco allora che, da una parte, diventa fondamentale ampliare la platea dei potenziali candidati e dall’altra aiutare le compagnie ad andare incontro a questi talenti. Per farlo, Code2040 ha lanciato un Fellows Program, un programma di 10 settimane che funge da “acceleratore di carriera”, per aiutare studenti in scienze informatiche provenienti da gruppi tendenzialmente esclusi dal settore (come gli afro-americani o i latini) a trovare internship all’interno delle compagnie della Silicon Valley.

Il programma ha avuto subito molto successo, tanto che a settembre la compagnia lo ha lanciato anche a New York, “un centro tecnologico in crescita, ma anche un luogo in cui i servizi finanziari e mediatici stanno diventando sempre più basati sulle tecnologie informatiche”, ha spiegato Powers, che nel giro di 5 anni ha visto crescere il numero di Fellows dai 5 del 2012 ai 225 del 2017, e che ha l’obiettivo di raggiungere i 500 partecipanti entro i prossimi 3 anni.

“È stata la prima volta che mi sono trovata circondata da studenti nel settore tech che non mettevano in discussione le mie capacità solo a causa del colore della mia pelle”, ha spiegato a Fortune la 22enne Alona King, che ha partecipato al programma nel 2016 e che grazie a Code2040 ha potuto trovare una posizione a LinkedIn.

Ma a beneficiarne sono state anche le imprese.  Code2040, infatti, offre anche un Company Culture Transformation Program, il cui obiettivo è offrire consigli utili e insegnamenti alle compagnie che vogliono modificare le proprie pratiche di assunzione.

La stragrande maggioranza dei manager o addetti alle risorse umane, dopo aver partecipato ai corsi di Code2040, ha dichiarato di aver ottenuto una migliore comprensione delle barriere all’ingresso affrontate dai candidati provenienti da background sottorappresentati. Il 93% di essi ha inoltre dichiarato di sentire di aver acquisito delle skill per supportare l’inclusione e i dipendenti meno privilegiati.

Immagini via Unsplash| Copertina