Cogito è il software che cerca, legge e comprende i dati nei grandi archivi per te

Cogito è il software che cerca, legge e comprende i dati nei grandi archivi per te

È il 1989 quando Stefano Spaggiari, studente di informatica a Modena, insieme a due colleghi futuri ingegneri, dà vita a Expert System. Una start-up quando ancora le start-up non esistevano.

Nel cuore della bassa padana, Spaggiari vuole programmare un software che dia filo da torcere a quelli creati nella Silicon Valley. Ci riesce. Il prodotto si chiama Errata Corrige e tutti gli italiani che hanno scritto al pc lo hanno sicuramente affrontato almeno una volta nella vita. Si tratta del correttore ortografico di Word per l’italiano: Microsoft lo sceglie e inserisce nel suo programma alla metà degli anni Novanta. Una consacrazione quasi immediata per una delle prime vere start-up del nostro Paese.

Un successo rimasto troppo raro, ma non affatto sufficiente a Spaggiari e ai suoi soci, che hanno mire ben più ambiziose: vogliono usare i neonati “sistemi esperti”, software che hanno la capacità di replicare l’apprendimento degli umani, per creare un robot che legge e comprende qualsiasi testo scritto. L’idea è brillante, ma troppo avanti per quello che la tecnologia dell’epoca consente: non c’è la velocità necessaria e i pc non hanno memoria sufficiente. Ma poi arriva internet.

“È con internet è arrivata la vera svolta–spiega lo stesso Spaggiari a Hello!Money. “Sulla base di Errata Corrige abbiamo creato Cogito, la piattaforma semantica che oggi è il nostro ‘blockbuster‘: capace di leggere e comprendere testi in 14 lingue diverse”.

Così, a sedici anni dalla sua nascita, Expert System è una delle prime dieci società al mondo nell’analisi dei big data, ha un fatturato di 22,6 milioni di euro, in crescita del 32% rispetto al 2014, e una forza lavoro di 220 persone in tutto il mondo, tra Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Usa e Canada. Inoltre, dal 2014 si è quotata su Aim, il listino di Borsa Italiana per le piccole e medie imprese.

Tutto grazie a Cogito, un nome latino di cartesiana memoria che si colloca all’intersezione tra la cultura classica e il futurismo tecnologico. Cogito altro non è che “un esoscheletro che consente di destreggiarsi nel mare magnum dell’informazione disponibile, selezionando solo quella utile,” afferma Spaggiari.

Di fatto, una soluzione per chi, nelle aziende, deve prendere decisioni. “Cogito legge e sintetizza i documenti, seguendo lo stesso processo cognitivo di una persona, ma scalato all’ennesima potenza” in quanto “Il software viene interrogato dall’uomo sulla base dei concetti da cercare e non su parole chiave, che possono generare confusione,” continua Spaggiari. “Alla fine del processo, la macchina estrae dai 5 a 10 documenti veramente significativi e fornisce al richiedente una sintesi degli stessi”.

Per costruire la rete alla base di questa piattaforma ci sono voluti 350 anni-uomo di lavoro. Un numero abnorme. “Tanto lavoro è stato necessario per creare quella che è una rappresentazione della conoscenza umana: un immenso grafo, una rete neuronale, con i neuroni che sono i concetti–Cogito ne conosce due milioni–e le sinapsi che rappresentano le relazioni tra i concetti–sei milioni quelle nel grafo. Qualcosa che si avvicina molto all’evoluzione del cervello umano nel processo di apprendimento e su questa costruzione si basano gli algoritmi che sanno leggere”.

A chi interessa questa capacità? Potenzialmente a tutti, e lo dimostra l’eterogeneità dei clienti che Expert System già serve: da Shell e Chevron, a Eni e Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Il Sole 24 ORE, Bloomberg e Thomson Reuters, fino a Ely Lilly, Biogen, Sanofi e vari ministeri Usa, segnatamente quello dell’agricoltura, quello di giustizia e quello delle Difesa.

Secondo Spaggiari, “Poter accedere rapidamente, e in maniera centrata, alla conoscenza è fondamentale nel mondo attuale e lo è in tutti i settori, dal pharma, all’energia, all’editoria, all’industria. Avere una macchina che legge e comprende dà alle aziende la possibilità di individuare evoluzioni potenzialmente strategiche e può cambiarne a volte i destini”.

“Pensiamo solo al pharma, un settore che produce ogni anno oltre 4 milioni di ricerche scientifiche: che struttura deve avere un’azienda per poterle esaminare tutte? Probabilmente neppure una multinazionale potrebbero permetterselo, figuriamoci una Pmi. Eppure, soprattutto per chi fa ricerca, questa opportunità è fondamentale”.

Ed ecco che la macchina intelligente dei tre ex ragazzi visionari degli anni Novanta arriva in soccorso. Sembra preoccupante che una macchina possa fare un lavoro umano del tutto centrato sull’intelletto. Ma Spaggiari sorride: “Si chiama Cogito, moltiplica le capacità cognitive all’ennesima potenza ma non pensa: quello lo sappiamo fare, ancora, solo noi umani”.

Immagine via Unsplash

Laura Magna