Come aiutare i propri figli ad avere un futuro finanziario roseo

Come aiutare i propri figli ad avere un futuro finanziario roseo

Non è mai troppo presto per insegnare a un figlio come gestire il denaro. L’idea che il denaro sia una faccenda di cui i più giovani non debbanno preoccuparsi finché mamma e papà possono farlo per lui è pericolosa, soprattutto in un Paese come l’Italia, che sul livello di alfabetizzazione finanziaria è penultima tra i paesi Ocse e 63esima a livello globale.

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genitori previdenti non dovrebbero solo preoccuparsi di attivare degli strumenti per iniziare a risparmiare per i propri figli—libretti di risparmio, conti per bambini e ragazzi e anche fondi pensione, attivabili subito dopo la nascita del bambino—ma anche cercare di abituarli fin dalla tenera età a comprendere il valore del denaro e maneggiarlo nel modo giusto.

Gli italiani pare non siano troppo sensibili al problema. Sarà per effetto dell’affermazione della figura dei genitori spazzaneve, mamme e papà in ansia che tendono a prendersi in carico il compito di “ripulire” la strada dei figli da ogni possibile ostacolo.

Secondo la ricerca “L’educazione al valore del denaro nella generazione Z“, condotta dalla Fondazione per l’educazione finanziaria insieme a Doxa su un campione di 504 genitori e 501 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni, il 74% dei genitori considerano infatti importante tenere il più a lungo possibile i ragazzi al di fuori di questioni complicate come quelle relative ai soldi (abbastanza d’accordo per il 56% del totale e molto d’accordo per il 18%).

In realtà, la gestione del denaro è importante sia per ragioni pratiche—chi è abituato risparmiare ponendosi degli obiettivi sarà avvantaggiato quando si tratterà di amministrare le proprie finanze e sarà in grado di affrontare meglio eventuali momenti di difficoltà—sia perché si tratta del primo passo verso un’alfabetizzazione finanziaria. Un aspetto che sfortunatamente al momento è prevalentemente a carico delle famiglie: sulla necessità di inserire l’educazione finanziaria nel percorso scolastico—ed evitare così di creare adulti esposti a ogni genere di fregatura— era sta elaborata una proposta una proposta di legge poi venuta a cadere.

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Abituarli fin da piccoli ad aspettare

Prima ancora di pensare a istruire i pargoli sulla differenza tra azioni e obbligazioni è importante tuttavia abituarli alla gestione quotidiana del denaro. Partendo anche da somme molto piccole, perché l’importante è partire presto. Anzi, prestissimo.

Beth Kobliner, una giornalista di finanza personale e mamma di tre figli, ha pubblicato un libro interessante al riguardo, “Make Your Kid a Money Genius (Even If You’re Not)“, cioè “rendi tuo figlio un genio dei soldi, anche se tu non lo sei”, una guida pratica per insegnare ai figli dai 3 ai 23 anni come maneggiare il denaro.

Il libro parte dall’assunto che il modello offerto dai genitori è fondamentale nel determinare le future capacità dei figli nella gestione del denaro e che le lezioni imparate dai bambini entro i sette anni sono in grado di influenzare per sempre le abitudini riguardo al denaro. Come spiega Kobliner in un’intervista a Business Insider, la chiave del successo finanziario dei figli è il concetto di gratificazione ritardata. La cosa più importante da insegnare, cioè, è saper aspettare.

Se un bambino riceve una piccola somma ogni giorno che gli consentirebbe di comprarsi una merendina dopo la scuola, dovrebbe essere incoraggiato a lasciar perdere quell’acquisto voluttuario e mettere invece quei soldi da parte in un salvadanaio per poter poi comprare qualcosa che desidera davvero. Nulla di più semplice, ma comunque si tratta di un meccanismo che aiuta da subito i bambini a distinguere tra ciò di cui hanno realmente bisogno e a fare progetti sul lungo termine su come impiegare il denaro.

Questa forma di educazione a denaro può essere adottata anche con bambini molto piccoli, a partire dai tre anni secondo Kobliner. All’inizio non serve usare il denaro, basta abituare il bambino alla pazienza nel ricevere le gratificazioni (insegnargli l’importanza dell’attesa del regalo del compleanno o del proprio turno sull’altalena al parco).

Educare al risparmio sin da piccoli

Oltre ai consigli di Kobliner, per una buona educazione al denaro basta anche fare ricorso al buon senso. Viziare un bambino e concedergli tutto ciò che vuole non lo aiuta a distinguere i bisogni reali e non lo abitua all’attesa per la gratificazione. Se a un bimbo di tre anni basta insegnare la pazienza, per i bambini più grandi occorre fare un passo in più.

È anche importante sottolineare eventuali limiti della propria condizione economica, anziché cedere sempre e comunque alle richieste facendo credere al bambino che il denaro cresca sugli alberi, e non mentire quando la famiglia attraversa un momento di crisi.

Si dovrebbe cominciare anche a dare qualche semplice nozione finanziaria, spiegando ai figli per esempio cos’è l’inflazione e cosa significa crisi economica, e quali possono essere le ripercussioni di questi concetti astratti sul ménage familiare e sulle scelte economiche. È importante inoltre incoraggiarli ad accantonare in vista di un obiettivo: se desiderano un determinato giocattolo, anziché comprarlo subito è meglio dar loro un po’ di denaro alla volta, in modo che imparino la pianificazione, l’attesa e il risparmio.

La spinta all’autonomia è fondamentale per i bambini: la cara vecchia paghetta è un ottimo modo per educare alla gestione del denaro, e si può cominciare già alle elementari, eventualmente anche aprendo un libretto sul quale mettere da parte le somme risparmiate.

Se si ritiene sia presto per la paghetta, si può cominciare con piccole somme una tantum in determinate occasioni: si potrebbe per esempio fare in modo che la fatina dei dentini lasci sotto il cuscino qualche euro, anziché un regalino o un dolcetto; oppure si potrebbe dare al bambino qualche spicciolo per ricompensarlo di piccoli lavoretti in casa (mentre i pedagoghi sconsigliano fortemente di premiarlo in denaro per i risultati scolastici). Quando i figli sono adolescenti, se non hanno già una paghetta saranno sicuramente loro a chiederla. L’importante è fare di tutto per non renderli impreparati in futuro, in maniera tale da non farsi gabbare dal primo Madoff che passa.

Immagini | Copertina di Tallapragada|Foto 1 di sabin paul croce