5 città nord europee in cui c’è lavoro e la qualità della vita è alta

5 città nord europee in cui c’è lavoro e la qualità della vita è alta

Si sa, nell’Europa del Nord il lavoro non manca… però il clima rigido, la dieta pesante e una certa seriosità intaccano l’attrattività di queste contrade. Eppure esistono delle perle rare, metropoli fredde, sì, ma divertenti, persino “cool” e con tantissima occupazione. Vere e proprie mete da segnare sul taccuino se progetti di rifarti una vita lavorativa lontano dal Mediterraneo senza rinunciare agli aspetti piacevoli della quotidianità.

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Reykjavik (Islanda)

città nord europa

Si dice che “nella botte piccola c’è il vino buono”. Questo vale senz’altro per Reykjavik, che con appena 200mila abitanti è tra le capitali più piccole d’Europa. Ma non ci si faccia ingannare dalle apparenze: la città unisce la vivacità economica, culturale e notturna di una capitale con la comodità e l’efficienza di un centro urbano di provincia.

Affacciata sull’oceano, con strade larghe e case coloratissime, la capitale islandese è davvero una bella sorpresa. Certo, per i freddolosi potrebbe non essere il massimo, ma bando agli stereotipi: gli inverni sono assai rigidi, però non “polari”. Grazie all’effetto della corrente del Golfo (almeno finché dura, visto che il riscaldamento globale incombe) è difficile che si scenda sotto i 15 gradi sotto zero…

Inoltre a Reykjavik c’è un’alta qualità della vita. Secondo la Commissione europea è una delle città europee dove la gente è più soddisfatta del proprio lavoro, e la vita notturna è molto vivace (le serate al Nasa Club sono d’obbligo). Senza contare che i paesaggi sono davvero spettacolari, date un’occhiata al telefilm “Trapped” per farvi un’idea! Nella capitale si aprono spesso posizioni per data engineers, programmatori, esperti di cybersecurity. Anche nel turismo si trovano opportunità, basti pensare che per quest’anno il paese prevede un aumento del 30% degli arrivi con oltre 2 milioni di turisti! L’importante è sapere bene l’inglese.

Certo, la vita può risultare costosa, specie per quanto riguarda i prodotti d’importazione. Secondo Expatistan,Reykjavik è la settima città più costosa del mondo dove vivere (mentre Roma è la 106esima). Tuttavia, ecco che arriva subito una consolazione: la capitale produce quasi tutta l’energia di cui necessita da risorse rinnovabili, il che si traduce in bollette molto basse.

Copenaghen (Danimarca)

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In inverno le giornate saranno perlopiù buie, però non abbiate dubbi, a Copenaghen si vive davvero bene. Sarà che la città è iper-efficiente, sarà che è piena di zone verdi, parchi lussureggianti e canali a non finire, fatto sta che nella capitale danese la qualità della vita è altissima. In fondo la Danimarca è il secondo paese più felice del mondo dopo la Norvegia, secondo il World Happiness Report di quest’anno.

Nella cultura del paese una delle priorità è garantire un buon equilibrio tra vita privata e professionale: dopo le 17:30 negli uffici è quasi impossibile trovare qualcuno, e lavorare nel weekend è considerata una pazzia (a meno che non si tratti di turismo, naturalmente).

Se poi avete una famiglia, o state pensando di metterne su una, sappiate che la Danimarca si sforza davvero di rendere la cosa il più agevole possibile. A Copenaghen si cerca di tutto, dai camerieri ai data scientist. Di solito basta conoscere bene l’inglese per cominciare a farsi strada, e una volta che si comincia a guadagnare in corone il costo della vita quotidiana diventa più sopportabile.

Dopo il lavoro, poi, è molto difficile annoiarsi. In estate gli sportivi possono nuotare nelle piscine all’aria aperta allestite in pieno centro, e durante tutto l’anno si può praticare kayak per i canali della città, o percorrere le splendide piste ciclabili in bici o sui pattini. Chi invece ama la vita notturna non ha che da scegliere: i danesi sono rispettosi delle regole e amanti dello sport, ma sono pure molto festaioli. Soprattutto nel weekend (ma non solo), le occasioni per uscire non mancano mai.

Riga (Lettonia)

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L’anno scorso la Lettonia è stata proclamata il paese innovatore dell’Unione Europea con la crescita più rapida. In effetti questa piccola nazione baltica è in competizione con le sue vicine, Estonia e Lituania, per aggiudicarsi il titolo di hub hi-tech della regione. Con una vibrante scena startup e un ecosistema dell’innovazione in piena espansione, a Riga le opportunità nell’Information Technology e nelle telecomunicazioni sono davvero tantissime. Ma sono interessanti anche il settore della finanza e quello turistico.

Dopo aver incassato i duri colpi della crisi del 2008, la Lettonia è riuscita a far ripartire il PIL, diventando una delle economie più dinamiche della UE. Il fatto che anche a Riga si usi l’euro si traduce poi in un costo della vita più sostenibile rispetto a quello dei paesi scandinavi: Expatisan colloca Riga al 158esimo posto su 218 città del mondo dove vivere.

Senza dubbio è una capitale “nordica” (il che significa maglioni fino a maggio), però è anche una città dinamica, con una vita culturale vivacissima, dove annoiarsi è assai difficile. Come in ogni città portuale che si rispetti, l’atmosfera qui è di perpetuo cambiamento; contribuisce a questa irrequietezza il passato della città, per secoli oggetto delle mire di Russia e Occidente. La storia travagliata si riflette nell’architettura locale, un affascinante mix di stili e forme, e nella voglia di mettersi sempre in gioco (ad esempio grazie alle numerose iniziative di supporto all’imprenditorialità). Last but not least, Riga è famosa anche per i suoi party fino all’alba: una buona occasione per divertirsi, ma anche fare networking.

Amburgo (Germania)

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Anche ad Amburgo è molto difficile annoiarsi. Con un’area metropolitana di 5 milioni di abitanti, è la seconda metropoli della Germania e la più ricca, ma ha pure la reputazione di essere una delle città più festaiole del mondo germanofono, tra concerti di ogni tipo di musica, mostre e feste. Nel 2014 il suo PIL era di oltre 103 miliardi di euro, ovvero quasi il 4% di quello tedesco totale, e il reddito pro capite è passato da 45mila euro l’anno nel 2000 a più di 54mila nel 2013.

Ancora, è una delle capitali con la qualità della vita più alta d’Europa. In effetti, nel 2015 era la seconda città europea con il più alto indice di soddisfazione dei suoi abitanti insieme ad Aalborg (Danimarca), Lipsia e Monaco.

Le zone verdi abbondano, in centro le strade d’asfalto si alternano spesso con l’acqua (si dice che ad Amburgo ci siano tanti canali quanti a Venezia e Amsterdam sommati), e muoversi in bici è una scelta a dir poco incoraggiata grazie alle piste ciclabili quasi onnipresenti. La città è affamata di professionisti, e i settori che tirano di più sono le IT, la finanza e il commercio, però pure gli insegnanti di lingue straniere possono trovare opportunità. Tuttavia conoscere bene il tedesco è praticamente un must, soprattutto per chi non cerca solo un’esperienza stagionale nel settore turistico.

Varsavia (Polonia)

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Nella vita di una città l’unico lato positivo di essere stata rasa al suolo a furia di bombardamenti è la possibilità di ricostruirsi meglio di prima. È proprio il caso di Varsavia. Che dopo la seconda guerra mondiale si è dotata della più vasta rete di tubi di riscaldamento d’Europa, salvandosi così dai livelli abnormi di inquinamento di Cracovia, dove le stufe a carbone sono ancora il sistema di riscaldamento principale.

Una bella notizia se si tiene conto che uno dei fronti su cui la Polonia deve lavorare di più è proprio quello dell’inquinamento. Polveri sottili a parte però, Varsavia è in piena espansione, e non è mai stata così viva. La capitale ha tirato a lucido e rivitalizzato interi quartieri, aperto musei e bar che hanno poco da invidiare a quelli di professioniste della movida come Barcellona e Nizza, ed è persino riuscita ad attirare non pochi designer stranieri.

Quanto a performance economiche la Polonia se la sta cavando bene, con un crescita media che anche dopo la crisi, tra il 2009 e il 2014, è stata del 3,1%. Sembra quasi un’ossessione ma anche qui una laurea in ingegneria informatica apre un sacco di porte. Però c’è bisogno anche di gente multilingue nell’amministrazione aziendale e in ogni tipo di ingegneria. Un altro pro della capitale polacca? Tra queste 5 è di gran lunga la città meno costosa, non per nulla è la più conveniente per gli studenti Erasmus!

Immagini via Flickr| Copertina modificata in b&n di Elisabetta Stringhi |Foto 1 modificata in b&n di Marco Bellucci|Foto 2 modificata in b&n di RAYANDBEE|Foto 3 modificata in b&n di Santa Felkere|Foto 4  di TheOneShot (Gunnar Marquardt)|Foto  5  modificata in b&n di Arian Zwegers