Come condividere le spese per Netflix e Spotify: la soluzione italiana di TogetherPrice

Come condividere le spese per Netflix e Spotify: la soluzione italiana di TogetherPrice

Piattaforma (utilizzare in comune una risorsa), community (organizzazione orizzontale e bilaterale tra utenti), convenienza (i servizi si attivano avendo come scopo un vantaggio) e tecnologia (che permette di abbattere le barriere tra utenti). Ecco quali sono le caratteristiche della sharing economy. I servizi di condivisione più famosi sono sicuramente quelli che riguardano la propria macchina (Car2Go), la propria casa (Airbnb) e persino il proprio tempo (le banche del tempo).

Inoltre, sul web è possibile trovare sempre più strumenti di associazione nella condivisione, ovvero piattaforme che aiutano le persone a usare insieme servizi che, altrimenti, potrebbero andare sprecati, strappando prezzi per persona più bassi di quelli che ognuno dei partecipanti potrebbe ottenere singolarmente. È il caso, ad esempio, delle scelte di acquisto responsabili (come per esempio i gruppi di acquisto solidale).

Non stupisce quindi che alcuni servizi si rivolgano anche beni più immateriali, come abbonamenti per software e servizi: a stretto contatto con la sharing economy, si trova infatti la streaming economy, la cui caratteristica più interessante è il fatto che permette l’accesso ai servizi senza garantirne la proprietà. Campioni di questo settore sono servizi come Netflix e Spotify, solo per citare i due più famosi. Oggi Netflix può contare su circa 94 milioni di abbonati (in Italia, nel 2016, se ne contavano 110 mila), mentre Spotify ha festeggiato a marzo 2017 i 50 milioni.

All’incrocio tra queste due economie è nata in Italia TogetherPrice, una piattaforma intelligente e innovativa, che permette agli utenti di creare annunci per condividere le spese di abbonamento di vari servizi, tra cui proprio Netflix e Spotify. Il sito offre la possibilità di condividere, privatamente e gratuitamente, i propri dati di accesso ai servizi, creando un gruppo all’interno della piattaforma.

Il gruppo rimane in contatto via chat per organizzare la condivisione i pagamenti attraverso uno specifico portafoglio sviluppato dal team di TogetherPrice, collegato alla carta di credito o ai conti online degli utenti (Hype, Paypal). E se non hai abbastanza amici interessati a vedere l’ultima puntata di “Better Call Saul“, non ti preoccupare: con TogetherPrice la “modalità pubblica” offre la possibilità di pubblicare un annuncio per cercare un numero sufficiente di persone interessate a condividere il servizio.

Una delle caratteristiche di TogetherPrice è il sistema di trust, ovvero la conferma della propria identità tramite il collegamento al sito del proprio account Facebook o del proprio numero di cellulare. Per evitare truffe o comportamenti scorretti, è inoltre possibile lasciare recensioni sulla puntualità e affidabilità dell’utente, aiutando così gli altri partecipanti alla piattaforma a superare diffidenze o paure di prendere una fregatura, e allo stesso tempo punire chi prova ad approfittarsi della buona fede degli altri.

I servizi del sito (che promette in futuro di allargarsi anche a bene materiali, come la condivisione di spazi di co-working) non si limitano solo allo svago: è possibile anche acquistare l’accesso al pacchetto Office di Microsoft o organizzarsi per l’acquisto della licenza di vari antivirus. Tanto per fare un esempio, cinque utenti che condividono un anno di licenza Norton pagano circa 14€ a testa. Con la nascita e l’arrivo in Italia di tantissimi altri servizi sia di streaming (AmazonVideo, Apple Music) sia di accesso a vantaggi derivati da un abbonamento, servizi di condivisione di questo genere diventano un’ottima opportunità per risparmiare senza negarsi nulla. Almeno fino a che i giganti del settore decideranno che questo è accettabile.

Immagini via Flickr | Copertina