Bonus Cultura: 500 euro per i diciottenni. Tutto quello che c’è da sapere

Bonus Cultura: 500 euro per i diciottenni. Tutto quello che c’è da sapere

Sei tra i nati nell’anno 2000? Allora anche tu potrai accedere al Bonus Cultura di 500 euro, da spendere per concerti, cinema, libri, corsi di musica, teatro o lingua straniera. Il rinnovo del Bonus per i neomaggiorenni è scattato con il Decreto Milleproroghe, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato avesse messo in discussione il futuro di questa misura.

È stato proprio il Ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, a fare chiarezza sul tema in una recente interrogazione parlamentare: “Nella Legge di bilancio 2018 è stata confermata la dotazione finanziaria del cosiddetto Bonus Cultura”, ha spiegato aggiungendo che mancano pochi passaggi amministrativi prima che si possa procedere “all’apertura delle registrazioni dei ragazzi che compiranno 18 anni quest’anno”.

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Bonus Cultura: come ottenere i 500 euro

Ottenere il Bonus Cultura è semplice. Vi possono accedere tutti i cittadini residenti in Italia, compresi i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, che abbiano compiuto i diciotto anni di età nel corso 2018. Per poter approfittare del Bonus, devi innanzitutto ottenere le credenziali SPID, il Sistema Pubblica di Identità Digitale con cui accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Una volta compiuto questo passo, potrai utilizzare le tue credenziali SPID per effettuare il primo accesso presso il sito 18app.italia.it, o la omonima app. 18app è il luogo dove potrai generare i buoni, fino a un totale di 500 euro, e soprattutto verificare quali esercenti partecipano alla promozione, nonché il prezzo dei beni e dei servizi che deciderai di acquistare. Ma senza fretta: la procedura di registrazione per chi è nato negli anni 2000 non è ancora attiva, mentre per chi è nato tra gli anni 1998 e 1999 rimangono solo pochi mesi, fino al 31 Dicembre, per finire il proprio Bonus.  

Che cos’è il Bonus Cultura?

Il Bonus Cultura è un’agevolazione fiscale introdotta nel 2016 dal precedente governo. Il Bonus può essere utilizzato per acquisti, fino a un totale di 500 euro, legati ai seguenti ambiti:

— Cinema (abbonamento card/biglietto d’ingresso)

— Concerti (abbonamento card/biglietto d’ingresso)

— Eventi culturali (biglietto d’ingresso a festival, fiere culturali, circhi)

— Libri (audiolibro, ebook, libro)

— Musei, monumenti e parchi (abbonamento card/biglietto d’ingresso)

— Teatro e danza (abbonamento card/biglietto d’ingresso)

— Musica registrata (cd, dvd musicali, dischi in vinile, musica on line)

— Corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

I dati del Ministero per i beni e le attività culturali, titolare dell’iniziativa, rivelano che, nel primo anno di applicazione circa 600mila ragazzi e ragazze nati tra il 1999 e il 1998 hanno speso oltre 163 milioni di euro, e ora è sempre il ministro Bonisoli a ventilare la possibilità di un’estensione, per l’anno prossimo, anche ai nati nel 2001: “Il Bonus Cultura rimarrà”, ha dichiarato, ma “interverremo sulle cifre, chiariremo quali beni possono essere acquistati e quali no, privilegeremo le fasce economiche più deboli”.

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Gli effetti del Bonus Cultura

In effetti non sono mancate le polemiche sul modo in cui i denari pubblici legati al Bonus sono stati spesi. È dell’aprile scorso il caso della festa dei 100 giorni degli Istituti superiori della provincia di Rimini, tenutasi al Palacongressi di Bellaria, con molti degli studenti maggiorenni ad aver pagato il biglietto d’ingresso con il Bonus – non certo un’attività culturale, come documentato anche da un servizio de Le Iene, intervenute sul caso. Mentre già a fine 2016 un’inchiesta di La Repubblica – Bari denunciava come alcuni 18enni titolari del Bonus lo avessero messo in vendita online a metà prezzo in cambio di denaro contante. Polemiche che avevano condotto l’ex ministro Franceschini a dichiarare: “Il Bonus Cultura è una bella idea, che ha fatto crescere gli acquisti e i consumi culturali. Che ci sia qualcuno che ne abusa è un problema”.
Dati alla mano, tuttavia, il quadro del Bonus Cultura sembra rimanere piuttosto roseo. Tra gli acquisti, la quota più consistente è stata assorbita dalla lettura: oltre l’80% del valore della spesa complessiva nei due anni del Bonus Cultura ha infatti riguardato libri (98% libri cartacei; 2% ebook). Seguiti da concerti (e musica in generale), che pesano per il 10% del valore di tutti gli acquisti, e cinema (7% di tutti degli acquisti effettuati col Bonus). Eugenio Trombetta Panigadi, amministratore delegato della libreria online IBS.it, ha spiegato all’Espresso che tra i libri più venduti figurano dizionari e romanzi di inglese, classici della letteratura come 1984 e La coscienza di Zeno, oltre agli immancabili manuali per il test di medicina. Mentre Edoardo Scioscia, uno dei fondatori del Libraccio, ha osservato che alcuni studenti “hanno usato i soldi per completare la lista dei testi scolastici. Significa che altrimenti non avrebbero potuto permetterseli”.

Immagine di copertina in b&n via Unsplash