Come spendono le generazioni

Come spendono le generazioni

Guilty Pleasures, letteralmente “piccoli piaceri gustati con un senso di colpa“. Se il termine “sprecare” ti fa storcere il naso, forse la definizione anglosassone ti sembrerà più opportuna. Non si tratta solo di spese estreme da rimpiangere con lacrime di coccodrillo il giorno successivo, ma di piccole cattive abitudini di spesa che possono fare la differenza sulla cifra che ti apparirà sul conto corrente a fine mese.

Anche un piatto di troppo ordinato al ristorante rientra nella categoria, un hot dog talmente farcito che cestini dopo qualche morso, un accessorio che volevi a tutti i costi ma che hai scoperto di non aver mai indossato, ma anche un accessorio che ti sei sempre portato addosso nonostante la sua chiara inutilità. Insomma, tutti siamo abituali consumatori di guilty pleausures.

Negli Stati Uniti, c’è anche chi li ha analizzati a fondo, studiando come persone di età diverse sprecano il loro denaro a partire dalle tre principali generazioni: i baby boomers (nati tra il 1946 e il 1964), la generazione X (tra il 1963 e il 1980) e i millenials (nati tra il 1980 e il 2000).

Per tutti, pranzare o cenare fuori è la prima voce di spesa “inutile”. È così per il 62,35% dei 30-40enni della Generazione X, ma ancora di più tra i più giovani Millenials: il 72,5% colloca in cima alla lista dei soldi buttati quelli spesi per mangiare in ristoranti o fastfood. Invece “solo” il 52,21% dei baby boomers, oggi tra i 70 e i 50 anni, pone questa spesa in cima alla lista.

generazioni 2

Altrettanti 30-40enni ritengono di spendere troppo denaro per comprare quantità di cibo sproporzionate rispetto alle necessità (33,67%), o in generale per le commissioni (27,09%). Subito dopo si collocano le spese per la TV via cavo o digitale (25,10%), per gli interessi sul credito (23,71%). Inoltre, circa il 20% ammette di spendere troppo in alcolici e in altre attività ricreative. Molti di questi “guilty pleasures” sono comuni anche a baby boomers e millenials.

Tra le differenze ne spicca una: il 15% dei Baby Boomers e il 16% degli appartenenti alla Generazione X fa rientrare la spesa per le sigarette nella propria top ten di sprechi, cosa che invece non avviene per i Millennials, dove invece l’alcool arriva fino alla terza posizione mentre, alla quarta, si collocano le spese per i giochi – assenti nelle liste delle generazioni precedenti.

Le generazioni più giovani investono di più sulla filiera di prodotti legati a internet: smartphone, pc e tablet, acquistati anche in più unità, sono spesso un must. I millenials viaggiano abitualmente con blablacar, quando soggiornano lontano da casa all’hotel preferiscono Airbnb, lavorano in spazi comuni chiamati co-working. Vero è tuttavia che, in Italia, il tasso di povertà giovanile supera quello delle generazioni precedenti, così che hanno meno denaro da sprecare. Di generazione in generazione, comunque, una cosa rimane costante: la nostra capacità di trovare sempre nuovi guilty pleasures.

Immagini via Flickr | Copertina | 1 |