Come girare il mondo in bicicletta spendendo poco

Come girare il mondo in bicicletta spendendo poco

C’è chi viaggia senza soldi per provocazione, c’è chi viaggia senza soldi perché non li ha. C’è chi ha viaggiato senza soldi per 5 anni e poi fondato FoodSharing. C’è chi è entrato nel Guinness dei primati e ha insegnato a molti come farlo .

E poi c’è chi viaggia senza soldi raccogliendo sogni. A farlo è stata Darinka Montico, originaria di Baveno sul Lago Maggiore: attraversando l’Italia a piedi ha raccolto i desideri della gente che ha incontrato sulla sua strada, scritti a mano su dei foglietti.

Montico, che ha raccontato il suo viaggio iniziatico in WalkaboutItalia, è da poco ripartita per una nuova avventura: il giro del mondo in bicicletta “con pochi soldi”. Tempo previsto: 5 anni. Modalità: “in totale sintonia con l’anima del pianeta, attraversando oceani in barca a vela, evitando di inquinare e di stuprare il tempo volando”.

Per auto-finanziarsi Montico ha appena pubblicato Mondonauta, un libro dove spiega, con un certo talento per lo storytelling, com’è nata l’idea del viaggio no-cost e cosa le ha insegnato questa esperienza.

Darinka ha 35 anni e da quando ne ha 19 vive all’estero, spostandosi spesso e facendo mestieri più svariati: la spogliarellista in Australia, la massaggiatrice di teste di giocatori di poker a Londra, l’insegnante di inglese in Laos. Partita da Baveno nel maggio scorso, ha pedalato fino in Irlanda e ora vive su una houseboat a Dublino. Da qui pedalerà verso Gibilterra, alla ricerca di un passaggio in barca, insieme alla sua bicicletta ultra-leggera, verso il Nuovo Mondo.

Perché viaggiare da soli senza soldi o quasi? Una decina di anni fa, dopo una grossa delusione sentimentale, Darinka decide di tornare in Italia dal Laos dove vive: proprio in quei giorni l’aeroporto è chiuso, ma lei decide di andare via terra, con 200 euro. Novemila chilometri, due mesi di viaggio, incontri indimenticabili: è così ha capito, passo dopo passo, “l’insegnamento della povertà”. Hello Money! ha contatto Darinka per scoprire di più sulla sua esperienza.

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Darinka, ma non è da scrocconi farsi ospitare qua e là?

Dipende da come lo si fa. Intanto la gente che mi ospita non è obbligata a farlo, se lo fa penso sia felice di farlo. E poi la maggior parte delle volte che troviamo “ospitanti”–almeno nelle regioni occidentali–li troviamo grazie a siti come Couchsurfing o Warmshower, un sito dedicato ai cicloturisti.

Mentre è diverso nei paesi più poveri, dove Internet funziona poco per l’ospitalità, ma molto di più il contatto umano e la gente per strada ti invita sistematicamente a casa, a bere, a mangiare, o a dormire senza farsi le paranoie che ci facciamo noi.

Sono curiosi di conoscere chi viene da fuori, invece che impauriti, e meno influenzati dalle storie di terrore coltivate dai nostri media. Tra ospite e “host” c’è un patto silenzioso nel quale i soldi non hanno valore. L’ospitante è un viaggiatore che lo fa attraverso gli occhi di chi gli passa in salotto. Ho conosciuto un ragazzo non vedente che ha fatto il giro del mondo: per lui viaggiare non è vedere i posti, ma conoscere i popoli .

In “Mondonauta” racconti in parallelo il tuo rientro dall’Oriente con 200 euro e una lunga permanenza in Sudafrica, durante la quale eri ospite di un ricco amico. I soldi portano la felicità del viaggiatore?

Per niente. Il Sudafrica per me è stato ostriche, champagne, casinò e Safari a cinque stelle. Detto questo, l’ho lasciato senza nessuna voglia di tornarci. In Kyrghisistan ci tornerei domani! I soldi sono una pennellata di smalto sulla realtà, la rendono solo più luccicante, ma le fanno perdere gli odori e la profondità. Noi occidentali ci siamo inventati una “normalità” in cui il valore delle persone è proporzionale al conto in banca.

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Che cosa ti ha insegnato la strada?

Non sono mai stata una persona particolarmente umile, viaggiando ne ho almeno colto il significato. Chiedere una mano a qualcuno, soprattutto se sconosciuto, non è mai facile, soprattutto nella nostra era digitale. E chi rifiuta un bicchier d’acqua a un viandante non lo sta negando a una singola persona ma a tutta l’umanità. Ma non bisogna affliggersi, si sorride e si chiede al prossimo!

A te è mai stato negato?

Una sola volta.

Ci sono storie di nuovi nomadi che viaggiano senza soldi ma con la carta di credito “d’emergenza” nello zaino. Niente di male. Anche tu, se avessi problemi, hai qualcuno che ti spedisce i soldi per un volo, o sbaglio?

Per me partire senza soldi è stata una scelta obbligata, nel senso che non ne avevo prima di partire… La mia famiglia non mi può aiutare e per questo viaggio parto con una piccolissima sponsorizzazione annuale da parte di un’azienda che ha creduto in me e di sicuro accetterò di lavorare qua e là durante il viaggio. Adesso a Dublino ho un lavoretto per l’estate ad esempio.

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Non è che noi occidentali abbiamo bisogno di “impoverirci” per godere appieno della bellezza del viaggio (e della vita)?

Tutto quello di cui abbiamo bisogno, dico veramente bisogno, sta in uno zaino.

Il viaggio di Darinka si può seguire sul suo sito e sul blog omonimo.

Immagini via Facebook