Chi ha detto che il delivery deve essere per forza una pizza?

Chi ha detto che il delivery deve essere per forza una pizza?

Questa sera mi ordino Tartare di salmone in stile ceviche, riso basmati in crema di yogurt e lime con valeriana, dressing alla menta, pomodori secchi, spirulina. Oppure, perché non un bel Carpaccio di patate, quinoa con peperoni e zucchine, dressing yogurt e zeste d’arancia? In Italia c’è una compagnia che è convinta di poter rivoluzionare il modo in cui ordiniamo cibo a domicilio, una scelta solitamente confinata a cibi buonissimi ma, se assunti in grandi quantità, non particolarmente salutari, come la pizza, il kebab, la puccia pugliese.  

Feat Food è un servizio di Food delivery lanciato nel 2015 da un giovane leccese, il 24enne Andrea Lippolis, a cui nel tempo si sono aggiunti gli amici Lorenzo Danese, Luca Marzo e Antonio De Lorenzis. L’idea di Andrea e Lorenzo era quella di entrare in un mercato già maturo con un’offerta innovativa, che consentisse ai propri utenti di ordinare e ricevere, dove e quando vogliono, pasti pronti, freschi e soprattutto bilanciati. Basta consultare il Menù, aggiornato quotidianamente, e piazzare il proprio ordine con un semplice click per ricevere un piatto da gourmet in poco tempo e sulla porta di casa.

“Dopo una fase di test a Lecce—ha spiegato Lippolis a StartUp Italia!—circa un anno fa siamo approdati a Milano dove abbiamo raggiunto il break-even in soli 100 giorni.” Un vero e proprio risultato da record, che ha spinto i due ragazzi a espandere ulteriormente la propria attività.

La nuova fase della compagnia, che era stata incubata nel programma di accelerazione dell’ImpactHub di Milano, è resa possibile da un aumento di capitale da 350mila euro, proveniente da enti privati che hanno creduto nell’intuizione di Feat Food. Il primo passo sarà dunque quello di espandersi nelle principali città europee, come Berlino, Londra e Parigi. Il modello sarà quello già sperimentato e ben collaudato a Milano, che prevede la consegna di un pasto caldo entro al massimo 1 ora dall’ordine, per un costo che va dai 13 ai 15 euro a pasto. Così, gli abitanti affamati delle grandi metropoli continentali potranno presto accedere al menù elaborato dalla chef advisor Mariasole Capodanno, e dal team di nutrizionisti che collabora con la giovane impresa. Con un’attenzione particolare a chiunque possa avere esigenze particolari: il menù di Feat Food rende, infatti, sempre disponibili variazioni vegane, ricette per persone diabetiche, intolleranti al glutine o al lattosio.

La volontà di intercettare un pubblico altamente consapevole delle proprie scelte di consumo alimentare ha spinto i ragazzi di Feat Food a rendere disponibile la lista degli ingredienti di ogni proposta alimentare corredata da tabella nutrizionale completa e indicazione di possibili allergeni. Va da sé che, per una compagnia con standard così elevati, è fondamentale una selezione accurata delle materie prime, attraverso un controllo di qualità capillare lungo la filiera, e dei metodi di cottura—tra i preferiti, il sottovuoto a bassa temperatura, la cottura a vapore o alla griglia.

Il secondo passo previsto per lo sviluppo futuro della compagnia corrisponde all’estensione del servizio di consegna a tutta l’Italia e a una estensione del campo di applicazione delle ricette di Feat Food. Non più solamente delivery on demand, ma veri e propri pacchetti personalizzati, da recapitare entro 24 ore dalla richiesta, e contenenti 10, 15 o 20 pasti personalizzati. Si tratta del Feat Pack, un vero e proprio piano alimentare pensato a misura del cliente, che comprende anche un programma di allenamento realizzato da un personal trainer. Un campo tuttavia occupato anche da altre compagnie altrettanto ambiziose, come DietToGo.

Da qui alla grande distribuzione il passo è breve. “Abbiamo infatti stretto una partnership con la catena di supermercati Bio c’ Bon, che commercializzerà le confezioni dei nostri pasti nei banchi di tutta Italia”, ha spiegato Lippolis.

Del resto, come ha confermato anche l’ultimo Rapporto Coop sui consumi e gli stili di vita nel nostro Paese, gli italiani sono sempre più attenti alla qualità di ciò che mangiano. Compriamo sempre meno carne e più pesce, frutta e verdura, nella tradizione della dieta mediterranea, con una crescita dei prodotti biologici da capogiro: basti pensare che le vendite di bio sono cresciute del 21% nel giro di soli 12 mesi. 

Immagini | Foto 1 di James Harris via Unsplash