Le grandi forze del manifatturiero italiano: i distretti industriali

Le grandi forze del manifatturiero italiano: i distretti industriali

I distretti industriali (quelli che gli economisti anglosassoni chiamano clusters) sono una delle grandi forze del manifatturiero italiano. Si tratta di quegli ecosistemi di PMI, spesso integrate e in costante dialogo tra loro, che si concentrano in una determinata porzione di territorio, e che partecipano tutte insieme alla realizzazione di uno o più prodotti.

Ecco, quindi, i 9 distretti industriali italiani più in salute: qui il business va, il lavoro c’è (rizzino le orecchie coloro che stanno ultimando il proprio curriculum) e l’orizzonte è spesso quello di un export spinto.

Distretto della sedia

Il Nordest, si sa, è terra di lavoro, e il Distretto della sedia, in Friuli, è una delle sue punte di diamante. Qui si fanno alcune delle sedie migliori del mondo, un mix perfetto di saper fare artigiano, tecnologia e design.

Originariamente il cluster coincideva con il mitico “Triangolo della sedia” compreso tra i comuni udinesi di Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo, ma negli anni è cresciuto sino a includere 11 comuni. Le sedie di questo Distretto sono esportate non solo in Europa e Nord America, ma in mercati di frontiera come l’Estremo Oriente, l’Asia centrale e l’Africa australe.

Distretto delle calzature della Riviera del Brenta

Siamo sempre nel Nordest, ma tra Venezia e Padova. Qui, lungo il fiume Brenta che dai laghi del Trentino sfocia a nord del Po, c’è un arcipelago di PMI specializzate nella produzione di scarpe da donna di altissima qualità, il 90% e passa delle quali esportate negli Stati Uniti, Europa del Nord, Giappone.

Questi anni di crisi hanno messo a dura prova tutto il distretto, che però non ha mai smesso di lottare. Anche i colossi globali del lusso se ne sono accorti. Ad esempio a Fiesso d’Artico, nel cuore della Riviera, Louis Vuitton ha aperto una manifattura-atelier all’avanguardia che realizza scarpe da sogno. Grazie al savoir-faire dei maestri calzolai del distretto.

Distretto dell’oro di Vicenza

Restiamo in Veneto, ma spostandoci nel vicentino. Qui, tra i Colli Berici costellati di ville palladiane, c’è uno dei distretti più antichi e solidi d’Italia: quello orafo-argentiero, dove una galassia di PMI, spesso artigiane e di antica tradizione familiare, sforna monili, montature, sculture, vasellame, oreficeria, argenteria.

Una particolarità del distretto (nella top ten 2015 dei distretti più in crescita) è l’attenzione per la cultura dietro questo lussuoso saper fare: a Vicenza c’è addirittura un Museo del Gioiello, che è un unicum a livello nazionale. Ha poi immensa risonanza Vicenzaoro, fiera internazionale dell’oro che attira gioiellieri da India, Singapore, Cina, Dubai…

Distretto dell’occhiale

Dai placidi Colli Berici alle montagnose Dolomiti. A Belluno c’è il distretto dell’occhialeria più agguerrito del mondo: dal Cadore alla Valbelluna, dall’Agordino al Longarone, in queste località sconosciute ai più vengono prodotti occhiali da sole, lenti, montature, minuteria in metallo e chi più ne ha più ne metta.

Come al solito, anche qui il tessuto produttivo è costituito soprattutto da PMI, ma non mancano le grandi e grandissime imprese; celebre, in particolare, il colosso Luxottica, fondato dall’imprenditore Leonardo del Vecchio nel paesino di Agordo, dove si trova ancora oggi il “cuore” del brand. Luxottica continua a crescere, ad assumere e a internazionalizzarsi, ma rimanendo assai radicata nel territorio d’origine.

Distretto brianzolo del mobile

Si dice mobile e si pensa subito a Milano, al Salone del Mobile, ai designer di Porta Genova. Ma dietro il successo internazionale meneghino c’è (anche) il distretto brianzolo del mobile, che si estende tra Monza, la Brianza (ad esempio Lissone) e realtà comasche come Cantù. Il cavallo di battaglia del cluster sono i mobili in legno, ma si producono anche complementi di arredo e mobili in metallo di altissimo livello.

Il saper fare brianzolo si declina, oltre che in una capacità artigiana “inclonabile” (molte di queste PMI sono su piazza da generazioni, e i segreti del mestiere si tramandano di generazione in generazione), in uno straordinario occhio per le forme e il bello. E proprio nel design il distretto si integra alla perfezione con Milano e il suo bacino di talenti.

Distretto della rubinetteria

Come il Veneto, anche il Piemonte è ricchissimo di distretti. Uno di questi, assai dinamico, è il distretto dell’oreficeria di Valenza, in provincia di Alessandria, che rivaleggia con quello di Vicenza e Arezzo, e un altro è quello di Biella, incentrato sul tessile e la lana. Meno noto, ma molto interessante, è il distretto della rubinetteria del Piemonte nordorientale, che ha le sue roccaforti in comuni come Arona, Bolzano Novarese, Pettenasco.

Si tratta di un cluster che non ha eguali al mondo, e che non punta solo sul valvolame e la rubinetteria di erogazione, ma anche su sistemi di raffreddamento e riscaldamento, domotica e altri prodotti ad alto tasso di innovazione. Riuscendo così a battere la feroce concorrenza cinese, e a esportare in Nord America, Germania, Golfo.

Distretto del cuoio del Valdarno superiore

Gli italiani sono bravi a lavorare la pelle, si pensi solo al distretto di Arzignano, nel vicentino, dove hanno sede alcune delle concerie più rinomate del mondo. Qui in Toscana invece, tra Arezzo e Firenze, c’è un distretto specializzato nella produzione non solo di cuoi pregiati, ma pure di calzature.

A Rignano sull’Arno, Reggello, Cavriglia, Terranova e altri paesi bucolici opera un arcipelago di medie imprese di un tale livello di competenza da lavorare con alcuni tra i più importanti brand del fashion e del lusso. Un cluster, dunque, che pur avendo patito i colpi della crisi, è saldamente agganciato a un’industria globale anticiclica e in salute, e che fa le scarpe (e le borse) a giapponesi, cinesi, russi e californiani.

Distretto ceramico

In Italia “ceramica” significa Sassuolo, questo grosso comune modenese che negli ultimi anni è stato benedetto dagli dei del calcio. La più antica gloria di Sassuolo però sono le centinaia di imprese specializzate nella produzione di piastrelle di ceramica; 9 piastrelle su 10, in Italia, sono state prodotte a Sassuolo (o a Fiorano, Maranello, Formigine ecc…).

Non si tratta soltanto di produzione, tuttavia, ma anche di progettazione, design, decorazione. Insomma, anche questo distretto incarna quella capacità tipica del Made in Italy di combinare il “saper fare” con la bellezza.

Distretto aerospaziale pugliese

La Puglia è la regione più industrializzata del Sud Italia, e vanta vari distretti interessanti, ad esempio quello di Barletta, o quello ortofrutticolo in provincia di Bari. Negli ultimi anni però sta decollando (è il caso di dirlo) il distretto aerospaziale pugliese, uno dei cluster italiani a più alta densità tecnologica.

Si tratta di un ecosistema vitalissimo, fatto di buone università, centri di ricerca, stabilimenti di aziende leader, una cinquantina di PMI specializzate ed enti locali proattivi. Grazie a queste componenti, il distretto sta diventando un polo di rilevanza globale, capace di generare un’occupazione di altissimo livello.

Immagine via Unsplash