Dizionario per un aspirante imprenditore

Dizionario per un aspirante imprenditore

“Con 40k di seed potremmo avere un prototipo già tra due quarter”. “Sì, ma serve un VC asap”. “Ok ve ne sottometto uno con cui possiamo matchare”. Quanto hai capito di questa conversazione? Poco? Niente.

Allora ti serve subito un corso accelerato di lessico imprenditoriale 2.0, con le parole ed espressioni più comuni dell’innovazione tricolore. Non ce ne vogliano i puristi della lingua italiana, per la maggior parte si tratta di anglismi e neologismi.

B2B: sta per “Business to Business”. È la sigla cui si ricorre per riferirsi ai servizi e prodotti che un’azienda fornisce ad altre aziende.

B2C: in questo caso si tratta di “Business to Consumer”, ovvero i servizi e prodotti che un’azienda offre ai consumatori.

Bootstrapping: in inglese la frase “pull yourself up by your bootstraps” significa, in pratica, “arrangiati”. Per questo, nel gergo imprenditoriale, significa mettersi in proprio sostenendo da soli tutti i costi iniziali, senza contributi esterni di nessun tipo.

Break-even: è uno degli obiettivi principali delle nuove aziende perché raggiungere il break-even significa arrivare alla soglia di parità tra costi ed entrate. Vuol dire che ancora non si hanno profitti ma non si hanno neanche più perdite. È il momento di cominciare a crescere davvero.

Coworking: all’inizio sostenere i costi per l’affitto di un ufficio può essere uno scoglio. Il coworking consiste nel condividere uno spazio di lavoro con altri professionisti: in un coworking space di solito si può affittare una scrivania per periodi lunghi, o una sala riunioni per qualche ora. In molte grandi città italiane ci sono realtà che offrono spazi del genere.

Matchare: scritto anche “mecciare” ma modellato sul verbo inglese “to match” significa “abbinarsi”, “essere al livello di…”, “stare bene insieme”. Un esempio? “La loro offerta non matcha con i nostri obiettivi”.

Goal: non c’entrano Ronaldo o Maradona, nel mondo del business un goal è un obiettivo che ci si pone a breve, medio o lungo termine.

NDA: è l’acronimo di Non-disclosure Agreement, ovvero un accordo di confidenzialità o segretezza che impegna le parti contraenti a non divulgare certe informazioni, ad esempio quelle relative alla loro collaborazione.

Traction: è la prova che ci sono persone interessate ai servizi o prodotti offerti, e a seconda dello stadio in cui si trova l’azienda può essere misurato in modo diverso: ordini, acquisti, utenti registrati, traffico sul proprio sito o sui social, ecc.

Benchmark: significa confrontare in modo sistematico la propria azienda o un determinato valore con altre aziende o valori dello stesso settore. Di solito ci si confronta con i migliori, anche perché si possono imparare delle utili lezioni.

Proxy: in informatica ha un significato specifico ma nel mondo del business è una misura indicativa di un fenomeno che non è stato misurato con precisione. Per fare un esempio, il numero di utenti registrati alla propria newsletter può essere un proxy dell’interesse per i propri prodotti e servizi tra i consumatori in generale.

Stock option: come retribuzione, premio o incentivo le aziende quotate in borsa possono mettere a disposizione dei dipendenti (e dei manager naturalmente) delle opzioni sui titoli azionari, le stock option. In poche parole, questo significa che si concede il diritto di acquistare azioni dell’azienda a un prezzo bloccato.

K: una sola lettera che però racchiude in sé un mondo di significati a dir poco importanti perché indica le migliaia. Ad esempio migliaia di euro (o dollari) in finanziamenti, investimenti, profitti, e chi più ne ha più ne metta.

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Networking: “Eravamo a un evento di networking e abbiamo conosciuto questo VC…”. Il networking significa agire per ampliare la propria rete sociale; e modo per farlo è partecipare a eventi del proprio settore, e fermarsi al coffee break o al buffet finale per generare, tra un sorso di vino o di caffè, relazioni utili al proprio business.

Vision: non più solo politici e intellettuali, ormai ce l’hanno anche molte imprese. La vision è una sorta di “filosofia” perché comprende gli obiettivi che un’azienda si prefissa a medio-lungo termine, non solo negli affari ma anche dal punto di vista socio-economico e culturale.

Mission: anche le aziende ne hanno una, proprio così. La mission aziendale è una sorta di dichiarazione d’intenti in cui un’impresa dichiara perché esiste, cosa vuole realizzare e cosa la rende speciale (in confronto alle altre, naturalmente).

Scalabile: avere un modello di business scalabile è spesso fondamentale, tanto quanto i famosi “k”. Vuol dire che l’attività di un’azienda è facilmente replicabile, il che la rende prontissima a rispondere a una crescita rapida (persino esponenziale) del proprio giro d’affari.

Incubatore: “sono incubato a San Francisco”. Se sentite una frase del genere, come desumerete dall’età del vostro interlocutore, non c’entrano niente i reparti di ostetricia. Un incubatore di aziende è un programma che offre servizi (ad esempio l’assistenza nel marketing, nella gestione finanziaria, così come una connessione ad alta velocità), consulenza e contatti in modo che chi ha un’idea imprenditoriale possa trasformarla in una nuova azienda. Di solito c’è un processo di selezione per poterne usufruire.

Acceleratore: è un programma che si occupa di imprese giovani o anche giovanissime per sostenerle nel passaggio ad “aziende mature”, e quindi con una presenza più consolidata sul mercato. Come gli incubatori, anche gli acceleratori offrono servizi, soprattutto di consulenza; talvolta per usufruirne bisogna consentire all’acceleratore di entrare nella propria equity.

Seed money: si tratta proprio di “semini” (ma a forma di monete) dai quali, col tempo, può crescere un’azienda di successo. Sono i primi finanziamenti a cui accede una nuova attività imprenditoriale per svilupparsi, e come tali sono spesso contenuti, ad esempio nell’ordine di 50k. L’idea è quella di coprire le spese iniziali, quelle necessarie a partire. Di solito l’investimento viene dato in cambio di una parte dell’equity della nuova azienda.

Equity: quando un investitore “entra nell’equity” di un’azienda significa che, in cambio dell’investimento, ottiene quote del capitale della società, e pertanto anche potere decisionale.

BA: è l’acronimo di Business Angel, “angelo degli affari”. Per trovarne le aziende giovani fanno a gara per prendere parte a certi eventi di networking, perché riuscire a interessarne uno alla propria idea imprenditoriale significa aggiudicarsi un finanziamento. Di solito si tratta di persone facoltose e propense al rischio che decidono di investire in aziende ancora allo stadio iniziale, solitamente in cambio di obbligazioni o equity.

KPI: è l’acronimo inglese di “Key Performance Indicator”, ovvero indicatore di prestazione chiave. Di solito ce ne sono diversi, e sono fondamentali perché stabilirli e osservarli permette di valutare le prestazioni dei diversi ambiti dell’attività aziendale. Un esempio? Il numero di destinatari della newsletter aziendale che legge l’email senza cestinarla può essere un KPI dell’efficacia del modello adottato.

Crowdfunding: letteralmente significa “finanziamento della folla”, è un fenomeno del web nato qualche anno fa in America ma che ha preso molto piede anche in Italia, dove vale già 90 milioni di euro. Con questa modalità gli utenti di internet possono decidere se e con quanto sostenere economicamente un progetto che li appassiona. Non si tratta solo di idee imprenditoriali, il crowdfunding si usa molto anche per finanziare progetti di tipo sociale, artistico e persino scientifico.

VC: è una sigla sognata dai giovani imprenditori, in modo particolare dagli startupper. VC sta per “Venture Capitalist” o “Venture Capital”, letteralmente “capitalista o capitale di ventura”. Si tratta di finanziamenti ambiti soprattutto dalle nuove aziende, che non possono ancora optare per modalità di finanziamento come un prestito bancario. L’investimento è quindi soggetto a rischi elevati e per questo, in cambio, i VC ottengono un controllo importante sulle decisioni dell’azienda e una parte consistente della sua proprietà, in modo da trarre guadagno dall’eventuale successo della stessa.

Immagini | Copertina di WOCinTech Chat |Foto 1 modificata in b&n di reynermedia