Il lavoratore che fa la pennichella produce di più e meglio

Il lavoratore che fa la pennichella produce di più e meglio

Il segreto dei migliori? Il sonnellino pomeridiano. È il risultato a cui, dopo anni di ricerche, è giunto Karl Anders Ericsson, docente di psicologia della Florida State University. In una serie di influenti studi sulla performance umana, Ericsson ha individuato che chi ha risultati lavorativi migliori dorme in media 8 ore e 36 minuti al giorno, e non si fa mancare la pennichella pomeridiana.

Dopo aver seguito diversi gruppi di musicisti statunitensi di alto livello nelle loro pratiche quotidiane, ad esempio, il ricercatore della Florida ha concluso che, sebbene “entrambi i gruppi di esperti musicali sottolineasse l’importanza del sonno nel mantenere alti livelli di pratica giornaliera”, i migliori musicisti, e anche quelli che facevano pratica più a lungo ogni giorno, erano quelli che dormivano di più degli altri, e molto di più della media dei soggetti della loro età (ad esempio, un lavoratore medio dorme negli Stati Uniti 6 ore e 51 minuti al giorno).

Insomma, se vuoi avere dei risultati eccellenti non dimenticarti le tue ore di sonno e non saltare la pennichella. Ne è convinta anche la NASA, che dopo  una serie di esperimenti sui regimi di sonno dei suoi astronauti ha concluso di aver trovato la formula più efficace: una siesta pomeridiana di 26 minuti, infatti, ha l’effetto di aumentare la performance dei piloti del 34% e i loro livelli di allerta addirittura del 54%.

Un risultato talmente convincente che la National Transportation Safety Board (NTSB), l’Agenzia USA che vigila sulla sicurezza dei trasporti nel Paese, aveva suggerito che persino ai controllori di volo, uno dei lavori in cui l’allerta è fondamentale, dovesse essere permesso di adottare questo tipo di ritmo lavorativo. Secondo Mark Rosekind, un membro della NTSB esperto sui problemi di fatica sul luogo di lavoro, una delle resistenze maggiori verso la pennichella pomeridiana è legata alla perdita di efficienza per le compagnie che impiegano questi lavoratori: chi, d’altro canto, accetterebbe di pagare qualcuno per dormire?

Eppure un recente rapporto della società di consulenza Accountemps, “The costs of working tired” (i costi di lavorare affaticati) ha mostrato che il 77% degli uomini e il 71% delle donne dichiara di essere spesso stanco durante il proprio orario di lavoro. Per questo, circa la metà (il 52%) degli impiegati intervistati sostiene di sentirsi distratto o di avere difficoltà a concentrarsi.

Ed è ovvio che un impiegato più stanco è anche un impiegato meno produttivo e più propenso a commettere errori sul luogo di lavoro. Commentando questi risultati, lo stesso direttore di Accountemps, Michael Steinitz, ha ricordato come una volta un suo dipendente, che a causa della scadenza ravvicinata di un progetto dormiva pochissimo da giorni, “ha ammesso di aver cancellato per errore il prodotto di circa 1000 ore di lavoro”, mentre un altro “ha sbagliato a mettere un decimale su un pagamento, causando un danno da 1 milione di dollari a un nostro cliente”.

Così, mentre sono ormai chiari i benefici di una pausa controllata durante l’orario di lavoro, sono sempre di più le compagnie private che stanno abbracciando la pennichella. Da Google a Proctor&Gamble passando da Cisco e Apple, negli ultimi anni il numero di multinazionali che concede il “diritto al sonnellino” ai propri dipendenti è cresciuto in maniera costante.

Molte di queste hanno puntato sugli Energy Pods—capsule futuristiche incentrate su poltrone reclinabili. Un visore impedisce alla luce di entrare e blocca tutti i suoni esterni, accompagnando gli impiegati al sonno e risvegliandoli con gentili vibrazioni dopo una ventina di minuti.

Ma installare questi costosi giacigli non è l’unica soluzione possibile. Yahoo! e Time Warner, ad esempio, hanno scelto la strada dell’outsourcing, affittando spazi in spa locali, per offrire ai propri dipendenti stanze private con aromaterapia e colonne sonore naturali. Zappos, Ben & Jerry’s e Nike hanno invece costruito uffici con “stanze della quiete”, in cui gli impiegati possono andare a passare un po’ di tempo, per dormire o meditare. Con benefici per tutti.

pennichella

Uno studio condotto da Alan Hedge della Cornell University, “ha testato gli effetti di un software che ricordava, a chi lavorava al pc per troppo tempo, di fare una pausa. Il test è stato effettuato su ingegneri di una grande azienda manifatturiera. I risultati hanno dimostrato che prendere frequenti pause, ad esempio un minuto ogni venti di lavoro, migliora le presentazioni e il benessere”.

Così si moltiplicano i consulenti e i programmi per insegnare ai dipendenti come farsi una pennichella a regola d’arte. È quanto ha fatto LinkedIn: dopo aver nominato uno sleep ambassador, la compagnia ha deciso che “il buon dormire” sarebbe stato il suo obiettivo di wellness per il 2017, addirittura lanciando la prima LinkedIn Sleep Fair: “Un evento per istruire i nostri impiegati sull’importanza del sonno e condividere consigli su come ottenere un buon riposo notturno”, ha spiegato Michael Susi, global wellness manager della compagnia.

Per andare incontro alle esigenze di imprese con meno risorse è nata invece Optimity, una compagnia di San Francisco specializzata nel risolvere problemi di affaticamento sul luogo di lavoro. “Ci focalizziamo sulla costruzione di piccole abitudini che migliorano la qualità e la costanza del sonno, per permettere alle persone di sincronizzarsi con i propri ritmi circadiani e massimizzare i propri cicli di sonno”, ha spiegato il CEO di Optimity, Jane Wang.

Perché anche la siesta ha una scienza ben precisa. La prima è quella di non superare mai i 30 minuti, per evitare di entrare in una fase troppo profonda del ciclo di sonno. La seconda riguarda la scelta del luogo.

Secondo Nick Littlehales, autore del libro Sleep – The Myth of 8 Hours, “la verità è che si può fare un sonnellino ovunque. Il migliore metodo è trovare un posto dopo si può stare a proprio agio durante il pomeriggio – una meeting room vuota, un angolo tranquillo della cucina comune, un divano inutilizzato, o persino una panchina al parco, se il tempo lo permetto. Poi, semplicemente chiudi gli occhi e semplicemente lasciati andare”.

Un altro consiglio riguarda il bere un caffè espresso prima della pennichella. Infatti, la caffeina entra in circolo pian piano e, dopo mezz’ora, al tuo risveglio, stimolerà al meglio le tue sinapsi, così da permetterti di riprendere il lavoro al meglio delle tue possibilità. Al tuo risveglio, poi, prenditi cinque minuti per renderti conto di dove sei, e bevi un bicchiere d’acqua per reidratarti. E se anche tu sei una di quelle persone che proprio non riesce a dormire durante il giorno, non ti preoccupare, anche solo prendersi un po’ di tempo off senza addormentarsi avrà effetti benefici che sentirai durante tutta la tua giornata.

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