Per far crescere l’economia della tua città scegli la bicicletta

Per far crescere l’economia della tua città scegli la bicicletta

Sono sempre di più le città italiane che chiudono al traffico intere parti del centro urbano, restituendole a pedoni e biciclette. Da Nord a Sud, passando dagli ambiziosi progetti di chiusura al traffico del lungomare e del centro di Napoli, o dei Fori Imperiali romani, non mancano le occasioni di tensione tra i tanti automobilisti e i sindaci del Belpaese.

Per chi vive in una città piagata dal traffico e dalla costante carenza di parcheggi, l’idea di vedere convertire degli spazi normalmente destinati alle auto può sembrare una prospettiva fastidiosa. A maggior ragione, anche alcuni esercenti e commercianti potranno non gioire all’idea, per il timore di perdere preziosi clienti automuniti. Ma il punto invece è proprio questo: sono molti gli studi concordi nel ritenere che un maggior traffico di ciclisti sostiene il commercio locale e spinge l’economia della città.

I ciclisti spendono di più degli automobilisti

I dati che vengono dalla città statunitense di Portland, nello stato dell’Oregon, sono chiari: ciclisti e pedoni sborsano qualcosa in meno degli automobilisti quando vanno a fare compere o vanno al bar e al ristorante, ma ci vanno più spesso, e finiscono quindi per avere una spesa mensile complessiva più alta.

Da un sondaggio svolto su 1.744 consumatori e 144 esercenti delle tre principali città della Nuova Zelanda è emerso invece che negli shopping center gli automobilisti spendono più denaro, 47 dollari per ciascuna uscita rispetto ai 34 dollari di chi non guida, ma il gap si riduce nelle zone centrali della città (47 dollari a 43); inoltre chi non guida si ferma più a lungo nelle zone dello shopping, quindi nel lungo termine incoraggiare gli spostamenti in bici potrebbe portare benefici economici maggiori. Soprattutto per gli esercizi commerciali locali.

A Los Angeles, i dati raccolti sulla York Avenue, in parte interessata dalla conversione di corsie automobilistiche con piste per le biciclette, ha evidenziato che la crescita degli incassi è stata più alta negli esercizi della zona in cui era stato incrementato il traffico su due ruote rispetto a quella degli esercizi della stessa strada senza ciclabili.

E ancora, da un sondaggio sugli abitanti di un’area dell’East Village a Manhattan, New York, dove si trovano molte piste ciclabili, è emerso che la spesa aggregata delle persone che non guidano rappresentava il 95% della cifra complessiva spesa negli esercizi della zona. Il dato sui ciclisti, in particolare, evidenziava una spesa media di 163 dollari alla settimana, contro i 141 dollari degli automobilisti. Così, anche a Copenaghen durante il 2013 la spesa complessiva dei ciclisti ha superato per la prima volta quella degli automobilisti: 2,05 miliardi di euro contro 2,04.

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 Quali sono i benefici complessivi della bicicletta?

Ma gli esempi si sprecano: la European Cyclists’ Federation cita a proprio favore dati provenienti da un po’ tutta l’Europa: da Bristol, in Inghilterra, alla svizzera Berna. Secondo il rapporto della ECF, raddoppiare il numero di ciclisti garantirebbe ai negozianti locali europei introiti aggiuntivi per 27 miliardi di euro l’anno.

Infatti, poiché i ciclisti tendono a spostarsi principalmente a corto raggio, questi tenderanno anche ad acquistare prodotti dai commercianti locali, invece di spostarsi verso i grandi centri commerciali solitamente posizionati verso le periferie. Sempre secondo la Federazione dei ciclisti europei, l’impatto positivo dell’andare in bicicletta nei 27 Paesi dell’Unione si aggira attorno ai 205 miliardi di euro l’anno una volta presi in considerazione anche i benefici sulla salute di questa pratica, rispetto all’utilizzo delle automobili.

Negli Stati Uniti, i benefici complessivi della bicicletta sul Pil sono stati esaminati dalla Outdoor Industry Foundation, secondo cui il ciclismo contribuisce per 133 miliardi di dollari l’anno all’economia statunitense. L’attività ciclistica sostiene circa 1,1 milioni di posti di lavoro negli Usa, genera 17,7 miliardi di dollari in gettito fiscale federale e statale, e contribuisce a sostenere una crescita sostenibile nelle comunità rurali.

Non c’è soltanto il contributo sul Pil e sui commerci di chi si sposta ogni giorno in bici per andare al lavoro o nel tempo libero: un fenomeno interessante sottolineato dagli studi è che anche i cicloturisti (cioè viaggiatori che si spostano in bici o nella formula mista treno più bici) portano più soldi rispetto ad altri tipi di turisti. La ricerca “Economic Benefits of Trail Tourism“, per esempio mette in luce il fatto che negli Stati Uniti il cicloturismo è benefico per l’economia perché porta soldi nelle zone rurali ed economicamente svantaggiate.

Un’equazione che funziona anche altrove: secondo uno studio del 2014 del Transat Chair in Tourism sul turismo in Quebec (Canada) chi gira in bici spende in media 214 dollari americani al giorno, il 6% in più dei turisti che usano altri mezzi di locomozione. Stessa musica in Europa: nel 2012 la European Cyclists Federation ha svolto uno studio finanziato dal Parlamento europeo in cui si evidenziava che l’impatto economico del clicoturismo è di 44 miliardi di euro.

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