Gli errori da evitare per non andare in rosso

Gli errori da evitare per non andare in rosso

Quante volte ti sei trovato a fine mese con un conto in banca più leggero di quello che ti aspettavi? Risparmiare non è facile, perché è facile cadere in errori, piccoli e che sembrano spesso irrilevanti, ma che alla fine dei giochi incidono sulle tue capacità di risparmio. Ecco una lista degli errori che non devi fare se vuoi salvaguardare i tuoi sudati guadagni.

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E non perderti. Le scelte finanziarie che ci mandano in rosso non sono sempre intenzionali, a volte frutto di buone intenzioni: comprare regali oltre le nostre possibilità; scoprire nuove attitudini musicali e seguire impegnativi corsi di basso elettrico; pagare una vacanza a una persona speciale per te. Il problema è che spendere oltre il budget, andare sotto con i risparmi e una pianificazione di obiettivi irraggiungibili, sommati ai più comuni errori di amministrazione, possono zavorrarti e portarti a fondo. Che fare allora?

Partiamo dalle basi: il budgeting funziona solo se pianifichi di spendere quello che hai o, se possibile, meno di quello che hai. Non dimenticare di tracciare le spese – anche quelli piccole, soprattutto quelle online, che scompaiono dalla vista tanto a lungo da essere dimenticati, fin quando ricompaiono in addebito sul conto a fine mese.

Come fare? Oggi esistono molte app per questo, tra cui Hello!Personal che possono aiutarti a tracciare il percorso del denaro in uscita e gestire il tuo budget. Ma il punto, come al solito, è: le applicazioni funzionano con inserimento manuale delle spese o agganciate al conto bancario e alla carta di credito. E se paghi in contanti? Una risposta possibile è stabilire delle priorità sulle tue spese, seguendo alcune semplici regole.

Sii onesto con te stesso

Se fare colazione nella caffetteria liberty sotto l’ufficio, acquistare compulsivamente magazine e libri – lasciandoli sul comodino – e comprare il pranzo on line direttamente dall’ufficio, ti sembrano noccioline, sappi che sommate alle altre spese ti appesantiranno come sassi sullo stomaco. La prima mossa da fare è stabilire un budget per miseri sfizi, piccole cattive abitudini, e imprevisti da giornata lavorativa: un po’ va bene, ma oltre la soglia stabilita meglio evitare.

Al massimo puoi pensare alla “schiscetta”, con il pranzo da casa per recuperare cash flow, tentare la caffetteria più popolare sotto casa e “prendere in prestito” libri dalla biblioteca, o leggere magazine e riviste al bar. Riuscendo a fissare delle priorità per il tuo budget  e a scinderle dagli sfizi sarai a metà del traguardo.

Devi però fare attenzione all’effetto paradosso: mai creare irragionevoli plafond che generano frustrazioni e diventano impossibili da seguire. Non conta quanto sia vigoroso il tuo livello di commitment: se hai destinato un importo tanto povero che non corrisponde al tuo stile di vita, pur di risparmiare, sarà un richiamo per il fallimento. Peraltro prevedibile.

Le prove di forza, quel pugno di riso bianco che ti sei imposto per cena, stimolano comportamenti da acquisto compulsivo alla prima occasione, con danni probabilmente ancora più ingenti del previsto. Amministrare il budget non è un gioco con premi e penalità.

Stesso discorso per gli acquisti cheap: come già avevano previsto i “Clash” nel lontano 1979, è inutile auto-infliggersi offerte speciali che poi ti costringono a infelicità e nuovi e più costosi replacement. C’è sempre un po’ di qualità a portata di budget.

Pensa come un fundraiser

L’altra metà del guado è fatta di spese più importanti ma anche voluttuarie e per questo più pericolose. Per far fronte al passaggio nel guado dei coccodrilli, dovrai pensare come un fundraiser, un professionista in cerca di fondi per far funzionare un progetto.

Prioritizzare un budget per viaggi, spese correnti e impreviste, investimenti pianificati, necessita di una prospettiva e di una metodologia. Immagina di applicare criteri e metodi di un fundraiser, ma anche un po’ project manager. #Firstcheckpoint: il primo passo sarà selezionare, tra le varie opzioni, le entrate che impattano maggiormente sul budget e tenere sempre a mente eventuali cambi di disponibilità.

La definizione del progetto sarà il secondo passaggio, dopo aver risposto ai quesiti:

> cosa voglio permettermi, in relazione alle risorse disponibili?

> di quali condizioni o fattori esterni ho bisogno per mantenere lo status quo e gestire al meglio il budget?

> come posso contenere l’effetto di variabili e spese impreviste?

Oltre l’affitto della casa o della stanza, un paio di abbonamenti per car- e bike-sharing o il più classico costo di manutenzione e assicurazione dell’auto se ne hai una (scelta sconsigliata se vivi nelle grandi città), la pianificazione avrà senso se il tuo budget riuscirà a “parlare” del tuo progetto di vita e delle tue ambizioni: se vuoi continuare la formazione e fare un master, anche se lavori, comprare una casa tutta tua, o ancora dedicarti a un viaggio di due mesi in Sudamerica, ebbene sii realistico.

E chiediti di quanti soldi hai davvero bisogno. Se la risposta è contenuta tra i numeri delle tue entrate di medio-lungo periodo e al lordo di possibili costi imprevisti (contenimento delle variabili), la campagna di fundraising avrà successo. Non cantare vittoria però: l’esecuzione e il monitoraggio del progetto di budget ti aspettano sempre al varco. Perciò occhio a come mettete in pratica le tue scelte. E, alla fine del percorso, festeggia: anche il budget come la motivazione vanno premiati. Purché sia una celebrazione che sta nel budget, not a penny more!

Immagine via Unsplash