L’ex fabbrica tessile trasformata in un teatro

L’ex fabbrica tessile trasformata in un teatro

Purtroppo, sono sempre di più le fabbriche italiane, anche con un glorioso passato, costrette a chiudere i battenti. Questo fenomeno è il combinato disposto della crisi economica da una parte e, dall’altra, del cambiamento strutturale che sta avvenendo nelle economie dei Paesi economicamente avanzati.

Nel corso degli ultimi decenni, numerose imprese specializzate in settori tradizionali, come il tessile manifatturiero, non hanno potuto o saputo reggere la competizione provenienti da Paesi emergenti, come la Cina e l’India, e hanno progressivamente perso quote di mercato, fino a dover dichiarare fallimento.

È una storia sin troppo nota, raccontata anche da un libro di successo come Storia della mia gente di Edoardo Nesi, e tipico non solamente dell’Italia. Ciò che fino ad ora ha differenziato il nostro Paese da realtà continentali, come ad esempio la Germania, è stata tuttavia l’incapacità di gestire questo cambiamento, ad esempio riutilizzando gli spazi una volta occupati dalle fabbriche per dare vita a nuove economie, magari basati sulla conoscenza o i servizi, e offrendo occupazione e riscatto ai luoghi colpiti.

La cosiddetta “riconversione industriale” è stata spesso una vera e propria chimera nel nostro Paese ma, anche qui, piano piano le cose stanno cambiandoUno degli esempi più recenti sta avendo luogo a Galliate, paese di 15mila abitanti in provincia di Novara.

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Per anni, nel cuore di Galliate, sorgeva la Ferrari & Malerba, un’impresa che produceva coprisedili per automobili, e occupava centinaia di residenti locali, rappresentando un vero e proprio fiore all’occhiello per l’industria del novarese, a ridosso del confine tra Piemonte e Lombardia. Poi, una storia di declino fin troppo comune.

I fatturati che calano, il tentativo di salvare il salvabile riassorbendo la Ferrari & Malerba in un’altra società e infine la definitiva chiusura dei battenti. Che ha spento i macchinari e lasciato inoccupata la fabbrica, struttura fisica svuotata di ogni significato economico, e pian piano sempre più slegata dalla vita della cittadina novarese. Fino alle ore 17 del 30 settembre 2017.

A quell’ora, si è a aperto per la prima volta il sipario di Teatrica. Perché ora in via Dante, dove una volta c’erano i macchinari, c’è un palcoscenico, e il riutilizzo degli spazi della Ferrari & Malerba ha regalato a Galliate il primo vero e proprio teatro della cittadina.

Il progetto è stato realizzato con una formula imprenditoriale sperimentale, sviluppata con l’idea già in cassetto di replicarla presto in altri scenari post-industriali italiani. A offrire una propulsione fondamentale a Teatrica è stata proprio la famiglia Ferrari, che ha concesso all’imprenditrice Laura Pigozzo l’uso degli spazi dell’ex fabbrica.

 Il modello che funge da ispirazione per Teatrica è quello già collaudato con successo in numerose città europee e internazionali, da Londra a Berlino, dove gli ambienti vagamente post-apocalittici delle fabbriche, opifici, macelli dismessi fanno da scenario a rappresentazioni artistiche ed eventi culturali che attirano centinaia di giovani.

L’ambizione di Pigozzo è quella di provare a portare questa atmosfera anche a Galliate, che ospita già il Raduno folkloristico internazionale e ha dato i natali a interessanti personaggi, come la star del circo Giuseppe Bignoli, il nano Bagonghi della Belle Époque.

“Dopo 10 anni di attività nel settore artistico ho deciso di aprire la prima teatroteca’ d’Italia. Ci piace l’idea che la sede ufficiale sia stata aperta in una delle aziende storiche della città e vogliamo dimostrare che anche in una cittadina di 15 mila abitanti come Galliate ci si può muovere come accade nei grandi centri europei, dove realtà artistiche nascono proprio da recuperi industriali di vecchie fabbriche del territorio”, ha spiegato Pigozzo, che è affiancata in questa avventura da Sonia Arrigoni e Milena Ferrari.

I posti disponibili a Teatrica sono un centinaio, e l’idea è quella di ospitare numerose rassegne e spettacoli di richiamo regionale e nazionale.: “L’obiettivo – ha aggiunto sempre Pigozzo – è offrire una possibilità di un impiego a giovani che vogliono diventare a loro volta imprenditori, aprire una propria scuola di Teatro”

Immagini modificate in bianco e nero di Eleonora Calzamatta via Facebook | Copertina | 1

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