Cinque modi per gestire le tue finanze a trent'anni

Cinque modi per gestire le tue finanze a trent'anni

Hai mai provato a cercare su Google un esempio di pianificazione finanziaria per un trentenne? Ecco, se lo stai facendo ora, sai quali sono i risultati: valanghe e slavine di aziende che pretendono di vendere pacchetti finanziari a chi i soldi, spesso, non ce l’ha.

Un sondaggio di un’associazione di professionisti top del settore, “The Million Dollar Roundtable”, non ha potuto dirlo più chiaramente: “per quanto si possa educarli (finanziariamente), gli under 40, e i millennial ancora di più, sentono di non avere abbastanza per fare la differenza e deviano il loro denaro verso altre priorità”.

Ma le milestone, le tappe finanziarie attraverso cui dovrebbe muoversi un giovane risparmiatore, una volta messe a fuoco le prime essenziali mosse, sono in realtà più una predisposizione mentale, che veri e propri esercizi di stile finanziario. Insomma, puoi farcela.

Make Love, not Debt

Se c’è una cosa che non va mai in vacanza e di cui mai ti innamorerai, è il debito: quando paghi il credito a consumo (tu che invece in vacanza vuoi andarci, innamorarti grazie ad un’iscrizione in palestra, fare regali bizzarri agli amici e per la tua casa, oltre a imprescindibili device tecnologici) ebbene, stai facendo del debito.

Tieni sempre in considerazione che esso va a sommarsi a quello delle carte di credito, ad eventuali prestiti bancari, al rateo del mutuo (in caso di casa di proprietà = Danger, sconsigliato!). C’è però un sistema collaudato, il calcolo del rapporto tra il debito cattivo e le entrate: se il risultato è sotto una certa percentuale, allora si può stare sereni (abbastanza, ma non crogioliamoci).

Come si calcola? Non è uno scioglilingua ma da questo punto in poi, smetti di essere multitasking e leggi solo qui. Prendi la tua RAL (reddito annuo lordo), i tuoi RID (rapporto interbancario diretto) su carta di credito, eventuali altri debiti contratti: se le tue entrate annue sono intorno ai 30mila euro, le spese addebitate annualmente su carta entro i 3250 ed eventuali piccoli debiti entro i 1000 euro, fai questo calcolo: 3250 (RID) +1000 (Bad Debt) diviso 30,000 (RAL) = 14,1%. Se questa percentuale si mantiene sotto il 15%, non avrai effetti negativi sul tuo “credit score”, ovvero sulla tua solvibilità.

Credit Worthy is Sexy

La solvibilità (credit worthiness) è uno stato mentale. Alla maggior parte dei paesi sviluppati, le grandi banche e gli istituti finanziari, consigliano (altrimenti vi speculano contro) una “bad debt ratio” entro il 40%. Per le persone invece, che non hanno chance di emettere debito sul mercato per ri-finanziarsi, il rapporto tra debito cattivo ed entrate deve stare sotto la soglia del 15%. Perché?

Una buona capacità nel gestire il denaro identifica una persona coscienziosa, in grado di far fronte ad un impegno e di onorare gli accordi. E non solo in ambito lavorativo, anche sentimentale.

Uno studio ristretto ai soli Stati Uniti, che sulla solvibilità personale hanno tanto da imparare, rivela che il 96% delle donne giudica importante la sostenibilità finanziaria; il 92% tra gli uomini. Ma quel che è più rilevante è che, sia uomini che donne, ritengono che essere responsabili a livello economico venga immediatamente dopo l’affinità, in una coppia.

E la questione è seria, leggere per credere: la Federal Reserve ha analizzato l’impatto tra il credit score e le relazioni sentimentali e ha concluso che più è alto il livello di credit score più è probabile che la relazione duri nel tempo. Se è grande il mismatch, il male assortimento tra la solvibilità dei due, la relazione ha più chance di concludersi nei primi cinque anni.

Nonostante i Beatles cantassero “I don’t care too much for money, for money can’t buy me love”, la capacità di gestire le proprie finanze, unire le risorse in coppia, pagare le bollette, sentirsi impegnati a migliorare la propria situazione economica per un progetto di coppia, conta.

finanze tappe finanziarie

We Shall Overcome

Proprio perché uno stato mentale, la solvibilità è di uno quei temi che va affrontato, non in solitudine, discusso, messo al centro della vita ma non delle preoccupazioni. Può sembrarti un’assurdità ma una della pietre miliari è proprio qui: fatti i dovuti conti in tasca, occorre trovare un equilibrio tra entrate, uscite e debito e saper superare un iniziale periodo di lotta per il proprio credit score.

Se credi che la battaglia per diventare “solido” sia una rarità, stai sbagliando: è un giro di boa obbligato, una sorta di campagna per i diritti. Un po’ come cantava Joan Baez, ispirata da Martin Luther King, trasformando il suo inno di protesta in canzone. Mente chi dice di non aver mai vissuto questa lotta. Ma prima che finisca la storia puoi già sapere come va a finire, la supererai: we shall overcome.

Exit strategy

Prima del trionfo però, c’è ancora qualcosa che devi sapere.  La solvibilità è, sì, uno stato mentale, raggiunto il quale la vita inizia ad avere colori diversi. Ma è anche una condizione necessaria affinché tu possa procedere con progetti di vita più impegnativi di una convivenza, una casa, un matrimonio, come un investimento per il lavoro o l’avvio di una piccola attività in proprio.

Necessaria e, quasi sempre, sufficiente affinché una banca possa farti credito, valutando non solo la bontà dell’idea da finanziare ma anche la solidità della persona che la propone. In alcuni casi, peraltro frequenti, la solvibilità verrà analizzata anche quando offriamo a garanzia una proprietà.

Sembra un cane che si morde la coda ma una exit strategy c’è: stipulare un’assicurazione sulla vita. Come un’onesta legge di Murphy, se stai già pagando e onorando un impegno finanziario, come un’assicurazione sulla vita, sei una persona affidabile a cui si possono prestare soldi con minor rischio. È uno schema che, dall’inizio della crisi, si segue con più attenzione.

E questo spiega anche perché oltre il 40% di chi vuol investire su se stesso e il proprio lavoro si veda negate richieste di credito o riceva molto meno, secondo uno studio dell’Harvard Business School, condotto su una platea americana, per giunta con prestatori più generosi di quelli italiani ed europei. Invece una “life insurance” è come una linea di credito, imprescindibile se sei in difficoltà nel ripagare il credito ottenuto, e ti assicura: la solvibilità nei confronti di creditori, fornitori e familiari (il tuo compagno può essere il beneficiario); un vero e proprio asset dal valore reale in denaro; la possibilità di usarla per assicurarti contro un default.

Just Breathe

Se sei giunto fin qui, respira! I soldi, la loro gestione, la tua credit worthiness non rappresenta solo il vile denaro ma potere, controllo, autostima e libertà. Parola di Olivia Mellan, una psicoterapeuta americana specializzata nella risoluzione dei conflitti sull’uso del denaro. I soldi continueranno a rappresentare uno strumento con cui fare molte cose ma anche un mezzo per crescere e porti nuovi obiettivi: l’armonia che troverai nel governare le tue risorse sarà anche un sistema per migliorare il tuo work-life balance.

Immagini via Flickr |Foto 1 di Ant Jackson via Flickr | Foto 2 di Low Jianwei via Flickr

Chiara Organtini