Un team marchigiano ha inventato l’Airbnb dei giardini

Un team marchigiano ha inventato l’Airbnb dei giardini

“Quasi quasi stasera campeggio nel tuo giardino. La nuova frontiera della sharing economy punta sul turismo low cost e innovativo, e passa dal giardino di casa per ritrovare il contatto con la natura. È tutta italiana la versione green di Airbnb, e si chiama Garden Sharing.

Invece di sfruttare le metrature in mattoni delle affollate metropoli come fanno i più rinomati “ex-startuppari di San Francisco, il team di trentenni marchigiani, guidato da Mauro Moroni, scommette sul verde e offre la possibilità di affittare il proprio giardino a chiunque voglia campeggiare in una determinata area. La piattaforma online ha riscosso un veloce quanto inatteso successo, e già oggi propone circa duemila spazi tra giardini, spazi di agriturismi, fattorie didattiche e agricampeggi.

“Sei stanco dei campeggi lontani dal centro città o del classico camping affollato? Vuoi conoscere gente e tradizioni del posto? Vuoi campeggiare a contatto con la natura? Vuoi visitare un luogo lontano dai principali itinerari turistici di massa ma non sai dove pernottare? Hai un camper o spazi all’aperto e vorresti guadagnarci anche quando non li utilizzi?” Sono queste, secondo i fondatori di Garden Sharing, le domande a cui hanno voluto dare risposta con la loro intrapresa.

“Partendo dalla filosofia della condivisione, che tanto sta rivoluzionando le nostre vite, abbiamo pensato a una soluzione per queste e altre necessità. Il nostro team fin dall’inizio è stato mosso dal desiderio di rendere popolare questo nuovo tipo di open air accomodation sharing, perché rappresenta la giusta opportunità per chi vuole una vacanza a contatto con la natura e per chi vuole guadagnare qualcosa in più sfruttando i propri spazi esterni”.

Ma come funziona precisamente questa nuova piattaforma? Su Garden Sharing spetta al cliente selezionare località, tipo di spazio (per tenda, camper, strutture in loco) e pagare l’affitto, che comprende una commissione, pari al 15%, a favore del portale. “Il contatto con il proprietario avviene direttamente sul sito, così il potenziale acquirente, prima di prenotare, è libero di scambiarsi qualche messaggio di approfondimento con il Gardensharer e quindi capire se l’annuncio risponde a tutte le proprie esigenze”, spiegano i fondatori. Sta invece al Gardensharer definire i servizi offerti, che possono comprendere angolo barbecue, acqua corrente, presa elettrica, bagno oppure no—per una sistemazione adatta a ogni tipo di viaggiatore.

La piattaforma aggancia anche numerosi agriturismi, agricamping e fattorie, che possono offrire i propri spazi a turisti occasionali on the road, e promuovere in questo modo i prodotti biologici locali e le proprie attività, incluse fattorie didattiche, escursioni, assaggi enogastronomici, sport acquatici.

Come riportato anche dal quotidiano britannico The Guardian, sono sempre di più le persone pronte a condividere spazi verdi, tanto che l’omonima pratica del Garden Sharing, cioè l’utilizzo collettivo di campi privati per la coltivazione di frutta e ortaggi, si sta ormai caratterizzando come un vero movimento a livello internazionale.

Nel Regno Unito, l’associazione Landshare conta ad esempio 40mila membri. L’intuizione di declinare all’italiana questo rinnovato interesse per la condivisione degli spazi aperti, puntando sul turismo, è indubbiamente uno dei punti di forza del team marchigiano. Tanto che, con la loro idea, i ragazzi di Garden Sharing hanno già fatto incetta di riconoscimenti, aggiudicandosi il premio Factoryimpresa, organizzato da Invitalia insieme al MiBact, e finendo tra le 35 startup vincitrici della finale del Premio Marzotto.

garden sharing 2

Questo, ovviamente, non li rende sazi: “Le nostre prospettive non si fermano in Italia, ma si espandono in tutto il mondo. Siamo partiti dal nostro territorio perché lo conosciamo bene, perché ci piace e perché crediamo che sia necessario farlo conoscere anche ai turisti stranieri, soprattutto a quelli provenienti da paesi come l’Olanda, l’Inghilterra e la Germania dove backpackers e viaggiatori con zaino in spalla sono numerosi e alla ricerca di avventure all’aria aperta e desiderosi di condividere costumi e tradizioni con le persone del posto. È specialmente per loro che, fino ad ora, è stato difficile trovare spazi per soddisfare il desiderio di viaggio on the road in Italia.” Insomma, ora basta un click “per coniugare la bellezza del viaggio, l’innovazione digitale e le tradizioni locali”.

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