Gluten free e pranzo fuori: come cambiano le nostre abitudini alimentari

Gluten free e pranzo fuori: come cambiano le nostre abitudini alimentari

Mangiano senza glutine, anche se non sono celiaci, considerano lo shopping mall anche un luogo di incontro, e sono attentissimi ai cibi naturali e ai super foods, utili a curare eventuali carenze vitaminiche al posto delle sostanze di sintesi. Così i 30-40enni cambiano il mondo del food e della ristorazione.

Sono i principali risultati del quinto Food Service Network Meeting, il convegno che ogni anno presenta analisi e approfondimenti sugli scenari tecnologici e sociali che influenzano il settore della ristorazione italiana. Il convegno è organizzato da IcaInstitute of Culinary Art–nato in Germania oltre 10 anni fa e attivo in Italia da circa 3 anni, con l’obiettivo di rappresentare tutta la filiera della ristorazione affiancando gli imprenditori con attività di formazione e consulenza.

Il dato in assoluto più rilevante è che finalmente, dopo la crisi, qualcosa si ricomincia a muovere nel mondo della ristorazione. “Il mercato ha recuperato nei primi mesi del 2016 circa 100 milioni di euro con un incremento di 5 milioni di visite–afferma Matteo Figura di NPD, il principale centro di ricerca del settore–ed è un andamento destinato a crescere”.

Il 2015 ha segnato il giro di boa per i consumi fuori casa, “la ristorazione commerciale registra infatti +0,6% in traffico e +0,9% in spesa–continua Figura–a determinare la ripresa dei consumi sono diversi fattori tra cui il rinnovamento e ammodernamento della struttura dell’offerta nel fuori casa e il concretizzarsi di alcuni trend che riguardano i comportamenti di consumo”.

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“Tra i comportamenti che rendono concreta la ripresa osserviamo i trend che riguardano il pranzo. La spesa a pranzo, che rappresenta il 29,6% della ristorazione commerciale per un valore complessivo di 15,7 miliardi, cresce del 3% nel 2015“.

A visite costanti l’aumento della spesa è dato soprattutto da cambiamenti di comportamenti di consumo. “Gli italiani–spiega Figura–riscoprono il servizio completo a pranzo a discapito del servizio veloce mentre in generale aumentano i consumi di cibi etnici, hamburger e primi piatti. Stabile carne e pesce, mentre diminuisce il consumo di pietanze accessorie come il dessert. I dati dei primi cinque mesi del 2016 confermano questi trend e lasciano prevedere che l’anno chiuderà con tassi superiori all’1% sia in spesa che in visite”.

Al di là della quantità, c’è anche un fattore qualitativo da rilevare che segnala profondi cambiamenti nelle abitudini alimentari. “Sempre più gente si alimenta con prodotti senza glutine, sia perché obbligata da patologie mediche sia per scelta, sostiene Simonetta Nepi, presidente di Gluten Free Travel.

“Rilevante è il trend statunitense per cui il 63% delle persone che mangiano senza glutine lo fa perché ritengono sia più salutare. Tale tendenza sta arrivando anche in Italia, si stima un consumo di 240 milioni di pasti all’anno senza glutine: chi meglio saprà colmare l’attuale vuoto di offerta potrà acquisire una quota di consumatori fedeli, che ad oggi in Italia sono circa 5 milioni (il 9% della popolazione italiana)”.

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Non solo gluten free: anche attenzione smodata a cibi naturali e super cibi. Si diffonde sempre più l’abitudine di compensare carenze di vitamine, nutrienti e agenti antiossidanti o curativi, attraverso il cibo e a particolari aggiunte che vengono fatte ad esso: ad esempio l’utilizzo della papaya fermentata o della spirulina nelle centrifughe (naturalmente a bassa velocità e bio).

Oppure l’utilizzo di materie prime grezze (poco raffinate) o l’aggiunta di fibre. Le persone cercano sempre più di non assumere vitamine di sintesi in modo da restare più in salute e trarre anche più soddisfazione dal cibo. Infine, la generazione X sancisce l’importanza del Food and Beverage come elemento di qualificazione e valorizzazione nella progettazione degli spazi commerciali.

Gli shopping mall sono luoghi di intrattenimento dedicati e aperti a tutti, che replicano in chiave moderna il concetto di piazza, con ristoranti e lounge bar a farne da colonne portanti. Avviene allo Skybar a Beirut, inserito sul tetto di un centro commerciale, dove la copertura è stata utilizzata per creare un ambiente multiuso dedicato all’intrattenimento. O in Italia al Centro di Arese, dove l’esperienza della ristorazione è diffusa in tutta l’area.

Immagini via Flickr | Copertina di Guillaume Baviere|Foto 1 di Tai-Jan Huang| Foto 2 di Jim Pennucci

Laura Magna