Come guadagnare invitando gente a cena

Come guadagnare invitando gente a cena

Hai la passione della cucina e una bella casa a disposizione? Bene, ora puoi farne un business. O meglio, una piccola attività con cui integrare le tue entrate, con un piccolo guadagno—in media per chi lo sta già facendo nei ritagli di tempo sui 180-200 euro lordi per ogni cena.

Il meccanismo è semplice: organizzi una cena, pubblichi menù e prezzo e vendi i posti alla tua tavola attraverso una delle piattaforme online di social eating—così da avere la garanzia sul pagamento, che è sempre anticipato, e anche sull’ospite, che deve essere un utente registrato a cui possono essere assegnati, come a te che fai lo chef, giudizi e critiche dagli altri utenti della community.

La più famosa piattaforma di social eating in Italia è Gnammo, ma online ce ne sono diverse: per esempio Vizeat, società britannica di origine francese o Eatwith, nata in Israele con operazioni in oltre 200 città nel mondo. Ancora, Bonnappetour, startup fondata a Milano da sviluppatori italo-asiatici che  servono il mercato asiatico e Withlocals, anche questa di matrice Far East che si sta espandendo in Europa—e che offre varie esperienze con i locali, dalla passeggiata alla cucina, alla visita al museo, quindi non solo social eating.

Su Gnammo, gli utenti registrati sono già 200mila: di questi il 3% sono chef dilettanti, più qualcuno—ma si contano sulle dita di una mano—che mira a farne la sua professione. Una sorte di Uber delle cene che dal 2012, anno della fondazione, ha messo a tavola circa 15mila persone, con una partecipazione di 7-8 persone per cena e una media di prezzo di 22 euro nel 2015, per 300mila euro transati.

Nel 2016, il portale ospita anche le special dinner, per accogliere il turismo incoming con menu a richiesta in location particolari per design, posizione, storia o panorama. In questo caso, il guadagno di chi mette a disposizione la propria dimora può lievitare sostanzialmente: se potete offrire un balcone con vista su Positano o la casetta di marzapane sul Lago di Como, una casa che affaccia su un canale veneziano il prezzo della cena può partire dai 40 euro a testa.

Cristiamo Rigon, che Gnammo l’ha fondata, lo chiama “l’Internet 3.0, la rete che torna a essere uno strumento per fare stare insieme le persone. Gnammo è una piattaforma dove uno chef dilettante propone un menu, un prezzo e una data, apre le porte di casa sua e gli altri utenti possono prenotare e pagare online, attendere la conferma del cuoco, perché si tratta di eventi sempre privati, e fare questa esperienza, più o meno di lusso, a secondo delle scelte”.

Il modello di business è estremamente semplice: lo chef paga alla società una commissione del 12% per le cene normali e del 20% per le special dinner, tutto il resto gli finisce in tasca.

Proviamo a fare due calcoli: una cena a 20 euro per 10 persone, sottraendo i 24 euro di commissione e una spesa di 70 euro equivale a un guadagno di 106 euro. Circa il doppio se si tratta di una special dinner con lo stesso numero di commensali. Se sei bravo e intensifichi le date, potresti guadagnare cifre di un certo rispetto, altrimenti l’occasione è comunque ghiotta per fare nuove amicizie.

“Oggi Gnammo offre 14mila menu tra cui scegliere, 44mila posti a tavola disponibili ogni giorno,” continua Rigon parlando con Hello!Money. “Una potenza di fuoco se si considera che la più grossa catena di ristorazione italiana in assoluto conta 12mila posti ogni giorno. Siamo il più grande ristorante d’Italia”. E il bello è che può espandersi potenzialmente all’infinito. Dunque, non resta che sfoderare le tue doti culinarie.

Foto via Facebook

Di Laura Magna