Come guadagnare imparando la lingua giusta

Come guadagnare imparando la lingua giusta

Studiare una lingua straniera fa bene: al cervello, per esempio; alla nostra comprensione del mondo; al nostro bagaglio culturale; alla nostra capacità di prendere decisioni migliori. Essere in grado di leggere Tolstoj in russo, poter vedere un film di Woody Allen senza doppiaggio, è tutta un’altra cosa.

Ma la conoscenza delle lingue straniere fa bene anche al portafogli?

Secondo Albert Saiz, un economista del MIT, la conoscenza di una lingua straniera farebbe mediamente aumentare la paga di un laureato americano del 2%. Lo stipendio medio di un americano fresco di laurea è di 45mila dollari. In 40 anni di lavoro – è la stima – la conoscenza di una lingua straniera può fruttare quasi 70mila dollari: non proprio spiccioli.

Ma quali sono le lingue che conviene studiare? Ora, anche qui vale la legge della domanda e dell’offerta. In poche parole, conoscere una lingua parlata da molti è meno redditizio di parlare una lingua poco nota ai più.

Negli Stati Uniti, per esempio, parlare lo spagnolo (meglio: il castigliano) fa crescere lo stipendio di appena l’1,5%. Non è difficile capire perché: in America il castigliano è la seconda lingua più parlata in 43 stati e nel distretto di Columbia, e sono circa 8 milioni gli studenti della Lengua del Imperio. Tutti, dall’ex presidente George W. Bush alla teenager bianca di Omaha con la passione per Alvaro Soler, parlano un po’ di castigliano. Una tale concorrenza spiega come mai sia così poco proficuo saper leggere i capolavori di Cervantes e Borges.

Va meglio con il francese, che un tempo era la lingua straniera per eccellenza dell’élite a stelle e strisce. Negli Stati Uniti la lingua di Flaubert e Balzac non è più studiata come un tempo, e da qualche decennio la cultura francese ha perso parte del suo fascino (a tutto vantaggio di italiano e spagnolo). Questo spiega come mai lo stipendio di un americano francofono aumenti di appena 2,3%.

Eccellenti notizie per chi parla tedesco, che agli inizi del XX secolo era la seconda lingua più parlata d’America, salvo poi conoscere un vero e proprio tracollo a causa della due guerre mondiali. Chi sa leggere Kafka e capire i flemmatici discorsi di Angela Merkel può vedere il proprio stipendio crescere del 3,8%. Ottimo poi il cinese: non a caso i ricchi fanno studiare ai loro figli il mandarino, e persino miliardari come il creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, si sono messi a studiarlo.

E in Italia? Per il Sole24Ore, ad esempio, le lingue del futuro sono nove: cinese, hindi, russo, tedesco, francese, spagnolo, portoghese brasiliano, giapponese e arabo. L’inglese, ovviamente, è un must per chiunque. Che si lavori in banca a Milano, in un chiosco dei gelati a Jesolo o in un’azienda navale a Napoli l’inglese serve sempre. La seconda lingua più richiesta dalle aziende è il tedesco, e anche questo è quasi ovvio, considerando che la Germania è il nostro primo partner commerciale (se non vivi in Trentino-Alto Adige: in questo caso più che un asset è un must dato per scontato).

Foto via Flickr