Il cantiere aperto sulla legge 104 per i disabili e le misure a favore dei caregiver

Il cantiere aperto sulla legge 104 per i disabili e le misure a favore dei caregiver

Sulle misure a sostegno dei disabili si è aperto un cantiere normativo, che tende a focalizzare l’attenzione non solo sulle persone affette da handicap e invalidità ma anche sulle persone che si occupano della loro assistenza, i cosiddetti caregiver. Come già illustrato da Hello!Money, il Parlamento è infatti al lavoro su un Testo Unico che modificherà la legge che disciplina i diritti delle persone con disabilità (la legge 104 del 1992) e che unisce tre disegni di legge:

— il Ddl 2128, che introduce la figura del caregiver familiare e prevede il riconoscimento della copertura sanitaria e dei contributi figurativi a suo favore;

— il Ddl 2048, che prevede sgravi fiscali o rimborsi spese a favore delle persone che si occupano di parenti o affini ultraottantenni;

— il Ddl 2266, che si occupa di permessi e flessibilità lavorativa dei caregiver.

Il governo ha promesso che il Testo Unico verrà attuato entro la fine della legislatura, per evitare che i progressi fatti vadano perduti”, spiega Noemi Secci, consulente del lavoro contattato da Hello!Money.  

Cosa cambia con il Testo Unico

La cosiddetta legge 104 è la legge quadro che si occupa dei diritti dei disabili, tra cui la salute, l’inclusione sociale e l’assistenza, ma va detto che in Italia le misure di sostegno per le disabilità si concretizzano soprattutto in erogazioni monetarie e benefici fiscali, solitamente non particolarmente generose. Ma cosa cambia con il Testo Unico?

“Tra i provvedimenti più importanti del testo in cui confluiranno i tre disegni di legge spicca la detrazione fino a 1900 euro (il 19% fino a un tetto massimo di 10mila euro, ndr) per le spese sostenute per l’assistenza di un familiare che abbia più di 80 anni: la misura si applica indipendentemente dalle condizioni di salute dell’anziano, solo in virtù dell’età”, osserva Secci. Una differenza rispetto alle misure contenute nella legge 104, che poggiano invece sull’accertamento di una situazione di disabilità o di invalidità.

“Un altro aspetto molto interessante è che, nel caso in cui il beneficiario sia incapiente, la detrazione si trasforma in un assegno diretto da 1900 euro da parte dell’Inps“, aggiunge l’esperta. È previsto inoltre il diritto per il lavoratore al part-time non superiore al 50% per chi assiste un parente over 80, per un massimo di due anni. “Oggi esiste questa possibilità solo per chi assiste un parente con handicap grave, ma non è esattamente un diritto: si ha la priorità rispetto ad altre conversioni del rapporto di lavoro in part-time, ma il datore di lavoro può comunque non concederlo», argomenta Secci.

legge 104 disabili caregiver 2

La nascita del caregiver

L’altra novità di cui si accennava è il riconoscimento della figura giuridica del caregiver familiare, la persona che assiste parenti in stato di bisogno, che quindi acquisisce una serie di diritti e misure di sostegno. Sui criteri di identificazione di questa figura, tuttavia, sono in campo due proposte: “La prima proposta è di considerare caregiver chi si prende cura di parenti e affini fino al secondo grado e di minori conviventi, purché ci sia un’invalidità civile al 100% e sia necessaria un’assistenza di almeno 54 ore settimanali”, spiega Secci.

“La seconda invece considera caregiver chi si occupa di una persona non autosufficiente, non è espressamente richiesto un handicap ma la condizione della non autosufficienza potrebbe rifarsi ai requisiti per ottenere l’assegno di accompagnamento (inabilità totale e incapacità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani della vita)”.

A favore del caregiver è previsto il riconoscimento della copertura sanitaria e dei contributi figurativi, equiparando l’attività di assistenza al lavoro domestico. Occorre attendere per vedere quale delle due definizioni entrerà nel Testo unico, “ma data la generale carenza di fondi, è probabile che passi la prima, che è più severa”, ragiona Secci.  

Tra gli altri aspetti degni di nota c’è la possibilità per il caregiver di chiedere il telelavoro, e se le mansioni non lo consentono di chiedere mansioni compatibili con il lavoro a distanza. Non solo: il testo estende i permessi retribuiti previsti dalla 104 (tre giorni al mese, consecutivi o scaglionati, interi o frazionati) anche ai co.co.co, una categoria finora esclusa dalla normativa che limita la misura a favore dei dipendenti.

“Un aspetto un po’ controverso, perché in realtà i co.co.co. non hanno un orario di lavoro, quindi occorre vedere come sarà articolata la norma nel dettaglio: forse con una diminuzione della mole di lavoro o una sospensione della prestazione lavorativa”, ipotizza l’esperta. Le misure a favore della conciliazione tra lavoro e assistenza prevedono anche la costituzione di un fondo ferie solidale per cedere i giorni di ferie eccedenti le quattro giornate mensili ai caregiver (oggi il fondo è previsto solo per genitori con figli minori con gravi patologie). Infine, “è prevista una nuova detrazione fiscale, convertibile in credito d’imposta fino a un massimo di 1.000 euro l’anno, per i caregiver”, aggiunge Secci.

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Quello che non cambia

“In generale, l’impianto resta lo stesso. Anche se c’è nell’aria una proposta di rimodulazione dei giorni di permesso, credo che alla fine non li toccheranno”, osserva Secci. Oltre ai tre giorni al mese di permessi retribuiti, che spettano al disabile lavoratore dipendente e al coniuge, parente o affine entro il 2° o 3° grado, nonché il convivente di fatto o il partner unito civilmente, resta valido il congedo straordinario di due anni nell’intera vita lavorativa, retribuito, per chi assiste un familiare o il coniuge o il convivente con un handicap grave.

“La misura vale per ciascun assistito, quindi se un genitore ha due figli disabili saranno due anni per ciascuno, mentre se a occuparsene sono alternativamente il padre e la madre il congedo complessivo non potrà superare i due anni. Inoltre la retribuzione è corrisposta per intero ma solo fino a un certo limite, che attualmente è di 50mila euro l’anno, puntualizza Secci.

Inoltre, il congedo parentale al 30% dello stipendio, normalmente limitato a sei mesi, può essere esteso fino a 3 anni fino ai 12 anni di età del bambino. Per il disabile con handicap grave o fino ai 2/3 e per chi lo assiste è previsto l’interesse legittimo alla scelta della sede di lavoro più vicina, e la possibilità di rifiutare il lavoro notturno.  

Un’altra misura di largo interesse che viene confermata sono le agevolazioni fiscali per l’auto destinata al disabile: la detrazione Irpef al 19% del costo sostenuto, calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro, nonché l’Iva ridotta al 4% sull’acquisto e l’esenzione dal bollo, previste per veicoli a benzina con cilindrata fino a 2000 cc e diesel fino a 2800, e infine l’esenzione dalle imposte per il passaggio di proprietà.

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Come si accede alla legge 104

La 104 si applica ai disabili gravi—cioè alle persone con minorazione fisica, mentale o sensoriale che rendano difficile l’apprendimento, le relazioni sociali e l’integrazione lavorativa—ma prevede anche delle forme di sostegno per forme più lievi di disabilità e per gli invalidi (cioè di chi soffre di una diminuzione della capacità lavorativa). Per accedere ai benefici previsti dalla legge è necessario che la condizione di handicap o di invalidità venga accertata da un’apposita Commissione medica della Asl integrata dalla presenza di un medico dell’Inps.

Prima occorre ottenere il certificato medico introduttivo (anche dal proprio medico di famiglia), che deve indicare i dati anagrafici, il codice fiscale, gli estremi della tessera sanitaria, l’esatta natura delle patologie invalidanti e la diagnosi, e va inoltrato dal medico all‘Inps con le procedure online, ottenendo un codice identificativo della procedura attivata.

A quel punto si può presentare domanda all’Inps attraverso il servizio online tramite PIN, o tramite un patronato o un’associazione di categoria dei disabili (Anmic, Ens, Uic, Anfass). L’Inps poi trasmette la domanda alla Asl di competenza, che fisserà la data della visita medica di accertamento da parte della Commissione. Se la Commissione si pronuncia positivamente, il disabile avrà diritto ai benefici della 104, che si estendono ai familiari che dovranno assisterlo.

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