Come imparare dal fallimento: la storia di Zenfeed

Come imparare dal fallimento: la storia di Zenfeed

Anche le storie più belle sono destinate a finire. Non ha fatto eccezione quella di Zenfeed, un progetto nato per caso a fine 2012, all’interno dello Start-up Weekend di Bari, grazie alle visioni di Giuseppe Silvano e del suo team. L’idea era quella di realizzare un newsreader intelligente–sulla scia di Flipboard–sfruttando una tecnologia social-semantica con l’ambizione di risolvere il problema dell’information overload, quella sensazione che ognuno di noi prova di fronte all’enorme massa di informazioni offerta oggi dalla rete.

Dalle chiacchierate di Bari, la visione di Zenfeed aveva da subito trovato il sostegno di finanziatori pubblici e privati, tanto da trasformarsi in poco tempo in una start-up incubata nel Luiss Enlabs e capace di sbarcare persino a San Francisco. Nel settembre 2015, però, il team di Zenfeed, dopo aver constato l’insostenibilità economica del servizio, ha annunciato in una maniera elegante e originaleun ritorno al Nirvana”, cioè–fuor di metafora–il fallimento della start-up.

Hello! Money ha rintracciato l’ex CEO e co-founder di Zenfeed, Giuseppe Silvano, per fare un resoconto della sua esperienza da startupper e analizzare, a qualche mese di distanza, le cause della fine del progetto. “I motivi del fallimento sono molteplici e tutti collegati tra di loro, quasi indivisibili. I primi che mi vengono in mente sono il poco funding, il timing inadeguato e gli errori di inesperienza di noi founder”, dice Silvano. “Io stesso ho commesso degli errori. In particolare, penso di avere sottovalutato la difficoltà tecnica del progetto.”

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Zenfeed non è stata tuttavia soltanto un’avventura imprenditoriale negativa, ma ha lasciato anche una forte impronta formativa ed educativa tra i membri del team della start-up: “All’inizio ero solo uno sviluppatore abile e ambizioso. Poi ho dovuto imparare a gestire un team, un’azienda, dei capitali, il design di un prodotto, il marketing e la comunicazione. Ho avuto l’occasione di interagire con centinaia di persone diverse, dagli utenti del nostro servizio ai nostri investitori. Sicuramente, è stata l’esperienza che più di tutte ha allargato i miei orizzonti.”

Dal 2012 alla fine del 2015, la storia di Zenfeed ha accompagnato il rapido e indispensabile sviluppo di un vero e proprio ecosistema italiano: la fioritura costante di start-up, di incubatori, di venture capital e di eventi hanno dato vita a un ambiente fatto di persone intelligenti, illuminate, energiche e ricche di esperienze di particolari, dove il confronto è sempre stimolante.

Non manca, però, un aspetto negativo: “C’è un’elevata quantità di ‘rumore’ presente, troppe informazioni inutili, incomplete, o più o meno false. Non è tutto oro quello che luccica”, sottolinea l’ex CEO. “A chi vuole immergersi in questo mondo consiglierei di fare molta attenzione a non disperdere il focus. Interagire con l’ambiente start-up è importante, e può portare molte informazioni e opportunità, ma è fondamentale rimanere concentrati nel proprio progetto imprenditoriale. Bisogna dare centralità alla verifica delle proprie ipotesi e alla graduale costruzione di un successo reale, fatto di soddisfazione degli utenti, e non di hype.”

Se l’esperienza imprenditoriale è oramai definitivamente conclusa da tempo, Giuseppe Silvano non ha comunque smarrito le idee e la passione per il digitale. “Dopo Zenfeed ho iniziato a lavorare come product manager in una società molto attiva nella scena start-up romana: Translated”, conclude. “Avevo voglia di continuare a perfezionare la mia capacità di gestione di progetti tecnologici, ed è quello che sto facendo. Vedremo cosa accadrà in futuro”.

Immagini | Matthew Guay/Flickr e Facebook

Daniele Rubatti