Le imprese italiane che vogliono produrre in maniera sostenibile

Le imprese italiane che vogliono produrre in maniera sostenibile

“Ormai il tema della sostenibilità si incrocia con quello dell’economia”. Ne è sempre più convinto Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, gruppo di aziende e associazioni che si sono riunite la scorsa estate a Milano per dare un motore concreto allo sviluppo sostenibile in Italia, firmando un patto per il rispetto dei 17 obiettivi di economia sostenibile indicati dalle Nazioni Unite.

Sono insomma in crescita le aziende italiane che guardano al futuro con un occhio puntato su produzioni che rispettino l’ambiente, l’unico capitale davvero insostituibile che il genere umano ha a disposizione. Hello!Money ha scovato alcune delle aziende che stanno portando avanti la bandiera della produzione sostenibile nel nostro Paese.

Per incontrare la prima basta uscire pochi chilometri da Milano. Con 65 dipendenti nella sua sede di Settimo Milanese, e un fatturato da 26 milioni di euro, Nuncasazienda specializzata nella produzione di detersivi e prodotti per la casa—non avrebbe bisogno di innovare per mantenere la sua fetta di mercato, che si è dimostrata solida nonostante la crescente competizione di colossi internazionali come Procter&Gamble.

Eppure ultimamente l’amministratore delegato Luca Mazzoni ha puntato sul rinnovamento del gruppo, per farlo entrare nel XXI secolo. Presto infatti la produzione sarà trasferita a Mazzo di Rho, in una nuova fabbrica a impatto ambientale zero. “La nuova fabbrica mira a mettere in pratica il concetto di economia circolare: l’obiettivo finale è ridurre l’impatto ambientale. Saremo completamente automatizzatiAnche l’acquisizione di informazioni relative al cliente e alla concorrenza sono fondamentali; e dunque l’utilizzo di big data nel processo produttivo ci consente di elaborare strategie, ed è una priorità da tempo”, ha spiegato di recente Mazzoni a Industria Italiana.

Nel nuovo modello di produzione, Nuncas ambisce a sostituire il PVC (polivinilcloruro) con il PE (polietilene), una plastica più eco-compatibile che garantisce anche un minor impatto sulla salute degli operatori che lavorano il materiale plastico ad alte temperature.

Sulla base di questi principi è stata creata la Linea Vegetale, una gamma di prodotti con 100% attivo di origine vegetale, per essere non solo totalmente ma anche rapidamente biodegradabili e privi di ingredienti nocivi per gli organismi acquatici. Nuncas punta insomma su un mercato maturo, con consumatori sempre più consapevoli dell’impatto dei prodotti da loro utilizzati.

Boutique Nuncas, via San Giovanni sul Muro, 4 – Milano #nuncas

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Una sfida fondamentale per entrare nell’economia del futuro, sottoscritta anche dalla brianzola Rimadesio. Marchio d’eccellenza dell’arredo (con export in 90 Paesi), la fabbrica della Rimadesio è “verde”, con energia autoprodotta grazie a 5400 pannelli fotovoltaici, impiego costante di materiale di riciclo, tagli alle emissioni di CO2, utilizzo di vernici d’acqua, e qualche sperimentazione di furgoni elettrici per le consegne.

“Ne abbiamo preso uno”, hanno spiegato i fratelli Malberti, titolari dell’azienda, “ma possiamo usarlo solo per le consegne più vicine, non hanno ancora l’autonomia per le distanze più impegnative”. Secondo gli ultimi dati sulla green economy diffusi proprio dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, il 98% degli imprenditori afferma che si deve puntare sul risparmio e l’uso efficiente di energia e risorse. 

Ma c’è anche chi fa della sostenibilità il proprio core business. Per premiare queste realtà, la Fondazione ha lanciato un premio annuale, riconoscimento per le aziende più innovative nel mix tra efficienza e qualità ambientale che caratterizzerà le aziende del futuro.

Tra le aziende che si sono aggiudicate il premio risultano BlaBlaCar che, raggiungendo decine di milioni di utenti in decine di Paesi nel mondo, ha contribuito ad abbattere l’inquinamento generato dall’uso eccessivo di automobili.

Oppure Mercatino, una società veronese che da oltre vent’anni recupera oggetti altrimenti destinati alle discariche, donandogli nuova vita e reimmettendoli nel circuito economico. “Dal punto di vista delle singole imprese invece i vantaggi della sostenibilità si colgono misurando i benefici economici che vengono dal passaggio all’economia circolare”, chiosa Giovannini.

“Rifiuti che cessano di essere una voce passiva per trasformarsi in materiali reimpiegati nei cicli produttivi, maggiore sicurezza di approvvigionamento, aumento dell’occupazione”. Non resta che sperare che sempre più imprese se ne rendano conto, e corrano ad abbracciare questo nuovo modo di produrre.

Immagine di copertina modificata in b&n via Unsplash