La bicicletta vale il doppio della Ferrari

La bicicletta vale il doppio della Ferrari

Secondo uno studio elaborato da Artigiancassa, gli amanti della bici generano in Italia un fatturato di oltre 6 miliardi di euro l’anno, superiore al giro di affari prodotto dall’export del vino made in Italy. Vale il doppio del nostro orgoglio nazionale, la Ferrari. Numeri importanti che potrebbero migliorare se confrontiamo il nostro mercato, e l’indotto, con quello di altri paesi europei amanti della bicicletta.

Tra produzione, vendita e riparazione, la bicicletta fa girare ogni anno in Italia oltre un miliardo di euro, grazie alla vendita di circa 1,5 milioni di due ruote, numero stabile da anni. Il mondo dell’artigianato italiano in questo campo è di qualità: si parla di maestri nel progettare e nel costruire biciclette da invidia, unici nel riparare ogni piccolo problema. Un artigianato produttivo che ha negli anni imparato a coniugare la tradizione con i vantaggi della tecnologia digitale.

Il valore potrebbe crescere se il mercato riuscisse ad espandere la vendita dei mezzi a pedalata assistita, le cosiddette ebike, che costano di più, incidendo positivamente sull’apporto al Pil. Il bacino di utenza potenziale c’è: basti pensare all’uso che se ne potrebbe fare in città, come mezzo di locomozione comodo, veloce ed ecologico. Ma le vendite sono ferme al 4% del totale: in un paese meno collinare, come l’Olanda, ad esempio, superano il 30%.

Poi c’è il capitolo cicloturismo, che vale circa 2 miliardi. Hotel, ristoranti, bar sono luoghi frequentati dall’appassionato delle due ruote nelle uscite domenicali, stagionali o durante le vacanze. Una cifra notevole, ma anche modesta, visto che in Germania il cicloturismo vale 9 miliardi di euro. Nel confronto l’Italia è messa molto meglio: un clima più “bike friendly”, un paesaggio senza eguali, una tradizione storica a due ruote, potrebbero essere i driver per l’impennata del turismo sulle due ruote. Sono gli itinerari che mancano e una politica locale più attenta alle esigenze dei biker.
Il cicloturismo ha poi il merito di portare il turismo in quei borghi che rappresentano forse l’Italia più vera, un po’ fuori dai classici circuiti delle città d’arte. Non solo produce ricchezza ma la distribuisce meglio sul territorio.

I vantaggi economici sono i più difficili da misurare ma sono altrettanto importanti. Vi è sicuramente la componente legata ad una minore spesa sanitaria, che beneficia dell’attività fisica degli appassionati, quantificata in circa 2 miliardi annui. Poi c’è un altro miliardo di risparmi immateriali dovuti alla valenza ambientale della bici, visto che si risparmiano circa 130 milioni di euro di carburante grazie all’uso della due ruote senza motore. E quindi, meno emissioni di gas, meno rumore, meno traffico.

C’è però un aspetto negativo: l’Italia ha una scarsa propensione a spendere per la bicicletta. Oggi noi italiani paghiamo una bici in media 325 euro, contro i 914 dell’Olanda o i 557 della Germania. Ma si sa, il Bel Paese quando si parla di risparmiare è sempre primo in classifica.