La polpetteria itinerante nata grazie agli insegnamenti della nonna

La polpetteria itinerante nata grazie agli insegnamenti della nonna

“L’esempio di ristorazione per eccellenza, per me, è mia nonna Tonia. Quando ero bambina, lei riusciva a combinare gli ingredienti che mio nonno comprava al mercato, creando sempre piatti buonissimi. E mio nonno trovava spesso qualche difetto. Per questo i critici gastronomici non mi hanno mai spaventato!” Con una maestra così Roberta Lamberti, imprenditrice di origine campana e classe 1988, non poteva che fare del cibo non solo la propria passione, ma anche un mestiere.

Non prima però di aver avuto il tempo di provare diverse strade, per trovare infine quella giusta. Diplomata al Liceo Classico, Lamberti ha infatti cambiato sei volte indirizzo di studi universitario, passando dal DAMS a Economia. “Lavoricchiavo nei ristoranti per mantenermi gli studi. Servivo in sala. Poi, un giorno, per necessità, mi sono ritrovata in cucina. E non ne sono più uscita.” Il ritorno ai fornelli è stata la svolta di una vita intera.

Lamberti decide infatti di iscriversi all’ALMA, la scuola di cucina dello chef Gualterio Marchesi, considerato unanimemente il fondatore della “nuova cucina italiana”. Dopo la prestigiosa scuola, varie esperienze in ristoranti stellati, fino ad arrivare al ristorante Alice di Eataly Smeraldo, a Milano. È qui che nella testa di Lamberti una reminiscenza quasi proustiana, quella delle polpette di nonna Tonia, accende la scintilla della creatività che le farà trovare la sua strada.

Oggi è il suo compleanno e ci hanno fatto la festa dei nonni e noi ve la presentiamo così NONNA TONIA Classe ’39. Sposa il nonno a 18 anni e da quel giorno non ha mai smesso di cucinare. Confessa: “prima di allora non sapevo fare nemmeno un uovo fritto”. Instancabile cuoca dimostra abilità nel sopportare le continue critiche gastronomiche del marito che le permettono di conquistare i palati di qualsiasi avventore. Segue la polpetteria dalla progettazione alla consulenza, dagli eventi alla comunicazione soprattutto con le vicine di casa, Lei è il vero cor’- business…ci mette il cuore. Parola d’ordine: hai mangiato a nonna? ​ La sua polpetta preferita: La Tradizionale, polpetta al sugo. #festadeinonni #nonnatonia #lapolpetteria #cometenoncenessuno #lamore

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“Un giorno, parlando con Piero Alciati, il responsabile della ristorazione, ho espresso il mio desiderio di preparare delle polpette”, racconta Roberta. “Ne abbiamo parlato con Nicola Farinetti, figlio di Oscar. Erano un po’ scettici. Ma mi hanno proposto di fare una prova con un temporary all’Eataly di Roma. Era il 2014. Ho disegnato il mio logo, ho studiato un menu. Proponevo ‘le romane’: cacio e pepe, carbonara e coda alla vaccinara. In 6 giorni abbiamo venduto più di 1100 porzioni”.

Un successo che spinge Lamberti in un vero e proprio tour de force lungo lo Stivale, che le permetterà di portare le sue polpette negli store di Eataly e unire quelle che lei definisce “la libertà di cucinare e viaggiare, le mie due grandi passioni”. Ma quando trovi la tua strada, si sa, è difficile scegliere di smettere di sentire la strada macinare sotto le tue suole. Lamberti decide così di aprire una nuova attività, specializzata nella produzione del suo marchio di fabbrica: La Polpetteria.

E, poiché nella famiglia Lamberti le polpette sono una questione di cuore, a questa avventura si unisce Dario, il fratello di Roberta. Insieme, i due investono 80mila euro per comprare una roulotte, il supporto itinerante della loro Polpetteria, e allestire un laboratorio di produzione artigianale di polpette, con sede a Milano.

Produciamo ogni polpetta a mano nel nostro laboratorio. Servono dedizione, passione e tante ore di lavoro”, spiega Lamberti. Che poi porta le polpette nelle fiere alimentari più importanti e ricercate d’Italia, dove non sta smettendo di riscuotere file di fronte al suo food truck.

“In un weekend gli incassi vanno da 8mila a 12mila euro. Siamo arrivati anche a 18mila. Bisogna considerare però le spese necessarie per gli spostamenti, gli alberghi. L’attività sta andando bene. Da qualche mese ho anche un secondo food truck. Insieme a me, lavorano 4 dipendenti fissi e due collaboratori a chiamata”. Una scommessa, quella di Roberta, che non solo ha avuto successo, ma che ha anche permesso di generare lavoro.

Ma le idee di Roberta non finiscono certo qua, e nel futuro La Polpetteria potrebbe trasformarsi in un laboratorio a vista, che serva cibo take away, rigorosamente gourmet, a partire dagli scarti alimentari. “Vorrei essere come un Willy Wonka delle polpette”, chiosa Roberta, che ha davvero sposato questo suo progetto. “La mia fede al dito è una forchetta. Oggi non trascuro mai l’aspetto culinario-gastronomico. Mi dedico anche a docenze e, per tenere le mani in pasta, ogni tanto torno a cucinare nei ristoranti, per qualche evento. Ma quello che voglio fare sono le mie polpette”.

Immagini | Copertina via Facebook