I prodotti di bellezza pensati per salvaguardare l’ambiente

I prodotti di bellezza pensati per salvaguardare l’ambiente

Fare qualcosa per l’ambiente senza rinunciare alla cura di sé: con questo scopo è partita nel 2010 la grande avventura di Laëtitia Van de Walle, 32enne francese che si è posta l’obiettivo di azzerare la spazzatura che ogni giorno si produce intorno alla cura del proprio corpo. E oggi che la sua idea è diventata una piccola azienda in crescita, racconta sul suo sito la prima idea brillante che ha avuto: sostituire i cinque dischetti in cotone per rimuovere il make up, che gettava giornalmente nella spazzatura insieme a tutti i prodotti collegati, con una semplice salvietta in microfibra ultra morbida, riutilizzabile fino a 300 volte.

Così è nato il primo prodotto di Lamazuna, nome scelto per il brand dopo vari tentativi e arrivato grazie al suggerimento di un amico georgiano, visto che proprio nella sua lingua “lamazuna” significa “bella ragazza”. E il brand si dedica proprio a tutte le donne e uomini che vogliono sentirsi belli grazie all’utilizzo dei suoi prodotti, ma che allo stesso tempo non dimenticano l’importanza dell’ambiente circostante e scelgono prodotti a impatto zero.

La salvietta in microfibra lavabile ha avuto in poco tempo successo, grazie anche al passaparola, così Laëtitia ha puntato tutto su un nuovo strano strumento: l’Oriculi, un bastoncino pulisci orecchie ecologico che rimpiazza i cotton fioc per sempre. Come già raccontato su Hello!World, il cotton fioc è il rifiuto più ricorrente sulle nostre spiagge ed è anche pericolo per la fauna marina. Nonostante questo ancora moltissimi hanno l’abitudine di buttarlo nel wc. E allora la soluzione potrebbe essere proprio quella di cambiare abitudine alla radice, come suggerisce il marchio Lamazuna.

Anche in questo caso l’Oriculi parte da un’esigenza personale della fondatrice del marchio, che sul sito racconta come fin da bambina sua mamma le avesse vietato l’utilizzo dei cotton fioc, perché causavano la formazione di tappi. “Al loro posto arrotolavamo un po’ di cotone idrofilo sulla punta di uno stuzzicadenti dalla punta tagliata. E le nostre orecchie sono state perfette per tanto tempo”, spiega.

Realizzato in bambù, l’Oriculi si ispira all’infanzia di Laëtitia e ai bastoncini che da tempo sono utilizzati in Giappone e in Cina, con la funzione di asportare il cerume all’entrata dell’orecchio senza spingerlo nel cavo auricolare. E senza nemmeno eliminarlo intorno al timpano, visto che una delle sue funzioni è proprio di proteggerlo.

Poi sono arrivate le coppette mestruali e una nuova linea di prodotti completamenti solidi: shampoo, deodorante e crema. Ma anche il dentifricio: un lecca-lecca da strofinare direttamente sullo spazzolino. Tutti assolutamente ecolonomique—ovvero ecologici e allo stesso tempo economici.

Negli anni, grazie al passaparola, Lamazuna si è affermata nella sua nicchia di mercato, ma non è stato assolutamente facile. “Inventando le salviette riutilizzabili 300 volte, mi sono presto resa conto che le avrei potute vendere allo stesso cliente una sola volta ogni tre anni. E ho così compreso perché avevano creato l’obsolescenza programmata”, racconta. Nonostante questo, non rinuncia alla sua mission e continua nel corso degli anni a fare scelte controcorrente, che non guardano al massimo profitto, per rimarcare la sua filosofia.

Le scelte però alla fine pagano: perché dopo quasi otto anni di sviluppo Lamazuna conta ben tredici collaboratori che vivono grazie a questi prodotti. E lo staff potrebbe continuare a crescere, visto che ormai Lamazuna vende – sia online sia nei negozi – in 20 Paesi, Italia compresa.

Un ottimo risultato per Laëtitia, visto che l’investimento iniziale è stato di soli 2.500 euro, la stragrande maggioranza prestati dalla mamma. Oggi, però, la spesa è stata largamente recuperata. “Nel 2016 abbiamo registrato un volume d’affari di 2 milioni di euro” e, ancora più importante, i risultati sull’ambiente sono stati eccellenti, con milioni di rifiuti evitati.

In più, Lamazuna ha supportato 13 organizzazioni non governative e piantato quattromila alberi in Amazzonia, aderendo all’iniziativa Pur Projet, grazie alla quale gli agricoltori della cooperativa Acopagro ricevono alberi che possono piantare secondo il sistema agroforestale. Dal 20 marzo 2013 il 2% delle vendite effettuate sul sito sono donate da Lamazuna a questa iniziativa. Ed è anche possibile seguire sul sito del progetto l’andamento della “foresta Lamazuna”.

Una cifra su tutte che certifichi il risparmio fino ad oggi ottenuto? Nel solo mese di luglio 2017 grazie a questi prodotti sono stati evitati, nella sola Francia, 13 milioni di rifiuti.

E la sperimentazione dei prodotti è continuata. Per esempio creando uno spazzolino da denti in bioplastica con testina cambiabile per evitare che ogni tre mesi, tempo suggerito dai dentisti per il ricambio, si butti via inutilmente altra plastica. Così il manico potrà essere riutilizzato più volte. E per poter riciclare anche le testine che misurano meno di 3 centimetri, l’azienda francese ha creato una partnership con Terracycle, azienda che si occupa dello smaltimento di rifiuti difficili.

Ma Lamazuna non ha pensato solo ai prodotti: fedele alla filosofia del no spreco, il marchio ha puntato anche su packaging riciclabili abbandonando ancora una volta la plastica in eccesso e utilizzando, invece, graziose piccole scatole in legno di pioppo che possono poi essere riutilizzate in casa.

La ricerca e il lavoro fatto fino ad oggi hanno portato risultati economici ed ecologici, ma anche certificazioni che attestano senza ombra di dubbio l’idea innovativa di Laëtitia. Lamazuna ha, infatti, ricevuto la menzione Slow Cosmétique, che dimostra l’impegno per prodotti cosmetici più intelligenti, più ragionevoli, più ecologici e più umani. Ed è stato il secondo marchio francese a ricevere l’etichetta “Cruelty Free e Vegan” dal PETA, che certifica come i prodotti e gli ingredienti non siano stati testati sugli animali e non contengano sostanze animali.

E oggi, otto anni dopo la prima idea, Lamazuna dimostra come sia possibile creare dei prodotti di bellezza zero waste, curando il proprio corpo senza rinunciare a difendere l’ambiente. Ricordandosi che essere ecologici non significa necessariamente essere militanti, ma semplicemente tornare al buon senso, anche nelle piccole cose.

Immagini di copertina di RAW : Scope Sydney Showcase via Flickr in licenza creative commons.