Le nuove Silicon Valley nel mondo

Le nuove Silicon Valley nel mondo

Google, Facebook ed Apple. Cos’hanno in comune questi tre colossi della tecnologia? Hanno tutti sede nella Silicon Valley. Che probabilmente è il luogo più innovativo del pianeta, ma di certo è non l’unico.

In giro per il mondo, infatti, ci sono diverse mecche della tecnologia e dell’innovazione. Passiamo in rassegna le otto più promettenti.

Boston

La Silicon Valley di queste parti è la Route 128, il corridoio tecnologico che prende il nome dall’omonima autostrada. Qui hanno sede due templi del sapere occidentale: l’Università di Harvard e il MIT, il miglior ateneo tecno-scientifico del mondo.

Nell’area fioccano le aziende innovative, ad esempio il sito di viaggi TripAdvisor e la Boston Dynamics (leader nella robotica), nonché aziende biotech e medtech agguerritissime: qui nel settore si lavora in media 10,4 ore al giorno! E la fama di Boston come hub super-tech è tale che nella città è stato ambientato uno dei telefilm più visionari di sempre: Fringe.

New York

La Silicon Alley di Manhattan non è famosa come la Silicon Valley, ma cresce ogni giorno di più. Merito anche della presenza di colossi tecnologici come Verizon Communications, e di imprese che ce l’hanno fatta come la piattaforma di crowdfunding Kickstarter.

Le imprese del biotech e del fintech si moltiplicano, così come gli acceleratori e gli incubatori. Ma l’arma arma segreta della Grande Mela sono i soldi: i venture capitals abbondano, così anche i finanziamenti per gli imprenditori più innovativi, e qui ha sede il Nasdaq, ossia la più importante borsa tecnologica del mondo.

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Londra

In Europa non c’è probabilmente un luogo migliore dove fare innovazione. In quanto piazza finanziaria globale, Londra è un importantissimo centro di venture capital.

La città è un ottimo ecosistema dell’innovazione, capace di attirare giovani talenti da ogni angolo del globo, e le migliori menti d’Europa. Qui (o non lontano) sorgono le più dinamiche università d’Europa, e qui hanno il loro quartier generale grandi aziende tecnologiche come la King, leader nella produzione di videogiochi per gli smartphone (a guidarla—per la cronaca—è un italiano, Riccardo Zacconi).

Stoccolma

Una delle rivali più agguerrite di Londra è la capitale svedese, l’algida e bellissima Stoccolma. Che non può contare sulle risorse finanziarie dei competitor londinesi, ma vanta le migliori università della Scandinavia, un governo assai attento all’innovazione e una qualità della vita eccellente (della serie: anche i nerd hanno bisogno di relax).

Cuore pulsante dell’innovazione svedese è il quartiere di Kista, dove hanno sede start-up accanto a multinazionali come la Ericsson. E a un tiro di schioppo da Kista c’è Spotify, l’unicorn dello streaming musicale.

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Mosca

Mosca è una delle capitali dell’innovazione globale. Merito, in parte, di tutti i soldi che circolano, e che gli oligarchi in qualche modo devono pur investire.

Le università moscovite sono ottime, e gli studenti russi hanno fama di essere i più “secchioni del mondo, dopo cinesi e indiani. Alle porte di Mosca il governo sta costruendo una specie di Silicon Valley in salsa russa, Skolkovo, dove grandi aziende tecnologiche occidentali hanno aperto laboratori e centri di ricerca. E moscovita è Yandex, il “Google russo” quotato anche al Nasdaq.

Singapore

La ricca città-stato nel Sud-est asiatico non è solo una piazza finanziaria importante e un porto commerciale rilevantissimo, ma una mecca dell’innovazione. È il principale hub del fintech asiatico (con buona pace di Hong Kong) ed è anche un polo dell’industria dei big data.

La National University of Singapore prepara ingegneri e programmatori di altissimo livello, e il governo locale fa di tutto per corteggiare i grandi investitori tecnologici stranieri, non solo dall’America e dall’Europa ma da Cina, Australia, India e Israele.

Silicon Wadi

È la Silicon Valley israeliana: un arcipelago di laboratori di colossi come IBM e Google, giovani imprese e università d’eccellenza (su tutti il rinomato Technion). Fulcro della Silicon Wadi è la super-dinamica città di Tel Aviv, con la sua borsa e i suoi VC.

Gli esperti definiscono Israele la startup nation, e non sbagliano, considerando che il Nasdaq è pieno di aziende tecnologiche israeliane. Dal greentech al biotech, dai big data alla realtà aumentata, Israele è all’avanguardia. Qui le imprese non hanno difficoltà ad assumere i talenti migliori: i neo-laureati israeliani sono famosi per la loro imprenditorialità.

Pechino

Quantità e qualità. Sono queste le due parole-chiave della Cina, che non è più solo la “fabbrica del mondo”, ma anche una terra ad alto tasso di innovazione: si pensi ad Alibaba, il gigante dell’e-commerce.

E sono in molti a considerare Pechino la “prossima Silicon Valley”. Grazie alle sue università—che sfornano a ritmo continuo ingegneri e scienziati—ai suoi VC, e a ottimi collegamenti interni internazionali Pechino attira imprenditori, informatici e scienziati da tutta la Cina. Che possono contare su un mercato gigantesco (oltre un miliardo di consumatori) per far decollare le loro idee. Pragmatismo e voglia di bruciare le tappe sono altri due ingredienti di un ecosistema dell’innovazione che promette faville.

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Andrea Diaz