Le regole della mancia

Le regole della mancia

Non do mance”, dice Steve Buscemi, alias Mr. Pink, in una memorabile scena de Le iene (Reservoir Dogs) di Quentin Tarantino. “Cioè la mancia la lascio solo se proprio se la meritano”, continua, “se si impegnano proprio al massimo allora lascio un piccolo extra, ma darlo così solo perché si deve è una str…”.

Checché ne dica il mitico personaggio interpretato da Steve Buscemi, il galateo delle mance affonda le sue radici nella storia, tanto che secondo il dizionario Treccani l’etimologia della parola “mancia” deriva dall’antico francese manche, o “manica”, a indicare il ritaglio di abito che le dame donavano ai propri cavalieri favoriti durante i tornei in epoca medievale.

In ambito anglosassone, dove la tradizione della mancia si è affermata e divenuta popolare, la prima testimonianza ufficiale del gesto risale al 1706. Secondo un articolo del New York Times, nell’Inghilterra di epoca Tudor “ci si attendeva che gli ospiti di case private offrissero somme di denaro, note come vail (l’equivalente italiano del gesto di togliersi il cappello), alla servitù del proprietario di casa. Di lì a poco, i clienti dei caffé e di altri stabilimenti commerciali avrebbero cominciato ad offrire mance agli osti”.  

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La mancia nel mondo

Ci sono alcuni Paesi dove la mancia è di fatto obbligatoria, altri in cui invece è proprio sconsigliata.

Negli Stati Uniti, la mancia può arrivare anche fino al 25% del conto. I cosiddetti tipped worker, i lavoratori con la mancia, in effetti, hanno un reddito orario minimo che supera di poco i due dollari. L’extra lasciato dal cliente per loro, quindi, è la parte più consistente dello stipendio.

All’opposto, c’è l’estremo Oriente. In Giappone, dare la mancia ai camerieri è sintomo di maleducazione: fornire un buon servizio è un dovere del lavoratore. Lo stesso vale in Cina.

Anche in Europa le regole possono variare sensibilmente da Paese a Paese. In Francia, Germania e Svizzera, il conto include già la mancia, ma lasciare un extra è ben accetto dai camerieri. In Olanda, la mancia non è obbligatoria, ed è illegale inserire nel conto il “servizio” senza avere prima chiesto al cliente il proprio consenso. Nell’Est Europa, le mance possono andare dal 5 al 15%, e le norme in termini di tipping cambiano in base al luogo in cui ci si trova.

Grab via Wikipedia/Mappa di Soshial via Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

Grab via Wikipedia/Mappa originale di Soshial via Wikipedia (CC BY-SA 4.0)

La mancia in Italia

In Italia, la mancia non è né obbligata, né sconsigliata. La decisione è a discrezione del cliente. Questo perché in realtà da noi, quando si va al ristorante, il servizio è già compreso nel costo della prestazione alla voce ‘coperto’. Ma a livello culturale la mancia rappresenta comunque un gesto spontaneo di cortesia nei confronti di una persona che si è presa cura del cliente. Soprattutto se il servizio è stato buono.

La giornalista Elda Lanza, autrice de Il tovagliolo va a sinistra, ha spiegato al Gambero Rosso che “la mancia serve per dimostrare al cameriere gentile che abbiamo gradito il suo sforzo. Ma non è detto che bisogna farlo tutte le volte, non è un obbligo. Di solito si va tra il 7-10% del conto”.

In generale, a cifra consigliata è una tonda. Per esempio: su un conto da 100 euro, si potrebbero lasciare 10 euro. Non male: se fossimo stati negli States, ne avremmo lasciati almeno 20. Se i camerieri sono più di uno, la mancia resta la stessa e verrà divisa tra loro.

In ogni caso, il nostro galateo non parla di obbligo di mancia, piuttosto di come darla nel caso in cui la si voglia lasciare. “Non va mai ostentata perché mette a disagio chi la riceve”, continua Lanza. Nei luoghi di ristorazione basta lasciare con discrezione il denaro nel piattino, evitando di allungare i soldi in mano al cameriere o addirittura in tasca. E se si paga con carta di credito, si può chiedere di aggiungere qualcosa in più del conto. 

In albergo, invece, la consuetudine vuole che si dia una piccola somma al facchino che ci porta i bagagli, alla cameriera che si occupa del servizio in camera (ma solo prima della partenza) e al maître del ristorante. La mancia si può dare ai singoli lavoratori personalmente, oppure può essere lasciata alla reception chiedendo che venga distribuita al personale di servizio.

E quando il cibo ci viene consegnato a domicilio? Anche in questo caso, arrotondare il conto è molto consigliato. Se l’ordine è stato pagato online, come accade con servizi come Foodora o Deliveroo, mettere mano al portafoglio non è scontato. Ma in caso di pioggia o cattivo tempo, è quasi d’obbligo.

Immagine di copertina di Kate Townsend modificata in b&n via Unsplash.