L’irreversibile declino della chitarra elettrica

L’irreversibile declino della chitarra elettrica

A suonare l’allarme per primo Gene Simmons, storico bassista dei Kiss: “Il rock è morto, ed è stato assassinato”. Il numero di album rock pubblicati oggi è al punto più basso da decenni e le vendite sono in calo costante, mentre nel circuito commerciale e industriale il genere è ormai sempre più etichettato e marginalizzato nella categoria degli “oldies”, cioè quella musica per nostalgici che andava di moda nella seconda parte del Novecento. Roba datata, che non stimolerebbe l’orecchio dei giovani consumatori musicali. Effetto collaterale della “morte del rock” (giudizio condiviso anche dal premio Nobel Bob Dylan) è l’irreversibile declino della chitarra elettrica.

Il reporter del Washington Post Geoff Edgers ha snocciolato i numeri di questa crisi: negli ultimi dieci anni, le vendite di chitarre elettriche sono calate da 1,5 milioni a poco più di un milione—un crollo di circa un terzo del totale. Lo scorso aprile, l’agenzia di rating Moody’s ha rivisto in negativo il giudizio su Guitar Center, la più grande catena di negozi di strumenti musicali al mondo. A pesare sulla compagnia californiana un debito di 1,6 miliardi di dollari e “i problemi che Guitar Centre, come altre imprese simili, si troverà ad affrontare nel tentare di aumentare le sue vendite e migliorare i suoi introiti”.

“Non ci sono mai stati così tanti produttori nella storia dello strumento, ma il mercato ha smesso di crescere: non siamo ancora all’apocalisse ma questa situazione non è sostenibile”. Ne è convinto George Gruhn, leggendario rivenditore di chitarre di Nashville che ha rifornito di strumenti leggende del rock come Eric Clapton, Neil Young e Paul McCartney. Quando 46 anni fa Gruhn ha aperto il suo negozio, “chiunque voleva essere un dio della chitarra!”. A calcare i palchi e ispirare milioni di persone c’erano i riff di personaggi come Jimi Hendrix, Carlos Santana, Jeff Beck e Jimmy Page. In una recente intervista, Paul McCartney ha ricordato quanto fu importante per lui un concerto proprio di Jimi Hendrix al Bag O’Nail club di Londra. Era il 1967.

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“La chitarra elettrica era nuova e affascinante nel periodo prima e dopo Jimi: per cui c’erano generazioni di bravissimi musicisti che provavano a imitare persone come B.B. King e Buddy Guy. Ora invece c’è più musica elettronica e i ragazzini ascoltano cose diverse: non hanno eroi della chitarra come ne avevamo noi.” In questa epoca d’oro del rock, chitarre leggendarie come la Stratocaster e la Telecaster della Fender, o la Gibson Les Paul della Gibson, erano richieste ovunque si facesse musica, e gli strumenti appartenuti alle icone del rock, come la Washburn di Bob Marley o la Fender Strat di Jimi Hendrix, comprate a caro prezzo da collezionisti di tutto il mondo. Oggi, invece, prevedendo un futuro crollo del loro valore, anche i collezionisti vendono le proprie chitarre: persino Eric Clapton ha deciso di vendere 29 pezzi della sua collezione.

Nel frattempo, per le compagnie che producono chitarre sono iniziati anni duri. Nel corso degli ultimi tre anni, il fatturato annuale della Gibson è passato da 2,1 a 1,7 miliardi di dollari. L’acquisto da parte della compagnia della divisione audio della Philips ha portato a ingenti debiti e a un altro giudizio negativo da parte di Moody’s.

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La Fender, che nel 2012 ha dovuto rinunciare a quotarsi in borsa, ha visto un crollo del fatturato da 675 a 545 milioni di dollari e ha circa 100 milioni di debito. PRS Guitar, un’altra compagnia del settore, ha invece dovuto licenziare molti dipendenti ed espandere il proprio mercato verso chitarre a basso costo: sui siti specializzati non è raro ormai trovare chitarre elettriche nuove per soli otto dollari al mese. Nel 2010, poi, per la prima volta da decenni le vendite di chitarre acustiche hanno superato quelle di chitarre elettriche.

Insomma, come spiega lo stesso Edgers, “se c’è una singola domanda aperta nell’industria della chitarra, questa non è diversa da quella affrontata dalla Apple. Come si fa a mettere il prodotto nelle mani dei teenager? E, una volta lì, come si fa a fare in modo che questi se ne innamorino?”. Solo rispondendo in maniera corretta a questa domanda la chitarra elettrica, icona indiscussa del periodo rock alle nostre spalle, potrà rivivere una seconda giovinezza.

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