Mamma m’ama, la start-up delle pappe bio che ti aiuta a far crescere sano e forte tuo figlio

Mamma m’ama, la start-up delle pappe bio che ti aiuta a far crescere sano e forte tuo figlio

Le idee di business vincenti spesso sono le più semplici. Com’è il caso di Mamma m’ama, start-up che ha nove mesi di vita e già pensa in grande e guarda all’estero. Un’azienda fatta da tre donne-mamme moderne, tra i 35 e i 40 anni, con un lavoro da professioniste alle spalle e una vita frenetica; un’azienda dove lavorano solo mamme e che ha messo al centro la ricerca del benessere per i più piccoli.

“Tutto nasce da un’esigenza reale–dice a Hello!Money Erica Della Bianca, il Ceo–quando io e le mie due amiche abbiamo avuto dei figli ci siamo scontrate con uno scoglio nel momento dello svezzamento: cercavano pappe pronte e complete con caratteristiche di eccellenza, perché lavorando non avevamo sempre il tempo di farle in casa, e non c’era il prodotto adatto a soddisfarci”.

Un mercato, quello del food, che si è molto evoluto e offre una gamma per vegani, intolleranti e soggetti allergici, ma è fermo a cinquanta anni fa per ciò che riguarda i bambini tra i 4 e i 36 mesi. Un buco che le tre mamme milanesi hanno deciso di colmare. E, non avendo nessuna esperienza imprenditoriale alle spalle, hanno proceduto per puro istinto.

“Come abbiamo fatto?–continua Della Bianca–abbiamo pensato innanzitutto che le buone idee per essere tali devono essere sostenibili. Il primo passo è stato dunque mettere la nostra idea in excel. Si trattava per noi di un settore nuovo, quindi ci siamo messe a studiare e a cercare: la tecnologia giusta, il laboratorio in grado di preparare quello che serviva a noi, le leggi che normano la materia. L’azienda era sostenibile. E così, sei mesi dopo siamo partite”.

La nuova vita delle tre amiche è già iniziata: Erica, operation manager in diverse start up digitali, Sonia Matteoni, executive chef e Sonia Litrico, attrice e autrice di format tv lasciano i loro lavori e si dedicano anima e corpo alla loro creatura. Riescono a farsi aiutare da un socio finanziatore del calibro di Intesa Sanpaolo e poi cercano un secondo socio industriale, che trovano in Voltan Way, il secondo produttore di pasta fresca dopo Giovanni Rana, che produce per lo più private label per l’80% fuori dall’Italia e che alle tre ambiziose ragazze eroga 125mila euro.

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“La data di inizio di questa avventura è il 20 ottobre 2015–racconta Della Bianca–i nostri prodotti sono in vendita oggi nella grande distribuzione specializzata, ma anche nei punti vendita Carrefour, Coop, in alcuni biologici come Bio c’bon, per ora solo nell’area milanese, che è servita anche da Amazon Prime Now. Per il resto d’Italia c’è l’e-commerce del sito, nuovo di zecca, mentre stiamo stringendo accordi per novembre, quando ci saranno novità sul territorio e nel 2017 vogliamo superare i confini nazionali”.

Il prodotto, insomma, vende e le tre super mamme non si fermano. Nuovi mercati, nuove ricette, nuove avventure. Tutte nel rigore che le ha contraddite fin dal principio. “Le ricette le studia Sonia, la nostra chef–continua Della Bianca–ma per realizzarle ci siamo affidati a una serie di professionisti: una tecnologa che ha lavorato in Nestlé, una naturopata, lo chef Davide Valsecchi che ci dà suggerimenti sul pesce di cui è grande esperto… poi ci sono i fornitori, tra cui Carnesì. E un laboratorio professionale a gestione famigliare a Pavia. Tutti devono rispettare gli standard fissati dal Ministero della salute per gli alimenti per la prima infanzia e sono registrati Adap. Che è molto più che biologico, molto più stringente”.

La pappa viene realizzata proprio come farebbe una mamma: brodo di verdure, proteine cotte a parte a vapore, tutto frullato e unito ai carboidrati. Senza aggiunta di sale o altri condimenti, senza conservanti. Non sono sterilizzate e dunque conservano intatti tutti i principi nutritivi. Le pappe si conservano 45 giorni in atmosfera protettiva e si consumano nella confezione originale dopo essere state scaldate in microonde o a bagnomaria. Alcune ricette sono stagionali.

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“Con la primavera abbiamo per esempio sostituito le zucchine alla zucca, gli spinaci alla bieta. Le proteine invece sono le stesse: il vitellone che è quello che con minore difficoltà si trova sul mercato con le caratteristiche Adap e lo storione, un perisce leggero, ricco di Omega3 e vitamine A e D e povero di grassi, oltre che delicato e senza spine, l’ideale per i più piccini”.

L’ultima novità in termini di ricette è la pappa della buonanotte, “fatta con ingredienti che agevolano il sonno e che quindi consigliamo di offrire a cena ai bambini. La nostra soddisfazione più grande sono le testimonianze della mamme che hanno usato i nostri prodotti, ma anche di quelle che, avendo figli grandi, non la avevano ai tempi del loro svezzamento e ci scrivono per dirci che gli sono mancate! Io e le mie amiche credevamo di essere un po’ particolari per le scelte di alimentazione per i nostri figli, abbiamo scoperto che invece è un’esigenza diffusissima e non capisco come sia potuto tanto a lungo restare questo vuoto nel mercato”.

Mamma M’ama è pronta a crescere ancora e le tre fondatrici trattano l’azienda proprio come un figlio. Una garanzia di successo. Che alla fine dipende da passione e lavoro. Della Bianca lo spiega più in dettaglio: “Perché una start-up funzioni bisogna innanzitutto vagliarne la sostenibilità economica–conclude–poi, è necessario fare attenzione ai costi: ogni centesimo è importante e non bisogna farsi distrarre da una cassa che sembra importante ma che va gestita perché può essere davvero il discrimine tra successo e fallimento; infine il team: deve essere strutturati e competente, ma con ruoli ben definiti. All’inizio bisogna far da sé, studiare e inventarsi nuove competenze”.

Immagini via Facebook

Laura Magna