Classi rovesciate e bambini senza zaino: tutte le innovazioni per le scuole primarie

Classi rovesciate e bambini senza zaino: tutte le innovazioni per le scuole primarie

Dalle wikischool alle classi open-space, passando per l’abolizione delle materie o delle cattedre: nelle scuole primarie italiane si continuano a introdurre continuamente modelli innovativi di educazione. Che spesso e volentieri fanno la differenza nel futuro di chi li prova. Perchè se una volta si sceglieva la scuola elementare più vicina, oggi invece i genitori devono essere consapevoli che i primi anni tra i banchi di un bambino possono determinare la sua sorte di adulto.

L’Indire, ovvero l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, nel 2014 ha lanciato 12 proposte di aggiornamento per i docenti: il primo anno le hanno recepite 22 scuole in tutto il paese, l’anno successivo erano oltre 400.

Scuole senza Zaino

Al progetto “Scuola senza Zaino” hanno aderito ad esempio già più di 100 scuole. I libri si lasciano a scuola, e i bimbi si muovono al massimo con una cartellina (così si risolvono anche tutti i dubbi legati alla salute di zaini troppo pesanti). Le aule diventano simili a degli open space, con vari spazi, ognuno per una diversa attività. E la cattedra? In un angolo. Il maestro guida e supervisiona il lavoro degli alunni, che si sentono più responsabilizzati e restano quindi più attenti.

Wikischool

Tre scuole elementari, una a Milano (Rinascita Livi), una a Firenze (Scuola Città Pestalozzi) e una Genova (Don Milani), sono invece le capofila del progetto Wikischool: come la famosa enciclopedia on-line, il programma viene scritto e corretto in maniera condivisa da tutti gli insegnanti dei tre istituti, a partire dal confronto con i loro studenti, e così ogni sperimentazione può essere testata in maniera consapevole, e con dei risultati immediati.

Classi capovolte

Le classi capovolte arrivano addirittura a rovesciare il modello scolastico tradizionale. I bambini imparano a casa, non attraverso i compiti ma con giochi educativi, video e podcast. A scuola invece si confrontano tra di loro, guidati dagli insegnanti, così da poter arrivare a formare una propria opinione consapevole sull’argomento.

Metodo Montessori

La più antica della modalità alternative di insegnamento nate in Italia—il famosissimo metodo Montessori inventato dall’educatrice di Chiaravalle ormai un secolo fa—nel 2017 è adottato in più di 20mila istituti nel mondo.

E la volontà di liberare la creatività dei bambini ha creato una nuova generazione di imprenditori, almeno secondo uno studio  condotto dall’Università di Brigham insieme all’Istituto europeo d’amministrazione di affari.

Cinque anni fa hanno coinvolto in una serie di interviste 3.000 manager e 500 persone capaci di avviare società innovative, e come hanno verificato i professori Jeffrey Dyer e Hal Gregersen, “un numero significativo di questi manager ha frequentato in età scolare istituti che utilizzavano il metodo Montessori”.

Già in precedenza, nel 2006, una ricerca pubblicata su Science aveva certificato che “gli studenti montessoriani si sono dimostrati migliori nelle ‘funzioni esecutive’ e capacità di adattarsi ai problemi in evoluzione e complessi, indicatori di un probabile successo nella scuola e nella vita”.

Il metodo Montessori può vantare poi una serie di testimonial di eccezione. Come Jeff Bezos, l’uomo che ha inventato Amazon, il padre di Wikipedia Jimmy Wales e il creatore della serie The Sims, Will Wright. Ma soprattutto i due fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page. Quest’ultimo ha dichiarato pubblicamente: “siamo andati tutti e due alla scuola montessoriana e penso ci abbia formato nel non seguire le regole e l’ordine ed essere più automotivati, nel chiederci che cosa succeda al mondo, nel fare le cose un po’ diversamente”.

Questa spinta riformatrice avviata a inizio Novecento da Maria Montessori continua in Italia ancora oggi. Anche e prima di tutto nella scuola pubblica. I genitori da Milano a Palermo hanno insomma la possibilità di far provare ai loro figli le evoluzioni di quegli strumenti educativi che sono stati fondamentali nella crescita di quelli che oggi sono i re della nuova economia.

Immagine modificata in b&n di Brad Flickinger via Flickr