I migliori Paesi europei in cui gli italiani cercano lavoro

I migliori Paesi europei in cui gli italiani cercano lavoro

Sono sempre di più gli italiani che si spostano all’estero per vivere e lavorare: 107mila nel solo 2015, quasi 5 milioni in totale. Secondo uno studio effettuato a livello mondiale e riportato dal sito di annunci di lavoro Indeed, il 65% di chi cerca lavoro all’estero si sposta per ampliare la propria esperienza personale e occupazionale, mentre il 55% lo fa per trovare migliori salari e condizioni lavorative.

Nord Europa in testa

Ma quali sono i migliori paesi in Europa per lavorare? Dalle statistiche, emerge che il Nord Europa è nettamente la regione migliore, mentre i paesi mediterranei si collocano quasi sempre in fondo alle classifiche.

Secondo Glassdoor.com, portale che si occupa di raccogliere notizie e recensioni anonime sulle aziende, consigli per trovare lavoro e annunci, i migliori paesi europei per trovare lavoro sono Estonia, Norvegia e il Regno Unito, mentre i peggiori sono Spagna, Grecia e Portogallo.

L’Italia è quart’ultima, affossata tra altre cose dall’alta disoccupazione giovanile.

In Paesi come la Svezia non mancano storie di italiani di successo, che hanno portato la propria voglia di lavorare e innovare sin ai margini del circolo polare: è il caso ad esempio di Vincenzo Esposito, docente napoletano di storia del cinema, che ha lanciato 19 anni fa l’Italian Film Festival di Stoccolma, una delle rassegne più apprezzate nella capitale scandinava.

italiani

Dove si vive meglio?

Nonostante il dinamismo del mercato del lavoro, l’Estonia si colloca in ultima posizione per quanto riguarda il potere d’acquisto e i salari, assieme a Grecia (penultima) e Portogallo. Ancora una volta l’Italia si trova in quart’ultima posizione, mentre i paesi con i migliori salari sono Svizzera, Danimarca e Germania.

Svizzera e Danimarca conducono la classifica anche per quanto riguarda le condizioni lavorative, con la Germania al quinto posto dietro Norvegia e Regno Unito. Questo risultato viene confermato anche dal OECD Better Life Index , tenendo conto di fattori come abitazione, lavoro, reddito, qualità della vita e rapporto tra tempo libero/lavoro. Non è un caso allora che, anche per ragioni di prossimità geografica, la Svizzera accolga oggi circa 300mila residenti di nazionalità italiana, anche altamente qualificati, attirati da progetti come il Progetto Copernico, che dal 1997 al 2012 ha portato 113 aziende italiane in Ticino.

Chi si muove per lavoro?

Per quanto riguarda la ricerca di lavoro, i migranti provengono principalmente da Italia, Spagna e Romania, e posseggono almeno una laurea di primo livello o superiore (oltre 100,000, mentre i candidati con altri livelli di istruzione sono circa 50,000).

Ciononostante, il primo impiego per ricerca del candidato è cameriere, seguito da assistente amministrativo e insegnante di lingue. I candidati cercano lavoro principalmente in Regno Unito, Germania e Svizzera.

Il tedesco è anche una delle lingue più richieste, anche se si trova solo in quarta posizione tra le competenze linguistiche (inglese, spagnolo e francese le prime tre). Ed è proprio la Germania, da sempre, una delle principali mete dell’emigrazione italiana .

La nuova emigrazione italiana

Non sorprende quindi che secondo l’Istat i tre paesi con maggiore presenza di residenti italiani all’estero siano Germania, Svizzera e Francia.

Da notare che la possibilità di libera circolazione ha fatto sì che alcuni dati dell’Istat divergano notevolmente da altre fonti: infatti l’stat considera di solito solo le iscrizioni all’AIRE, mentre se si confrontano le statistiche sugli ingressi provenienti da fonti dei paesi di emigrazione, la situazione è ben diversa.

Ad esempio, dal 2012 al 2015 secondo l’Istat ci sono stati 43mila ingressi di italiani in Germania, mentre per lo Statistisches Bundesamt gli ingressi sono stati 200mila: cinque volte di più. Per quanto riguarda la Gran Bretagna, il dato Istat relativo allo stesso periodo è di 39,278 ingressi, ma le richieste per il NIN (National Insurance Number, il codice fiscale per lavorare in UK) da parte di italiani sono state 158.400.

Insomma, conviene fare un corso di tedesco e cominciare a cercare un insegnante di lingue nordiche.

Immagini via Flickr | Copertina di Nikki Pender|Foto 1 di Hernán Piñera